LA VERITA' TRA I RAMI DI ULIVO

Le origini del cristianesimo, sacre scritture, storia della Chiesa cattolica, l'Inquisizione, i Templari, le Crociate, il Vaticano e la Curia romana, crimini religiosi, veritĂ  scomode e nascoste, storia del papato, i Vangeli, Qumran e Nag Hammadi.

TUTTO CIO' CHE VIENE RIPORTATO IN QUESTO BLOG E' SUPPORTATO DA TESTI, ARTICOLI, DOCUMENTI E TESTIMONIANZE SCRITTE.

CHI SONO

Utente: silas2
07.05.2007 Un ragazzo divenuto uomo inseguendo con passione le sottili tracce della VeritĂ , quella scomoda, imbarazzante, fastidiosa e taciuta....quella che non andrebbe mai raccontata!

In una società così appestata e maleodorante, ci sarà pure qualcosa in cui credere...!

Lo spazio commenti è di tutti coloro che visitano questo blog e hanno voglia di un confronto sereno e costruttivo!



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domenica, 14 giugno 2009

PAPA “DELLA CHIESA” - BENEDETTO XV

 UN ESEMPIO NON SEGUITO

 

www.silab.it 

Il 1914 vede, storicamente la morte di Papa Pio X e la successiva elezione a Vicario di Cristo del cardinale Della Chiesa, che sceglie il nome di Benedetto XV.

La maggior parte delle informazioni che abbiamo in merito a questo conclave, le dobbiamo ad un diario segreto tenuto da un certo cardinale Gustav Piffl, arcivescovo di Vienna, che si era raccomandato che tale raccolta di notizie era “da bruciare alla mia morte”.

Ovviamente questo non avvenne e, nel 1963, nell’anno che vede succedersi a pontefice Papa Roncalli e Papa Montini, un giornalista francese pubblicò tali informazioni “particolari”.

Papa Benedetto XV, durante il suo mandato, riuscì a dare alla Chiesa romana “un volto sotto certi aspetti irripetibile”.

Votato sin dall’inizio ad un ideale di pace, diversamente dai suoi predecessori e da molti successori, Papa Della Chiesa fu uno dei pochi massimi rappresentanti della Santa Sede ad avere un atteggiamento imparziale di fronte all’accendersi di un conflitto. In questo caso si trattava della I Guerra Mondiale.

Benedetto XV la condannò nel settembre del 1914, definendola come “flagello dell’ira di Dio”, ripetendosi il 28 luglio del 1915, quando è l’Italia ad entrare in guerra, con le parole “orrenda carneficina che disonora l’Europa”.

La Santa Sede, fino a quel conflitto, aveva tenuto sempre un atteggiamento totalmente parziale, spesso schierandosi apertamente o meno negli eventi bellici.

Papa Della Chiesa dichiarò la propria assoluta neutralità, condannando il conflitto e mettendosi al servizio sociale e finanziario di tutti coloro che ne risultassero bisognosi.

Viene costituita un’Opera Prigionieri in Vaticano, dove si riescono ad evadere oltre 700.000 richieste di notizie e 40.000 di rimpatrio, cercando comunque di mantenere sempre i contatti tra le famiglie ed i soldati al fronte.

E’ durante il pontificato di Benedetto XV che Francisco Marto, Giacinta Marto e Lucia dos Santos sono testimoni delle apparizioni della Madonna a Conca de Iria, a Fatima. In quel periodo la Chiesa non si pronuncia, e solo nel 1930 si inizia a parlare di “prodigioso miracolo”, dando il via alla costruzione di un santuario.

L’assistenza data ai poveri e ai malati porta la Santa Sede al totale sacrificio delle proprie risorse economiche: si parla di oltre 80 milioni. Le casse del Vaticano sono pressoché vuote!

Nel 1918 si ha notizia di un frate francescano al quale compaiono le stigmate, in quel di San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia.

Il Sant’Uffizio si muove rapidamente, ed il personaggio che risalterà alle cronache sarà un certo padre Edoardo Gemelli, conosciuto con padre Agostino, anche’esso francescano, legato strettamente all’ambiente inquisitorio della Santa Sede. Il pontefice mantenne sempre un atteggiamento molto distaccato, cercando di capire quale fosse la situazione reale, lo stato dei fatti.

In tal senso non venne mai aiutato da Agostino Gemelli che dichiarò che, il futuro San Pio da Pietrelcina era “uno psicopatico, autolesionista ed imbroglione”, “affetto da una grave forma di isteria”

Solo un accenno a padre Gemelli: fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e dell’istituto Toniolo di studi superiori, sempre di Milano, non bisogna dimenticare che durante lo scoppio della II Guerra Mondiale, fu uno dei più fervidi ed attivi sostenitori del regime fascista e nazista, il che fa un po’ di luce su un personaggio sempre positivamente decantato, ma che ha avuto parecchi scheletri nell’armadio.

Papa Benedetto XV promulgò, nel 1917, il Codice di Diritto Canonico, con il quale condannava la massoneria e sanciva la scomunica a chiunque ne facesse parte..

Ovviamente la strada intrapresa da Benedetto XV, venne subito interrotta dal successore, Papa Pio XI.

 

Un saluto

 

Silas


sabato, 13 giugno 2009

ESTREMISMO CATTOLICO

L'INTOLLERANZA SIMBOLO DI FALSA FEDE

...............

Si parla spesso dell'estremismo islamico, della violenza di coloro che in nome di una presunta fede indiscussa, si rendono capaci delle più efferate nefandezze.

Guardiamo oltre il mediterraneo e puntiamo il dito accusatore su dei popoli incapaci di vivere e convivere in pace, che alla prima occasione sono pronti ad immolarsi al proprio Dio, commettendo stragi di innocenti, solo perchè vivono la religione in maniera differente.

E in Italia cosa accade? Da noi sembrerebbe essere tutto apposto! Non ci risultano "palesi" violenze religiose!

Eppure c'è un intero mondo sommerso, nascosto, quasi segreto, dove si vivono tutti i conflitti religiosi, i contenziosi di una religione che si dichiara "universale" (cattolica), e che non riesce ad andare, seriamente, oltre "la provincia".

L'estremismo c'è, ed è attivo anche all'interno delle più piccole ramificazioni della religione cattolica. E quando si parla di estremismo, in ogni sua minima manifestazione, non c'è fede!

La fede è qualcosa di talmente personale che non richiede alcuna volontà di affermare la propria opinione, di imporrre le proprie credenze, di aggredire il prossimo, di minacciarlo, umiliarlo e offenderlo. Nella vera fede non esiste nessuna volontà di prevaricazione, di mostrarsi superiore, in possesso di una presunta conoscenza da diffondere al prossimo.

Questo è invece l'atteggiamento di coloro che hanno paura, temono la veridicità del proprio credo e la vacuità delle proprie idee, fragili come castelli sulla spiaggia. E cosa c'è di meglio che aggredire gli altri per evitare di mettersi in discussione, con il rischio di rendersi conto di aver vissuto in una bolla di sapone?

Tali "estremisti cattolici" sembrano sicuri di se, ma vivono nella continua incertezza, spaventati da ogni confronto che possa affrontare le basi del proprio credo. Il clero è la prima manifestazione di una tale presunta conoscenza indiscussa di questioni religiosi, inconsapevoli di rendersi ridicoli quando minacciano i "miscredenti" con l'immagine collettiva delle fiamme dell'inferno.

I Testimoni di Geova vanno in giro in coppia nella loro pedissequa opera di proselitismo e conversione, rileggendo in maniera rivisitata e corretta quelle che, solo all'inizio della propria storia, potevano venir considerate "scritture sacre".

Tra i cattolici è invece pressoché impossibile trattare argomenti che la Chiesa, senza sentire la necessità di dare la ben che minima spiegazione, ha stabilito come dogmi indiscutibili.

Provate ad affrontare la questione della nascita "unigenita" di Cristo, della verginità di Maria, "madre di Dio", della scomparsa dai sacri testi di Giuseppe, padre "putativo" di Gesù, della vita "poco ortodossa" di Maria Maddalena, di chi fosse Giuda "Iscariota", della figura di Ponzio Pilato, della prima persona che ha svelato la resurrezione di Cristo!

Provate a chiedere a qualche uomo di chiesa chi erano i "desposinoi", dove visse Maria Maddalena dopo la fuga dalle terre di Palestina, a chi siano state dedicate le Chiese che portano il nome di "Notre Dame de .......", chi era Giacomo il giusto, chi è stato il primo vescovo di Roma, che cosa è stato realizzato durante il Concilio di Nicea del 325 d.C., che cosa sia, nella realtà, la "famosa" Donazione di Costantimo, e la Sacra Sindone.

Dalla Chiesa, dal clero, dagli estremisti cattolici, dai bigotti e da tutte quelle persone che vivono con i paraocchi, non avremo mai alcuna risposta in merito, se non quelle solite  e poche frasi precostituite e realizzatesi con tutte quelle false verità propinateci per oltre 2 millenni di storia.

D'altra parte la storia la scrivono i vincitori; nessun merito è reso allo sconfitto.

Silas


venerdì, 12 giugno 2009

JOSE' MARIA ESCRIVA' DE BALAGUER

UNA SERIE DI MASSIME.........

LIBRO EMBLEMATICO

Un libro del genere non può non esser letto da chi ha il desiderio di capire qualcosa di più sull'Opus Dei, ma soprattutto sulla figura emblematica del suo fondatore.

Santo dal 2002, mentre Papa Giovanni XXIII attende ancora da oltre 45 anni, "San Josemaria", come lo chiamano gli opusiani, è un personaggio tutto da scoprire.

Non dico niente altro, lasciando a voi la "particolare" scoperta. Anche sul web si trova qualcosa in merito a questo testo!

Un saluto

Silas


postato da: silas2 alle ore 12/06/2009 13:50 | link | commenti
categorie: opus dei, escrivĂ  de balaguer, fai notizia, la veritĂ  tra i rami di ulivo
mercoledì, 10 giugno 2009

L’OSCURANTISMO DELLA CHIESA CATTOLICA

FEDE E CULTURA

(opinione personale)

Dio è ovunque! 

Sin dalla creazione di quella istituzione che nel tempo divenne la Chiesa cattolica, uno degli elementi fondamentali, fu la misurata e ponderata diffusione di quello che rimaneva del messaggio di Cristo.

La Chiesa cattolica non nasce con Gesù “figlio di Dio”! Nasce molto tempo più tardi, grazie all’opera dei cosiddetti Padri della Chiesa, e con l’aiuto di un imperatore romano, Costantino, che non fece altro che cogliere al volo l’occasione di non veder crollare sotto i propri occhi l’Impero romano, grazie alla trasformazione di un nuovo “credo”, in una specie di collante fra i popoli che abitavano le vaste terre di dominio romano.

Uno dei fondamenti di questa religione che proveniva dalle terre di Palestina, è stata la totale personalizzazione dei “presunti precetti” dettati dal figlio di Dio, sceso in terra, fra gli uomini, per redimerli dai peccati.

In particolare sarebbe interessante leggere con estrema attenzione gli scritti di Paolo di Tarso, e scoprire con estrema facilità quanto certi suoi dettami si discostino completamente con quanto Gesù andava predicando attraverso la Galilea, la Giudea e le altre “aride” terre “d’oltremare”.

Con dei presupposti del genere è ben comprensibile il motivo per il quale la Chiesa, per parecchi secoli, ha impedito alle persone comuni, i propri fedeli in pratica, di leggere gli stessi testi sacri. Il latino ha aiutato molto questi “cosiddetti uomini di Chiesa”. Ben pochi sapevano più di un paio di parole di quella che era stata la lingua del popolo che aveva dominato “il mondo” per secoli.

Ovviamente, come la religione cattolica mise radici a Roma e dintorni, ci fu una vera e propria corsa alla traduzione della Bibbia dal greco e dall’aramaico in latino. Ma anche coloro che erano in grado di comprendere i testi sacri, erano brutalmente ammoniti ad avvicinarvisi, pena le fiamme dell’inferno.

Le sacre scritture erano di esclusivo dominio del clero! Per tale motivo, verso la fine del VII secolo d.C., Papa Gregorio IX si permise, travisando le scritture, di affermare “con assoluta certezza” che Maria Maddalena era una meretrice. E i vari Vangeli gnostici e tutti gli altri testi esseni, venuti alla luce alla fine del XX secolo, erano ben conosciuti dalla Chiesa, molto, molto prima che questi stessi antichi papiri vedessero la luce in maniera, per così dire, casuale!

La biblioteca di Nag Hammadi, i Vangeli gnostici ed i Rotoli di Qumran, raccolti nella biblioteca di Alessandria di Egitto, vennero dati alle fiamme proprio per ordine di quelli che ancora vengono definiti, con grande incoerenza, i “Padri della Chiesa”. E’ solo per la solerte opera di amore per la verità di alcuni sacerdoti egiziani (primi secoli dopo Cristo), che provvidero a nascondere dai roghi quegli stessi testi, che oggi possiamo vantare conoscenze più approfondite su come andarono realmente le cose prima, durante e dopo la venuta di Cristo.

E’ assolutamente paradossale, facendo un salto di quasi due millenni, pensare che, nel tentativo di mantenere un controllo assoluto sulle informazioni che i fedeli potevano ottenere, Papa Paolo VI, solo nel 1962, abolì quella che era la lista, costantemente aggiornata, dei cosiddetti libri proibiti.

Se certi metodi impositivi, minacciosi e coercitivi erano capaci di sortire qualche effetto nel periodo più oscuro e nebuloso del medioevo, non è certo pensabile che, al giorno d’oggi, anche solo i ragazzi, possano credere alle vane minacce ecclesiastiche.

La Chiesa ha perso, e continua a farlo, la propria credibilità, anche se ottenuta a colpi di caccia alle streghe, roghi inquisitori e scomuniche.

La fede è una questione che non può essere estorta! Nasce dal cuore, e non necessariamente deve essere legata alla Chiesa, e da coloro che la rappresentano. Molte delle frasi che i sacerdoti riferiscono quando si sentono minacciati in tal senso, sono quelle che, storicamente, sono state modificate e manomesse, al fine di ottenere dei “testi sacri” ad uso e consumo del clero.

La fede in Cristo non è in discussione!

E’ la fiducia nella Chiesa che è sparita, come nella maggior parte di coloro che la rappresentano!

 

Silas


martedì, 09 giugno 2009

E' SOLO UN'INDICAZIONE!

LIBRI DA NON PERDERE........

.........PER COMPRENDERE!

Ferruccio Pinotti si mostra uno degli scrittori più interessanti quando si tratta di portare alla luce questioni che danno fastidio.

Questo testo rappresenta la base per comprendere la realtà di un'organizzazione divenuta una vera e propria setta segreta, con il bene placito del pontefice che ha reso "l'Opera" una prelatura personale: Giovanni Paolo II (1982/1983).

Le testimonianze riportate da Pinotti sono incredibili! E' tutto documentato e documentabile. Non viene lasciato spazio alla fantasia!

Di particolare interesse la testimonianza del Prof Alberto Machado, ex opusiano, uscito dai tentacoli della creatura di Balaguer.

Buona lettura

Silas


lunedì, 08 giugno 2009

WOJTYLA:"L'UOMO" CHE HA CAMBIATO IL MONDO

TUTTI POSSONO CAMBIARE

L'uomo che abbiamo amato

Sono molti gli episodi che hanno portato un uomo, eletto pontefice, a cambiare il proprio atteggiamento.

Completamente orientato verso gli interessi della propria terra natia, Giovanni Paolo II, negli anni a cavallo tra il 1981 ed il 1985, ebbe la dimostrazione che c'erano parecchie cose che non andavano all'interno delle stanze vaticane.

L'attentato subito in Piazza San Pietro, in mezzo ai propri fedeli, fu solo uno dei tanti eventi che sconvolsero l'Italia, in un decennio (gli anni '80) che vide il nostro paese sull'orlo del collasso totale.

Lo scandalo della P2, con il Venerabile Licio Gelli a capo dell'organizzazione, fu un duro colpo per molti alti prelati e politici di rilievi. Il terrore che il proprio nome venisse svelato, serpeggiava in tutti i palazzi del potere italiano e vaticano.

L'omicidio di Mino Pecorelli, capo redattore di OP, per il quale Giulio Andreotti è stato assolto come mandante.

Il sequestro di Emanuela Orlandi, e lo stretto legame tra Marcinkus e Renatino, il boss della Banda della Magliana.

La morte di Roberto Calvi ed il crack del Banco Ambrosiano, che coinvolgeva lo IOR, l'Istituto per le Opere Religiose, la banca privata del Papa.

Il colloquio segreto tra Giovanni Paolo II e Alì Agça in una cella di Rebibbia.

L'omicidio del giudice Ambrosoli (1979), il cui mandante fu Michele Sindona.

Tutti questi, e molti altri eventi di un decennio di terrore, che si è protratto anche nel decennio successivo (omicidio del colonnello delle guardie svizzere Alois Esterman, della moglie e di un'altra guardia svizzera!), hanno portato il pontefice, come è apparso agli occhi di tutti i fedeli, ad occuparsi della propria missione ecumenica.

Wojtyla, come in molti sono soliti ribadire, non si è più ripreso completamente dall'attentato, anche se sono in pochi a voler riconoscere che quello da cui il Papa polacco non si è mai ripreso, è da quella interminabile serie di crimini compiuti con la compiecenza dello stesso Vaticano e di personaggi ad esso strettamente legati.

Karol Wojtyla è sembrato disinteressarsi completamente di fatti economico - politici, dedicandosi anima e cuore ad avvicinare la gente, quella comune, quella vera, alla chiesa. E' riuscito a farsi amare dai giovani, dai ragazzi, cosa che a ben pochi pontefici era riuscita (se si eccettua Papa Giovanni XXIII, che grazie a Ratzinger è ancora in attesa di beatificazione dopo 42 anni dalla sua morte).

Giovanni Paolo II è stato l'artefice del crollo del "muro di Berlino", dello sfaldamento del potere sovietico e delle varie dittature terroristiche dell'est Europa. I suoi viaggi pastorali avevano veramente l'unico scopo di portare la buona novella ai popoli in attesa di conoscere il Papa polacco. E se non era per Wojtyla, Padre Pio non sarebbe mai stato santificato, osteggiato da sempre dallo stesso Ratzinger, che in molti frangenti è sembrato il vero e proprio pontefice (colui che si occupava degli aspetti politici - amministrativo - economici del Vaticano).

E' facile capire come siano in molti ad aver amato e ad amare un pontefice che ha commesso molti e gravi errori, ma che ha saputo redimersi e portare fino in fondo la propria missione religiosa.

E' negli occhi di tutti l'aspetto sofferente di un Papa consapevole di dover arrivare, per forza di cose, fino in fondo.

Silas


domenica, 07 giugno 2009

ATTENTATO AL PAPA !

KAROL WOJTYLA NEL MIRINO DI CHI............?

I due colpi

Mercoledi 13 Maggio 1981, un presunto killer dei "Lupi grigi", Alì Agça, legato al fronte di liberazione turca, spara due colpi di pistola verso Giovanni Paolo II, in Piazza San Pietro.
Il Papa viene trasferito in urgenza al Policlinico Gemelli, dove viene sottoposto ad intervento chirurgico. Se il proiettile che lo ha ferito gravemente all'addome non fosse stato deviato da un dito dello stesso pontefice, il colpo sarebbe risultato mortale.

Da questo drammatico episodio il pontificato di Giovanni Paolo II subì un drastico viraggio. Lo stesso Papa disse che "se era ancora vivo lo doveva alla Madonna, per la Sua intercessione".

Molte cose restano avvolte ancora nel mistero. Il Vaticano non hai mai voluto rendersi partecipe alle indagini della magistratura italiana. Karol Wojtyla si trovava stretto in una morsa micidiale, e le informazioni che gli mancavano o che aveva voluto trascurare, gli giunsero, anche se di questo non potremo mai esserne certi, dal suo stesso attentatore. Rimane nei ricordi di molti, l'immagine del colloquio privato tra il Papa ed Alì Agça, presso il carcere di Rebibbia a Roma. Cosa si dissero non lo sapremo mai, ma la vita del pontefice cambiò radicalmente da quel giorno!

Sono state dette e scritte un'infinità di parole, ma la maggior parte di queste avevano l'unico scopo di depistare le indagini della magistratura italiana. Si è parlato del Fronte Turkesh, di "Bulgaria connection", di tutti i possibili ed inimmaginabili servizi segreti, di un folle, spinto da deliri di onnipotenza, senza alcun legame con "poteri forti".

Ma quelli, sebbene siano in molti a far finta di non ricordarsi, sono gli anni dello scandalo della P2, dell'arresto di Roberto Calvi, del crack del Banco Ambrosiano, di Licio Gelli, gran maestro della loggia Propaganda 2, alla quale aderivano eminenti personaggi del politica e della religione, del boom della Banda della Magliana e del tristemente famoso Renatino, del rapimento di Emanuela Orlandi. E sebbene molti continuino a dire che l'attentato al Papa è stato una macchinazione dei servizi segreti dell'est, lo stesso ex lupo grigio, Alì Agça, affermò "di avere dei complici in Vaticano" senza accennare ad alcun nome.

Quello era anche il periodo di Marcinkus e dei giochi sporchi dello IOR, nei confronti dei quali Wojtyla divenne sempre più consapevole. Sebbene gli scandali dello IOR erano divenuti di dominio pubblico, il Papa aveva un debito nei confronti di Marcinkus, per l'aiuto economico fornitogli per la liberazione della sua Polonia.

In quegli stessi anni (1982 - 1983), l' Opus Dei ottenne quello che desiderava più di ogni altra cosa: divenire una prelatura personale del pontefice, in modo tale da non dover render merito delle proprie azioni se non esclusivamente allo stesso Papa. Escrivà De Balaguer ci aveva provato con Papa Giovanni XXIII e con Papa Paolo VI, senza ottenere il ben che minimo risultato. Fu il prelato Alvaro del Portillo ad ottenere tale riconoscimento da Giovanni Paolo II. Il Papa polacco dovette procedere in tal senso....questione di "doveri" imprescindibili.

Il rapimento della giovane Emanuela Orlandi, dette il colpo definitivo a quelle che erano le vecchie credenze di un pontefice, divenuto Vicario di Cristo, per raggiungere degli obiettivi più politico- economici che ecumenici.

Ma le cose erano destinate a cambiare rapidamente........

 

continua....


sabato, 06 giugno 2009

UN PAPA VENUTO DALL’EST !

 LUCI ED OMBRE SU KAROL WOJTYLA

 

 

Il successore di Papa Luciani, il Papa del sorriso, fu un cardinale polacco voluto sul soglio pontificio, come Vicario di Cristo, da quei “poteri forti” che in quel momento storico tenevano in pugno il destino del nostro paese, capaci di dettare legge anche oltre oceano, tramite dei sottili ma robusti legami economici.

Karol Wojtyla, cardinale dell’arcidiocesi di Cracovia, dopo il conclave che ne dichiarò l’elezione a pontefice, decise di assumere il nome di Giovanni Paolo II, per l’amore, il rispetto e l’amicizia che lo aveva legato al suo predecessore, e del quale era sempre stato un fervido sostenitore.

Wojtyla ha rivestito un ruolo fondamentale, in un’epoca, quella degli anni ’80 – ’90, particolarmente difficile per l’Italia, e pericolosa per il resto del mondo, dove il fragile divisorio tra est ed ovest sembrava sul punto di esplodere da un momento all’altro.

L’elezione di Giovanni Paolo II ha avuto veramente poco a che fare con lo Spirito Santo. E’ stata  fortemente voluta e caldeggiata dai servizi segreti americani, da quelli italiani, dall’Opus Dei, dai poteri economico – finanziari italiani (P2, IOR) e da molte oscure figure politiche.

Wojtyla, nella prima fase del proprio pontificato, almeno fino allo scampato agguato in Piazza San Pietro da parte di Alì Agça, cercò di portare acqua al proprio mulino, che portava il nome di Polonia. Ed è proprio grazie a Giovanni Paolo II che vennero gettate le basi per la liberazione del suo paese dal giogo sovietico, in quel periodo sotto il comando del generale Jaruserslky.

Tutto questo fu possibile solamente grazie agli imponenti sovvenzionamenti che il Vaticano potè fare al movimento “Solidarnosc” dell’amico Walesa. Ed il denaro veniva dalle casse dello IOR, la banca privata dello stesso Papa, dalla quale poteva essere prelevata qualsiasi somma senza dover darne comunicazione o eventuali spiegazioni.

E qui salta alla ribalta quell’oscura figura di Paul Casimir Marcinkus, vescovo e prefetto dello IOR, americano, anche se di origini ucraine.

Il denaro dello IOR venne, in parte, indirizzato verso la Polonia. Non era certo denaro ottenuto con oboli o donazioni varie. Si trattava di proventi del riciclaggio di denaro sporco, grazie agli “affari” che Marcinkus teneva costantemente con i tristemente famosi Roberto Calvi, Michele Sindona, Licio Gelli, legati a loro volta con la malavita organizzata romana (Banda della Magliana), con la mafia siciliana e con le sue diramazioni nel resto del nostro paese, e con i regimi dittatoriali di estrema destra del centro – sud America.

Sapeva Giovanni Paolo II di quello che Marcinkus stava combinando? Ed era a conoscenza di quali erano i personaggi che giravano impunemente per le stanze della Curia romana?

Sono in molti a propendere per l’inquietante ipotesi che Karol Wojtyla fosse a conoscenza di molte cose che avvenivano all’interno del suo piccolo Stato! Non era un personaggio così ingenuo da non comprendere che tutto quel denaro (si parla di svariati miliardi di dollari!) che veniva inviato in Polonia, fosse frutto dell’amore dei fedeli per la Chiesa!

Giovanni Paolo II sapeva, forse non tutto, ma era a conoscenza di parecchi movimenti illeciti portati avanti da alti prelati del Vaticano. C’è anche da dire che il suo segretario di Stato, il cardinale Casaroli, aveva ricevuto precise informazioni sugli affari sporchi di Marcinkus, da Monsignor Vagnozzi che, scoperti gli intrighi che vedevano coinvolto lo IOR nel riciclaggio di denaro sporco di varia provenienza, dette le dimissioni dal proprio incarico e consegnò tutta la documentazione raccolta allo stesso Casaroli.

Quest’ultimo, in più di un’occasione cercò, moderando i termini, ed attenuando la gravità della situazione, di illustrare il quadro al pontefice.


A quanto pare Papa Giovanni II fece orecchie da “mercante”!

 

Continua……….

 

 


venerdì, 05 giugno 2009

"UN INCREDIBILE SANTO SPAGNOLO!"

JOSE'MARIA ESCRIVA DE BALAGUER

"San Josemarìa"!

Le informazioni che si possono reperire in circolazione, in merito al sacerdote spagnolo di Barbastro, sono quanto mai contraddittorie. Se da una parte si dice tutto il male possibile di colui che è stato il fondatore dell'Opus Dei, da un'altra si sente dire che fu un religioso capace di dedicarsi ai poveri e agli ammalati, compiendo numerose guarigioni "definite" a dir poco miracolose.

Su questo spazio ho riportato in più occasioni quelle che sono testimonianze reali e documentate. Racconti di persone che hanno avuto la "sfortuna" di far parte, per un periodo della propria esistenza, dell'organizzazione di Balaguer, e che sono stati capaci di uscirne, anche se in condizioni disastrose.

In molti paesi, e non solo europei, sono state create delle organizzazioni a sostegno di tutti coloro che, incappati nella ragnatela opusiana, cercano disperatamente di uscirne. Tali siti possono essere trovati tra i link di questo stesso blog. Le testimonianze sono a dir poco raccapriccianti, anche se, a dimostrazione dell'attendibilità di tali parole, molto simili tra di loro.

Balaguer era un uomo di estrema destra che, durante la guerra civile spagnola, fornì il massimo appoggio al governo dittatoriale di Franco. Molti degli elementi principali di quel "governo" erano legati all'Opera.

Lo stesso Balaguer mostrò in più di un occasione di provare una certa stima per le idee politiche di Mussolini e di Hitler.

La sua creatura, datata 1929 (anche se alcuni tendono ad assegnargli il 1928, anche se poco cambia nel contenuto), è tuttora viva e, a dire il vero, è più forte che mai.

La cosa incredibile è che, se si da un'occhiata sul web (e tra i siti di disinformazione si trova anche wikipedia), non si parla del legame tra Opera e Fascismo (Francisco Franco) e, ancora meno, si fa il minimo cenno al fatto che, nel 1982, Papa Giovanni Paolo II conferisce il titolo di prelatura personale ad un'organizzazione da molti definita come una vera e propria setta. In precedenza l'unico Ordine ad aver ricevuto tale particolare vantaggio, è stato quello dei Cavalieri Templari.

C'è anche da dire, e la cosa ha lasciato non poche persone frastornate, che il 6 ottobre del 2002, Balaguer è divenuto "Santo" (lo stesso anno di Padre Pio, sebbene quest'ultimo lo sia diventato con 5 accuse della congregazione per la dottrina della fede, ancora pendenti, e nessuno si è mai degnato di provvedere ad eliminare tanto ingiusto disonore!).

Giovanni Paolo II è riuscito a sorprendere i fedeli in molti modi differenti: alcuni di incredibile portata religiosa ed ecumenica, altri assolutamente deprecabile ed indegni per un pontificato durato un quarto di secolo.

Se si vuole veramente conoscere la figura di Balaguer, ci sono sul mercato cartaceo due testi che non possono non venir letti: il primo è "Il Cammino" dello stesso Balaguer, mentre il secondo è "Opus Dei segreta" di Ferruccio Pinotti

Buona lettura

Silas


martedì, 02 giugno 2009

VIAGGIO ARMATO IN TERRASANTA

LA FARSA DELLE CROCIATE

 

 I viaggi in "nome di Dio"

Bisogna riconoscere che Papa Giovanni Paolo II, fra luci ed ombre che hanno accompagnato il suo pontificato, ha avuto un merito a dir poco eccezionale: è stato l’unico uomo di Chiesa, e nella veste di Vicario di Cristo, a chiedere scusa “all’umanità” per le atrocità perpetrate durante le Crociate, condotte in nome di un Dio “violento e sanguinario” (restano atrocemente famose le parole di Papa Urbano II per indire la I Crociata – “Dio lo vuole!”).

I motivi per i quali le numerose Crociate hanno portato a tanto spargimento di sangue, sono numerosi e particolarmente diversificati, molti dei quali non hanno nulla a che vedere con la Chiesa di allora. Come detto poc’anzi, gran “merito” all’inizio del brutale contenzioso tra “infedeli” e cristiani, va al sagace e scaltro Papa Urbano II.

I motivi religiosi li potremmo accantonare sin dall’inizio, anche perché in quell’oscuro periodo di storia ecclesiastica che fu il Medioevo, c’era ben poco di religioso, e la fede in Cristo era qualcosa che venne scoperta e rivalutata solo da alcuni gruppi di “frati” (i francescani ne sono l’esempio illuminante, anche se il periodo non corrisponde proprio all’inizio del contenzioso musulmano – cristiano).

Quello che la Chiesa si ostinava a ripetere, prima delle parole del Papa polacco, era che la Città Santa doveva essere liberata dai “porci infedeli”, e che la vasta (!) comunità cristiana che viveva in quella terra o che vi si recava in pellegrinaggio, soffriva mille pene per mano dei feroci saraceni.

Peccato che nessuno, tranne alcuni storici di scuola esclusivamente laica, ha mai contestato tali spudorate menzogne (la Chiesa ha sempre fatto paura, anche se non è mai riuscita a meritarsi il rispetto degli uomini!).

I musulmani che avevano in mano Gerusalemme hanno sempre tenuto un comportamento a dir poco esemplare, diversamente da quello che furono capaci di fare i condottieri cristiani all’indomani della conquista della Città Santa nel 1099, con Goffredo di Buglione.

I cosiddetti infedeli davano libero accesso ai cristiani ai loro luoghi di culto, senza mai creare problemi a nessuno, ad eccezione di qualche esaltato di fede cattolica che, stupidamente (cosa che si ripeterà sempre con maggior frequenza nei secoli a venire!), si cimentava in prodighe opere di proselitismo: qualcuno veniva condannato ed ucciso; la maggior parte venivano semplicemente cacciati dalla Città, con la minaccia di morte in caso di ritorno.

La tolleranza dei musulmani non sfiorava minimamente la mentalità retrograda, l’aggressività, la brama di denaro e di potere dei “combattenti cristiani”.

La conquista di Gerusalemme portò allo sterminio di tutti coloro che vivevano all’interno delle mura gerosolimitane, senza alcuna distinzione di razza, colore di pelle e, soprattutto di fede: morirono molti cristiani ed ebrei che ebbero la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato, sebbene è opportuno ricordare che gli assediati, prima della battaglia finale, fecero uscire dalle mura donne, vecchi e bambini.

Urbano II inoltre cercò nelle Crociate il rimedio alle continue lotte interne tra potentati e le varie e ricche famiglie, che si combattevano da decenni per il comando nei più svariati angoli dell’Europa del tempo, procurando un progressivo impoverimento della stessa Chiesa (le guerre non portavano denaro nelle casse pontificie). Spostare la guerra in Palestina significava la pace nelle terre controllate dalla Chiesa., ed una maggiore possibilità di risorse economiche a disposizione del Papa.

Il ritorno dai saccheggi di Terra Santa avrebbe inoltre garantito entrate supplementari alla chiesa, grazie a le donazioni di cavalieri arricchitisi a discapito dei popoli locali.

C'è un'altro aspetto economico importante. La liberazione di Gerusalemme, avrebbe creato enormi entrate economiche, a motivo dell'inizio di massicci pellegrinaggi di fedeli e dalla gestione delle rotte commerciali, che avrebbe permesso ai cristiani di giungere, per lo più incolumi, verso il Santo Sepolcro.

E la Chiesa continua ad affermare che la creazione di un corpo "speciale" come quello dei Templari, venne creato con il solo scopo di proteggere il cammino dei pellegrini in Terra Santa!

Peccato che nessuno voglia spiegarci come mai, per i primi nove anni di dominio della Terra Santa, tali onorevoli ed onorati cavalieri, rimasero in nove!!!!

Silas


lunedì, 01 giugno 2009

GLI STRALI DELLA CHIESA CATTOLICA

LA VERITA' TRA I RAMI DI ULIVO
(un'opinione)

"...ne avete fatto una spelonca di ladri"


Anche il web, come molti altri spazi della nostra società, sono frequentati da persone che si dichiarano ferventi fedeli della chiesa cattolica. Peccato che come qualcuno tenta di esprimere la propria opinione viene inopinatamente aggredito, tacciati di blasfemia e meritevoli di bruciare nelle fiamme eterne dell'inferno ecclesiastico.
Questo atteggiamento ha veramente poco a che fare con la "vera fede", e tali individui non fanno altro che confermare quanto male è ormai insito nei più nascosti meandri di Santa romana chiesa.
Non è tutta gramigna ciò che risulta legato alla chiesa romana. Ci sono anche delle "spighe di grano maturo", con le quali è possibile parlare serenamente e confrontarsi anche su temi, per così dire scottanti, almeno per la chiesa cattolica.
Santa romana chiesa non sa quale sia il valore del perdono, ergendosi a giudice inappellabile anche di questioni che non la riguardano direttamente. Come Stato estero, il cui capo è lo stesso pontefice, dovrebbe cercare di rimanere estranea a questioni politiche, economiche, amministrative e di vita quotidiana, che non riguardino direttamente il proprio territorio, circoscritto dalle ben note Mura Leonine.
Con grande dispiacere ripenso a quanto è accaduto al Sig. Welby e alla sua famiglia, nei confronti dei quali si è scagliata l'intera chiesa (Mons.Bagnasco in particolare). Nessun funerale cristiano, e le invettive sdegnate di tutti quei falsi rappresentanti della Curia romana. Poi si viene a sapere che uno dei più importanti e feroci killer e capi della Banda della Magliana, Renatino, al secolo Enrico De Pedis, era stato sepolto, con tutti gli onori del caso, nella Chiesa di Sant'Apollinare, insieme a vescovi, cardinali e uomini di particolare merito, e grazie al tacito benestare del cardinal Poletti.


Sua Eminenza merita veramente i complimenti!

La chiesa dà addosso agli omosessuali, dimostrando ribrezzo e ripugnanza nei confronti di persone che, rispetto agli eterosessuali, hanno solo una diversa opinione in merito alle persone con cui condividere il proprio talamo. Eppure, è proprio in seno alla chiesa cattolica che si nascondono numerosissimi, sacerdoti che si sono macchiati di crimini di abuso sessuale, sia nei confronti di ragazzi che di ragazze. La pedofilia ecclesiastica è qualcosa che è solo capace di far accapponare la pelle, e la chiesa prima di prendere qualsiasi posizione, dovrebbe chiedersi se così facendo si renderebbe ridicola e sempre più malvista:
La parabola della "pagliuzza nell'occhio del fratello" sembra non esser nota agli alti prelati di "Santa romana chiesa".

Pure la "Congregazione per la dottrina della fede" merita due parole. Anche perchè tale nome indica quella famelica organizzazione che un tempo aveva il coraggio di chiamarsi per quello che era: "La Santa Inquisizione" o "Il Sant'Uffizio".
E pensare che la caccia alle streghe sembrava terminata svariati secoli fa! Invece Ratzinger, prima di divenire Papa, è stato per 20 anni a capo di questa moderna forma di Inquisizione, menando fendenti a destra e sinistra, inveendo contro chiunque non si uniformasse al dogmatismo ecclesiastico, creando un clima di terrore tra gli stessi prelati.

La storia continua!

Silas


domenica, 31 maggio 2009

CHI HA PAURA DELLA CHIESA CATTOLICA?

LA VERITA’ TRA I RAMI DI ULIVO

 

Croce di S. Francesco! 

Sono trascorsi ormai parecchi anni da quando ho iniziato con i miei studi nel campo della religione cattolica. Un approfondimento, una ricerca, nata dal desiderio di capire dove si celasse veramente la verità, stuzzicato da un libro apparentemente di totale fantasia, ma che in realtà conteneva innumerevoli spunti di riflessione e di studio.

La Chiesa cattolica, per oltre duemila anni, ci ha raccontato la propria versione dei fatti, e, come è risaputo, nessuno si è mai opposto, perché la storia la fanno i vincitori. E la Chiesa, anche dagli scandali più atroci e dalle vicende più inquietanti, ne è uscita sempre con la tonaca perfettamente pulita!

Essere cristiani, credere in Cristo, non significa credere nella Chiesa, ed in ogni altro ente di natura ecclesiastica, andare la domenica a messa, confessarsi, mettersi in fila per fare la comunione. Andare in Chiesa, ascoltare l’omelia di un sacerdote, che potrebbe anche essere il migliore degli uomini presente sulla faccia di questo misero pianeta, farsi il segno della croce ed uscire, magari dando addosso al primo poveraccio che all’angolo di una strada chiede l’elemosina, non è proprio il massimo per uno che si dichiara di fede cattolica.

Quello che Cristo ha provato, inutilmente, a farci capire, erano degli insegnamenti talmente semplici che nessuno è stato in grado di comprenderli e metterli in atto.

La chiesa non ha niente a che fare con Cristo, e Dio gli è quanto mai lontano! Non si tratta di una congregazione di fedeli, bensì, come qualcuno la definì oltre duemila anni fa, “una spelonca di ladri”, già allora, come prevedendo cosa sarebbe nato da parole umili, ma completamente travisate.

Bisogna leggere, dall’inizio alla fine, tutto ciò che è stato scritto e manomesso nella Bibbia e, soprattutto, nei Vangeli, e negli Atti degli Apostoli, nell’Apocalisse e nelle lettere di “quell’esaltato” di Paolo di Tarso, vero realizzatore, con la successiva complicità dell’imperatore Costantino, della religione cattolica.

Una religione estirpata da quella ebraica, dato che Gesù è nato, vissuto e morto da ebreo. E non bisogna dare la colpa agli ebrei della morte di Cristo, almeno non solo a loro. I romani ebbero una parte di particolare rilievo in quell’omicidio impunito.

Una religione che vede come personaggi fondamentali del proprio credo, uomini come Paolo di Tarso, Agostino di Ippona, e tutti quelli che vengono definiti i Padri della chiesa, non può che essere una raccolta di precetti, ingiunzioni, comandi e comandamenti, penitenze, peccati, inferno e paradiso.

Una chiesa in cui, chiunque abbia il coraggio e la dignità di staccarsi da “falsi insegnamenti”, è solo degno delle eterne fiamme dell’inferno!

Una valle di lacrime! Una espiazione continua in attesa della salvezza finale, anche se nessuno, pretini compresi, sanno di che salvezza si tratti!

Credere in Cristo dovrebbe essere allegria, serenità, gioia di vivere, consapevolezza, fiducia ed amore; non quello che la chiesa vuol farci vedere: tristezza, paura, dolore, penitenza, senso di colpa.

Eh già! Perché Santa Romana Chiesa ha prosperato sul senso di colpa che riusciva a far provare a persone umili e semplici come i propri fedeli. Gli bastava la parola “punizione divina”, per raggiungere gli scopi che per tanti secoli hanno contraddistinto il modo di “operare” di molti uomini di Chiesa.

La Chiesa ha prosperato sull’ignoranza degli uomini!

E’ per questo che la Curia romana è sempre più isolata, e molti degli scandali che l’hanno vista coinvolta, stanno pian piano emergendo alla luce di quel sole che sulla chiesa stessa è capace di gettare solo ombre.


sabato, 23 maggio 2009

PAOLO VI E LA SUA INTUIZIONE

30 ANNI DI DISGRAZIE CON LA CHIESA IN PRIMA FILA

"La sua astuzia più bella è far credere che non esiste, ma io ho come la sensazione che da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel regno di Dio"

Papa Paolo VI
(Festa dei Santi Pietro e Paolo, 29 Giugno 1972)


venerdì, 22 maggio 2009

VENTISEI ANNI DOPO IL RAPIMENTO

I SEGRETI DELLO STATO VATICANO

Aveva 15 anni

 

Aveva 15 anni quando l'hanno strappata all'affetto dei propri familiari. Hanno interrotto un esistenza piena di speranze e gioia. Rapita per motivi politici ed economici in cui Emanuela e la sua famiglia non sono mai entrati e con i quali non hanno mai avuto a che fare.

Ringraziamo lo Stato del Vaticano per tutto quello che poteva fare e non ha fatto, lasciando in pasto a dei carnefici, assassini spietati, una vita che non avrebbe più saputo il significato della parola futuro.

Tutti colpevoli. Il Vaticano si è mostrato per quello che veramente è: una spelonca di individui privi di scrupoli, attenti esclusivamente al personale tornaconto. Troppo denaro in ballo per poter muovere un dito verso Emanuela Orlandi.

Lo stesso Papa Giovanni Paolo II, che poi avrebbe chiesto scusa "all'umanità" per le atrocità delle Crociate, non ha mai detto niente a proposito di un omicidio il cui mandante è stata una parte della Chiesa stessa, con la Chiesa complice oltre ogni più tangibile prova.

I personaggi implicati in qualche modo in una tragedia del genere, che fa male ancora, a distanza di un quarto di secolo, sono quasi tutti morti. In particolare quel "grande uomo d'affari" noto sotto il nome di Paul Casimir Marcinkus, presidente dello IOR, l'Istituto per le Opere religiose. Anche se di opere religiose ne ha fatte veramente poche, a meno che il riciclaggio di denaro sporco, proveniente da traffici di droga, prostituzione, armi, usura e dai vari giochi orchestrati dalla mafia e dai "banchieri di Dio", Calvi e Sindona, non possa essere considerata "opera ecclesiastica"

Bisogna anche tenere a mente che lo IOR è stato sempre di personale appartenenza del Papa, libero di poter farne qualsiasi cosa, senza avere il consenso della Curia romana, sempre attiva quando c'è del denaro di mezzo. Eppure l'unico pontefice che aveva seriamente intenzione di smantellare lo IOR è durato, sul soglio pontificio solamente 33 giorni.

Papa Luciani, così come Papa Wojtyla erano perfettamente a conoscenza di quello che Marcinkus combinava dietro le Mura Leonine, al riparo da qualsiasi possibile intromissione della magistratura italiana. L'unica differenza è che Papa Luciani è stato eliminato, Wojtyla è morto di "vecchiaia".

Anche Marcinkus è vissuto, tranquillamente, nella sua città americana, Sun City, per oltre 16 anni dopo essersene andato dal Vaticano (1989), senza poter esser mai venir interrogato per i crimini dei quali era imputato dai magistrati italiani. Con il passaporto di ministro vaticano era intoccabile!

Sabrina Minardi, la ex moglie di Bruno Giordano, ma soprattutto l'amante di Renatino (al secolo Enrico De Pedis) capo della Banda della Magliana, ne ha fatte di rivelazioni!

Marcinkus sembrerebbe proprio il mandante del rapimento di Emanuela, mentre la cricca di Renatino risulterebbe colpevole dell'omicidio (il corpo fatto a pezzi e gettato in una betoniera a Torvaianica, in un luogo dove erano in costruzione nuove ville).

Marcinkus ha fatto quello che ha voluto per oltre un ventennio, Renatino è stato addirittura sepolto nella Chiesa di Sant'apollinare, insieme a cardinali, vescovi e persone che avevano riscosso particolari successi e riconoscimenti in vita (il cardinal Poletti ha dato il nulla osta a tale sepoltura!).

Gli unici sopravvissuti a quegli anni grigi e di un'estrema violenza sono Licio Gelli, comodamente residente a Villa Wanda in Toscana, e Francesco Pazienza che, sempre assolto (!), fa avanti e dietro dai tribunali.

"Questa spelonca di ladri"..................

Silas


mercoledì, 20 maggio 2009

I SEGRETI DI SANTA ROMANA CHIESA

MISTERI CHE FANNO CAPOLINO DALLE MURA LEONINE

Da leggere!!!!!

E' un muro di gomma, dentro il quale ogni possibile situazione diviene un mistero, si trasforma in un segreto, al quale nessuno può avere accesso. L'unico ad aver potuto visionare l'archivio di Stato Vaticano è stato Napoleone Bonaparte. Ma non ce ne ha dato notizie!
Di tanto in tanto qualche "vaticanista" (che non è proprio un complimento!), afferma di aver scoperto qualche documento, qualche testo, che dovrebbe render merito alle Sacre Scritture, così come ci sono state inculcate quando eravamo dei bambini inermi alle malefatte di una Chiesa finta ed artificiale, costruita sulla base di falsi insegnamenti.
Mi viene in mente il caso irrisolto del rapimento di Emanuela Orlandi. Sono trascorsi 26 anni dal rapimento e dall'uccisione di una ragazzina di appena 15 anni, che ha avuto l'unica colpa di vivere con la famiglia all'interno del Vaticano.
Solo adesso, nell'estate del 2008, si sta riaprendo il caso. Ora c'è una testimone!
Ma quello che sta dicendo ai magistrati è ciò che la maggior parte delle persone che hanno seguito il caso, già sapeva. Ma il Vaticano non ha mai permesso che venissero interrogati certi personaggi, ritenuti responsabili delle principali nefandezze compiute tra gli anni '70 ed i '90. Eppure nei confronti di certi alti prelati non è stato possibile fare niente, se non stare a guardare quello che erano in grado di compiere.

Sottolineo solo alcune persone strettamente legate tra di loro, e che hanno fatto la parte più oscura della storia degli ultimi decenni:

- Cardinale Jean Villot
- Paul Casimir Marcinkus
- Cardinale Poletti
- Roberto Calvi
- Michele Sindona
- Licio Gelli
- Mino Pecorelli
-
Francesco Pazienza
- Enrico De Pedis
- Pippo Calò
- Famiglia Inzolla
- Famiglia Gambino
- Albertucci
- Politici della Democrazia Cristiana
- Vito Ciancimino
- Corleonesi
- Banda della Magliana
- Elementi del SISMI
- GLADIO
- Elementi della STASI
- Alì Agçà
- Opus Dei

e perchè non indicare il suo nome:

- Papa Giovanni Paolo II

complice di tante beghe che videro direttamente coinvolto il Vaticano. Non fu capace di allontanare Marcinkus, sebbene fosse a conoscenza dei crimini compiuti da tale alto prelato, Presidente dello IOR.

Vergogna!

Silas il pazzo


postato da: silas2 alle ore 20/05/2009 14:01 | link | commenti (11)
categorie: marcinkus, veritĂ  scomode, fai notizia, la veritĂ  tra i rami di ulivo


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