Le origini del cristianesimo, sacre scritture, storia della Chiesa cattolica, l'Inquisizione, i Templari, le Crociate, il Vaticano e la Curia romana, crimini religiosi, verità scomode e nascoste, storia del papato, i Vangeli, Qumran e Nag Hammadi.
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I TEMPLARI:
SANTI O ERETICI ?

NESSUNO DEI DUE.
ERANO MONACI GUERRIERI DI FEDE CRISTIANA, TEMUTI E RISPETTATI IN TUTTO IL MONDO ALLORA CONOSCIUTO.
IL "FEROCE" SALADINO GLI RESE ONORE SUL CAMPO DI BATTAGLIA, ED IN TEMPO DI PACE.
ERETICI ERANO COLORO CHE NE HANNO VOLUTO LA "DISTRUZIONE"

L’insegnamento che Gesù ci ha lasciato, durante la sua breve predicazione in Palestina, sembra essersi disperso tra i meandri della storia, spazzato via da interessi tutt’altro che spirituali.
In duemila anni di vita,
Il Gesù che ci viene raccontato da chi dovrebbe saperne di più, è qualcosa di fittizio, aleatorio, quasi irreale. Molto di quello che ci viene detto dai membri della Chiesa, Gesù non lo ha mai detto. Parole che “il figlio dell’uomo” non ha mai pronunciato.
Gli eventi che accompagnano la predicazione del Messia, non sempre sono corretti, e spesso sono assolutamente artefatti, se non completamente inventati.
Un grande aiuto in questo ambito ce lo da un grande studioso come Robert Eisenmann, con alcuni testi di importanza eccezionale sulla vera esistenza di Gesù Cristo. La scoperta di un “uomo divino” molto differente da quello che ci viene propinato dalle autorità ecclesiastiche, è qualcosa che non può entusiasmare chi veramente credere in Gesù, coloro che si ritengono veri cristiani.
Il Gesù che emerge da tali studi è prima di tutto un uomo, “il figlio di un uomo”, prescelto dal Dio degli ebrei, come messaggero della “buona novella”, come “salvatore” di un popolo prescelto secoli addietro.
Gesù l’ebreo era prima di tutto un uomo del suo tempo, nella Palestina del I secolo, sotto l’occupazione romana.
Coloro che sono riusciti a portare alla luce del giorno, nonostante decenni di omertosa negazione (padre De Vaux ne è un esempio lampante!), i Rotoli del Mar Morto (Qumran), la biblioteca di Nag Hammadi, il Vangelo di Giuda e numerosi ulteriori scritti apocrifi e gnostici, hanno permesso di mostrare al mondo intero (popolo cristiano – cattolico) delle verità che, dopo duemila anni di menzogne, risultano piuttosto difficili da digerire.
La cosa che lascia interdetti, è che
Perché Gesù non può essersi sposato? E perché non può essersi legato in matrimonio con Maria Maddalena?
Eppure, nell’epoca in cui visse il nostro personaggio, era una grave mancanza per un rabbi non essere sposato.
E poi cosa cambierebbe se Gesù fosse stato sposato?
Perché
E ancora, perché negare che Gesù non abbia avuto fratelli, quando gli stessi testi biblici, nonostante le varie manipolazioni, affermano tutt’altro?
Nella realtà storica Gesù ha avuto fratelli e sorelle!
Se anche Gesù fosse nato per immacolata concezione, quale sarebbe il problema nell’accettare la realtà che Maria ha avuto rapporti con il marito, e che abbia dato alla luce altri bambini? Giuseppe non è morto giovane: è stato solo fatto sparire dai testi sacri per avvalorare il fatto che Gesù sia stato figlio unico. Inoltre in alcuni passi dei Vangeli (che approfondirò in un articolo dedicato esclusivamente a Giuseppe) tale mistificazione non è riuscita proprio bene, tanto che, dal punto di vista storico, è stata rielaborata la vita dello stesso “padre terreno” di Gesù (e non padre putativo, come ci viene spesso ricordato!)
Perché sulla discendenza di Gesù, figli dell’unione tra il Messia e
Perché non può essere preso in considerazione il fatto che Gesù, nel momento in cui venne tirato giù dalla Croce ed avvolto nel sudario, fosse ancora vivo? Un cadavere non perde sangue e liquidi biologici, tanto da segnare in maniera indelebile un panno che gli è stato avvolto attorno all’intero corpo.
Perché infangare per duemila anni il personaggio storico di Giuda Sicariota, unico apostolo che, in realtà, aveva compreso chi fosse Gesù Cristo e quale fosse il suo ruolo in terra di Palestina?
Molti altri sono i quesiti che meriterebbero una serena risposta da parte della Chiesa romana, ma pur continuando a bussare, non sembra esserci nessuno interessato ad aprire gli occhi di quanti sono alla ricerca della verità.
Alla Chiesa tutto questo non interessa!
Ma io continuo a bussare……
Bibliografia:
- Robert Eisenmann: “Giacomo, fratello di Gesù”
- Robert Eisenmann: “Codice Gesù”
- Elaine Pagels: “Il Vangelo di Tommaso”
- National Geografic: “Il Vangelo di Giuda”
- AA. VV.: “Vangeli Apocrifi”
Più che essere un vero e proprio articolo in merito agli argomenti che ho sempre trattato, questo vuol essere una riflessione scritta, a voce alta, per sapere anche e, soprattutto, cosa ne pensate Voi!
Seppure attacco
Mi sono però volontariamente imbattuto in un libro di uno scrittore venuto a mancare già da quattro anni, ma che ha lasciato un grande ricordo di sé e delle proprie parole: il toscano Tiziano Terzani.
Avevo già letto “Un indovino mi disse”; adesso mi sono cimentato in un suo libro del 2004, catturato dal titolo: “Un altro giro di giostra”.
Non ho nessuna intenzione di raccontare la trama né di fare una recensione del libro: è solo che Terzani è stato in grado, con le sue semplici parole, di far entrare in vibrazione in me, una sottile corda che non ritenevo esistesse.
La sua costante domanda e ricerca, che lo ha condotto in centinaia di paesi diversi, specialmente in Asia e Medio Oriente era: “Io, chi sono?”.
Immagino che ognuno di noi si sia posto tale domanda almeno una volta nella propria vita…….il problema è che, se anche proviamo a dare una risposta, ma una risposta seria, tutte le certezze che “possediamo” sembrano sciogliersi nel nulla.
Allora è meglio una vita inconsapevole?
E’ certo che non possiamo contare sul sostegno di un’entità ecclesiastica che, piuttosto che offrirci conforto, rimane concentrata su se stessa, pronta ad emettere sentenze su qualsiasi cosa che in definitiva non deve riguardarla, ma indifferente ai bisogni spirituali delle fin troppo numerose persone che hanno fiducia in questa “effimera creatura pluri - millenaria”.
Basta con le solite storie dei sei giorni della creazione, e del giorno di riposo, come se il Creatore fosse quasi un dipendente statale costretto a fare gli straordinari per arrotondare il magro bottino mensile. L’Universo è in continuo divenire, e non posso pensare che il Grande Artista, come lo chiamano gli indiani asiatici, una volta fatto il lavoro, si sia interessato a tutt’altro. Basta osservare la natura e la sua perfezione!
Basta con il peccato originale, con la creazione della donna dalla costola di un uomo, dando il via alla prima forma di razzismo comparso su questo pianeta.
Basta al Dio che predilige un popolo su tutti gli altri, lasciando tutto ciò che non è ebreo in balia del peccato, della morte e della distruzione.
Basta anche con le storie in cui Dio combatte al fianco del “suo popolo”, e distrugge il nemico senza la minima pietà.
Basta con il Dio geloso, rancoroso e che per un errore di “fabbrica” fa annegare milioni di persone, salvando invece gli animali!!!!
Come è possibile solo pensare ad un essere umano, così piccolo ed insignificante rispetto all’immensità dell’Universo, capace, con la propria vita e le proprie azioni, di offendere il Creatore tanto da meritarsi la dannazione eterna?
Mi rendo conto che quello di cui ho bisogno in realtà è ben altra cosa rispetto a quello che
Perché l’islamismo, il giudaismo ed il cristianesimo hanno avuto bisogno di un personaggio proveniente chissà da quale parte dell’aldilà per redigere un testo che poi è divenuto sacro?
Il popolo indiano, che continua a brancolare nella miseria, nel disagio, senza la possibilità di nutrirsi adeguatamente, e che continua a vivere in case fatte di paglia e sterco di vacca, è riuscito a dare al mondo intero degli enormi insegnamenti di saggezza e consapevolezza. I loro testi non sono libri sacri, scritti da divinità o da chi per loro. Si tratta di scritti messi sotto forma di racconti o aneddoti, raccolti nelle Upanishad, nei Vedanta, nel Baghavagita ed in altri ancora, dove non esistono imposizioni, dettami, minacce o promesse, ma solo storie con una morale che dovrebbe indurre alla riflessione.
La consapevolezza di Se e del mondo che ci circonda è alla portata di tutti, senza la necessità di intermediari “incaricati da Dio”
“Quando l’allievo è pronto, il maestro compare”
CRISTIANESIMO O GIUDAISMO !
(Dove si trovano le nostre radici?)
Gesù “padre” del Cristianesimo?
Non c’è cosa più falsa che un fedele possa dire in merito alla propria religione. Si tratterebbe di una grande inesattezza, provocata da oltre due millenni di falsa informazione creata ad hoc da quella enorme istituzione chiamata chiesa cattolica.
L’opera di depistaggio effettuata a partire dalla scomparsa di Gesù, la dobbiamo essenzialmente ad alcuni personaggi che non conobbero mai quello che erano soliti definire come “il proprio Maestro”. Persone che sapevano di Gesù solo per interposta persona, per quello che si narrava di lui, per sentito dire.
Molti furono i diffamatori, molti coloro che amarono veramente Gesù il Cristo, ma altrettanti coloro che usarono tale figura storico – religiosa per propri fini, spesso persino poco chiari.
Uno dei più grandi studiosi delle origini del Cristianesimo, Robert Eisenman, ha scritto una delle pagine più importanti della vera storia della vita del nostro Messia, partendo dal raccontare, su solide basi storiche, dalla famiglia stessa di Gesù. Un modo apparentemente senza un particolare senso, per portare luce sulla reale vita di Gesù; eppure, in maniera semplice e facilmente comprensibile, Eisenman, ci racconta quale importanza abbiano avuto i fratelli del Messia nella nascita del Cristianesimo. In particolare Giacomo il buono, fratello minore di Gesù, e primo sostenitore di quel riformismo giudaico che caratterizzò i pochi anni di predicazione del nostro Signore.
Tra Giacomo e Saulo di Tarso non corse mai buon sangue. Questo perché il redento “di Damasco” (non certo la città siriana), dopo un inizio secondo le indicazioni del primo vescovo di Gerusalemme, si dissociò completamente dagli insegnamenti di Giacomo e del defunto e risorto Gesù.
Giacomo il Buono fu prima di tutto apostolo, poi capo della vera Chiesa voluta da Gesù, secondo quelli che erano stati i veri insegnamenti del Messia, e non secondo le fantastiche elucubrazioni di Saulo di Tarso e, successivamente, anche dello stesso Pietro, e dei vari personaggi, che nei primi secoli del nuovo corso storico, vissero a Roma, la città che rese famoso uno dei fondatori del Cristianesimo, l’Imperatore Costantino.
Gesù, per come ci è stato fatto conoscere, sembra quasi non essere un giudeo. E la responsabilità della sua crocifissione, per troppo tempo è stata fatta cadere sulle spalle del popolo ebreo, senza voler guardare nella giusta
Quanti e quali genocidi sono stati compiuti in nome di una presunta colpevolezza ebraica!
Gli ebrei non sono certo esenti da colpe, ma la crocifissione di Cristo è opera del popolo romano. E la stessa figura di Giuda, per 2000 anni lasciata a marcire nel fango dell’ipocrisia, ha un ben altro valore nella vita di Gesù e non nella sua morte.
Chissà cosa penserebbe Gesù stesso se tornasse sulla terra e potesse vedere che ne è stato dei suoi insegnamenti? Chissà quale reazione avrebbe nel vedere cosa è stato creato in suo nome?
Bibliografia:
- Vangeli Apocrifi – Einaudi
- R. Eisenman: “I misteri di Qumran”
- E. Pagels: “Vangeli Gnostici”
- E. Pagels: “Il Vangelo di Tommaso”
- Il Vangelo di Giuda – National Geografic
NON DA QUESTA PORTA!
Sebbene l’Opera sia una organizzazione di particolare importanza, che può contare sulla “presenza” di svariate migliaia di persone tra le sua fila, non esistono indicazioni che possano aiutare chiunque volesse ad avere un minimo riferimento, un posto o una persona alla quale rivolgersi.
Sono in molti gli studiosi ed i giornalisti che hanno definito “l’Opera di Dio” come una vera e propria setta, nascosta ad occhi indiscreti, ma sempre pronta ad entrare in azione quando ce ne sia bisogno e particolari interessi in gioco.
Fino alla pubblicazione del ben noto libro “il Codice da Vinci” di Dan Brown, dove si parla in termini poco lusinghieri dei membri dell’Opera (il famoso sicario albino SILAS), erano poche le persone a conoscenza dell’Opus Dei, e se la conoscevano, sebbene lo scrittore americano abbia in realtà forzato un po’ la mano, non sapevano tutto quello che accadeva all’interno di quella prelatura papale, e tutto ciò che gli ruotava attorno.
In quasi 80 anni di storia le cose, in tale camaleontica organizzazione, non sono particolarmente cambiate e, soprattutto, non sono affatto migliorate. Il padre della setta, divenuto persino Santo nel 2002, Escrivà de Balaguer, è riuscito a tracciare un percorso, che ha poco a che fare con la spiritualità, ma che ha consentito ai suoi successori, Alvaro del Portillo ed Echaverria, di continuare in un “opera” di proselitismo ed arricchimento, riuscendo a mettere radici in posti dove non era pensabile potesse accadere.
A Roma, il Vaticano, presente ormai da quasi duemila anni, è stato affiancato in maniera piuttosto imponente dall’Opus Dei, con le proprie sontuose ville dentro e fuori la capitale, le residenze nascoste dei numerari e delle numerarie (in particolare ai Parioli), ed ora con una struttura sanitaria di prim’ordine in Italia, grazie anche al contributo economico del nostro governo, legato a triplice mandata ai desideri dell’attuale pontefice (50 milioni di euro di sovvenzionamento grazie anche alle nostre involontarie e sempre più vuote tasche).
Quando l’Opera venne attaccata da Mr Brown, la prima preoccupazione dell’alta nomenclatura opusiana, non fu quella di difendersi dalle accuse (vennero chiamate così, anche se in alcuni casi non erano proprio tali!) contro il Cristianesimo, contro le fede, contro Gesù e
L’Opera è apparenza, non fede!
Sia i numerari che i soprannumerari vivono d’apparenza e penitenza, sempre se vogliamo aggiungere qualcosa. Non c’è spazio al vero amore “cristiano”, quell’amore che Gesù cercò vanamente di insegnarci oltre venti secoli fa!
Ai numerari non interessa che i propri “adepti” abbiano veramente fede in Cristo: interessa l’apparenza! Interessa che i membri dell’Opera siano sempre a posto, in ordine, capaci di mostrare ciò che hanno di meglio! E’ importante avere la giusta abitazione, la macchina all’altezza dell’individuo o della famiglia: “ogni membro dell’Opera è uno spot pubblicitario, ogni famiglia deve considerarsi una famiglia testimone – vedendola deve venir voglia di assomigliarle”!
L’apparenza e la mancanza di umanità prende il posto della fede!
Bibliografia:
L'ORDINE DEL TEMPIO

POVERTA', CASTITA' ed OBBEDIENZA

ONORE, FEDE e CORAGGIO
TRASCORRONO I SECOLI, SI SUSSEGUONO I PAPI, LA CHIESA VACILLA, MA OGGI, COME SEMPRE, I PRECETTI DEI CAVALIERI TEMPLARI SARANNO PRESSOCHE' GLI STESSI!
LE PAROLE PASSANO, LO SPIRITO RIMANE.