Le origini del cristianesimo, sacre scritture, storia della Chiesa cattolica, l'Inquisizione, i Templari, le Crociate, il Vaticano e la Curia romana, crimini religiosi, verità scomode e nascoste, storia del papato, i Vangeli, Qumran e Nag Hammadi.
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UNA CREAZIONE FUORI DAL TEMPO

Ufficialmente, dall’estate del 1314, quando vennero arsi vivi l’ultimo Maestro del Tempio, Jacques De Molay, ed il Precetto di Normandia, Geoffroy De Charney, la storia riguardante l’Ordine dei Cavalieri Templari venne considerata chiusa definitivamente.
Ovviamente le cose non stanno affatto come gran parte dei testi storici cercano di farci credere. L’Ordine del Tempio sopravvisse alla persecuzione portata avanti dalla Chiesa e dal re di Francia.
Testimonianze storiche ed archeologiche attendibili, inerenti la presenza di Cavalieri Templari in Portogallo, in Scozia, nelle isole Orcadi, Far Oer, fino all’Islanda e alla Groenlandia, rivelano come il Tempio sia sopravvissuto, non senza difficoltà, all’esame del tempo.
Svariate isole dell’Oceano Atlantico riportano informazioni su quella che è stata la vita del Tempio dopo l’abbandono della propria casa madre di Parigi.
Di particolare importanza è la presenza di una costruzione di fattura tipicamente templare ad Oak Island, Newport, in quello che circa un secolo dopo, con Colombo, sarebbe divenuto il nuovo mondo.
La questione, almeno in questo ambito, è come possano sussistere così tante organizzazioni che si considerano templari o, quanto meno, neo – templari !
Molte si definiscono eredi dirette di chissà quale sapere esoterico, tali da renderle “degne” di indossare il mantello bianco con la croce patente rossa sulla spalla sinistra.
Individui che vantano discendenze dirette da personaggi appartenuti, o in qualche modo legati all’Ordine del Tempio; qualcuno parla addirittura di un legame di sangue con qualcuno dei Maestri del Tempio, con Goffredo di Buglione o con personaggi come i Sinclair, i Plantard, i Drummond, i Perestrello ed altri ancora; c’è poi chi asserisce una propria discendenza dalla dinastia Merovingia.
Già tutto questo appare piuttosto difficile da dimostrare, considerando la scarsa quantità di materiale cartaceo giunto sino ai nostri tempi, grazie anche all’enorme repressione esercitata dalla solita Chiesa cattolica romana, e all’opera distruttiva della solerte Inquisizione.
Il concetto basilare, a mio avviso, sta nel fatto, non tanto di una possibile discendenza anche lontanamente Templare, ma nel legame che queste organizzazioni mantengono con il papato, con il Vaticano, con
Dopo quello che
Come può essere possibile il ben che minimo legame al papato dopo quanto accaduto agli inizi del XIV secolo?
Come può essere possibile, da parte dei “neo – templari”, giurare, nel III millennio, obbedienza, povertà e castità, non tanto al “Maestro”, ma alla Chiesa di Roma?
Come può essere possibile che ci siano individui che si definiscano templari, e che seguono con ferma convinzione i precetti di una Chiesa cattolica che li ha rifiutati ormai da secoli, e che non ha avuto nessuna pietà nei loro confronti? “
Come può essere possibile che i “nuovi templari” seguano i precetti di una Chiesa dogmatica dove tutto è incentrato sulla morte in croce di Cristo Gesù, mentre i Cavalieri del Tempio amavano oltre ogni possibile concetto ecclesiastico, San Giovanni Battista, ma soprattutto Maria Maddalena, madre di una discendenza “divina e regale”?
Vedere lo svolgersi di una messa, in cui un sacerdote segue il consueto rituale cattolico, davanti ad una serie di individui ammantati di bianco, fregiandosi di una croce patente rossa, è qualcosa che stride fortemente con tutto quello che la storia ci insegna sui Cavalieri del Tempio…la vera storia però, quella di un Ordine monastico – cavalleresco che
Bibliografia:
In questo caso non c’è bisogno di riportare autore e titolo di testi: risulta sufficiente andare in giro sul web, e magari sfogliare qualcosa in libreria, senza bisogno di acquistarlo.
PAPA URBANO II: L’IDEATORE DEL GENOCIDIO IN TERRA SANTA
Nel lontano 1095, al termine del Concilio ecclesiastico tenutosi a Clermont, Papa Urbano II fece un discorso alla folla, che per l’occasione si era raccolta nella cittadina. Si trattò di un richiamo alla fede cristiana e cattolica, alla necessità di dover abbracciare
Un appello accorato ad un “pellegrinaggio armato”, rivolto essenzialmente a quegli uomini d’arme che imperversavano per la nascente Europa, al soldo ora di un signorotto, ora di un altro nobile, e provocando delle lotte intestine, capaci di portare alla completa distruzione di interi villaggi.
Urbano II promise la remissione completa dei peccati, ed altri favori, a tutti coloro che avessero abbracciato la causa cristiana, e si fossero recati in Terra Santa a sostegno dei confratelli che soffrivano per mano dei Turchi selgiuchidi, gli stessi che minacciavano prepotentemente le frontiere dell’Impero di Bisanzio.
Si sparse la voce dei massacri perpetrati in nome della fede da parte dei “cani infedeli”, dove né uomini, tanto meno donne di fede cristiana venivano risparmiati a causa del proprio amore per Cristo.
La risonanza data a tale pontificio appello fu a dir poco enorme. Molti furono i nobili ed i cavalieri secolari che abbracciarono
La storia ufficiale riporta date e fatti importanti, ma come accade sempre quando di mezzo c’è il potere ecclesiastico, non tutta la verità viene fuori.
Urbano II, pontefice di origini francesi, fu abile a cogliere un’occasione imperdibile per ottener vantaggio da una situazione piuttosto complessa, nel mezzo della quale la stessa Chiesa navigava a stento ormai da quasi un secolo.
Roma doveva affrontare lo Scisma dalla Chiesa di Bisanzio, una frattura all’interno del potere ecclesiastico che Urbano II cercò di risanare andando in soccorso dei Comneno contro i turchi selgiuchidi, che premevano alle frontiere dell’Impero bizantino, ponendosi come capo spirituale della missione nascente, che se di religioso aveva ben poco.
E’ facile immaginare come coloro che risposero “all’appello” del pontefice fossero della stessa nazionalità dello stesso Urbano II: la nascente Francia forniva la maggior parte delle armate, il maggior numero di nobili (Borgogna, Champagne, Provenza ed altre zone ancora), e colui che, pur rifiutando, venne nominato primo re di Gerusalemme nell’estate del 1099, Goffredo di Buglione.
Il pontefice, coinvolgendo la cavalleria secolare nella spedizione in Terra Santa, riuscì ad allontanare dalle terre continentali il principale strumento nobiliare di conquista, vendetta e distruzione. I villaggi che, nelle faide tra signorotti, venivano devastati o, addirittura, rasi al suolo, non producevano più alcuna entrata per
C’è anche da ricordare che la sola idea, per guerrieri abili, come molti mercenari europei, di combattere, non tanto per la cristianità, ma per un bottino personale, richiamò l’attenzione anche dei cavalieri più recalcitranti alla missione in Terra Santa: il saccheggiò e la possibilità di impossessarsi di nuove terre non era certo cosa da poco, per uomini pronti a schierarsi dalla parte del migliore offerente.
Valida dimostrazione fu la tragica Crociata intrapresa da Pietro l’Eremita che, ancor prima di giungere in Medio Oriente, si dedicò senza misura al saccheggiò e alla distruzione di interi villaggi, anche di fede cattolica. Al primo contatto con i turchi selgiuchidi vennero annientati.
Urbano II con “l’invenzione” della I Crociata riuscì a distogliere l’attenzione da tutte quelle nefandezze che ormai parevano abbarbicate alle mura vaticane: la vendita delle indulgenze, la simonia, era ormai diffusa in tutta Europa, ed i sovrani ed i nobili iniziavano a borbottare in maniera sempre più rumorosa; c’era poi il cattivo esempio che gli alti prelati di Roma davano al mondo cristiano, vivendo nella più sfarzosa opulenza, nella lascivia, nel vizio e nell’oscenità.
La conquista di Gerusalemme avrebbe rappresentato un grande deterrente nei confronti di tutto ciò che
Si sarebbe trattato di impossessarsi, a discapito degli infedeli, della città del Cristo Gesù, la città del Santo Sepolcro.
Peccato che Urbano II, nel suo discorso di Clermont, fece cenno chiaramente alle oppressioni che i cristiani della Terra Santa dovevano soffrire ad opera dell’oppressore musulmano. La verità era che, tranne un breve periodo di dominio fatimida su Gerusalemme, i cristiani erano liberi di poter seguire il proprio pellegrinaggio in Terra Santa, dove musulmani, ebrei e cristiani potevano pregare nella stessa città senza alcun impedimento.
La conquista di Gerusalemme del 1099 provocò il massacro completo degli abitanti della Città Santa, dove non ci fu distinzione di fede, razza, sesso ed età. Migliaia di persone persero la vita.
Ma il paradosso di tutta questa poco edificante situazione fu che Urbano II non ricevette mai la notizia della conquista di Gerusalemme: morì alcuni mesi dopo tale storico e macabro evento.
Bibliografia:
- J. Riley – Smith: “The First Crusaders”
- A. Demurger: “I Cavalieri di Cristo"
- K. Laider: “ Il segreto dell’Ordine del Tempio
- W. Mann: “Il segreto dei Cavalieri Templari”
GLI ORDINI MONASTICO - CAVALLERESCHI IN TERRA SANTA ED IN EUROPA
Nella storia che appartiene all’ampio raggio della Chiesa cattolica, l’Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone, fu la prima organizzazione monastico – cavalleresca a vedere la luce. La sua nascita risale al 1120, nella Gerusalemme conquistata da Goffredo di Buglione, circa 21 anni prima. L’ufficializzazione, con il riconoscimento pubblico da parte di Roma, avvenne nove anni dopo (1129) durante il Concilio di Troyes, grazie anche all’appoggio e all’influenza di Bernardo di Chiaravalle, cistercense molto vicino all’Ordine del Tempio.
L’Ordine degli Ospedalieri nacque ben prima del Tempio, divenendo un’organizzazione religioso – guerresca solo svariati decenni dopo rispetto ai rivali di sempre: i cavalieri templari. Fino al momento dell’assunzione della doppia funzione (preghiera e combattimento) anche da parte degli Ospedalieri, quest’ultimo Ordine si occupò esclusivamente della cura e dell’ospitalità ai pellegrini in Terra Santa e, in parte, in alcune zone delle nascenti nazioni europee. Non per niente, il totale del numero delle commende, distribuite nelle zone di influenza dei vari Ordini, è sempre stato particolarmente a vantaggio degli Ospedalieri.
In Terra Santa la funzione dei Templari e degli Ospedalieri ebbe un ruolo fondamentale nel tentativo di mantenere i possedimenti latini. Vennero costruite molte roccaforti e castelli; altri vennero donati ad entrambi gli Ordini.
Si venne a costituire una fitta rete di strutture di difesa sulla costa e, in buona parte, nell’entroterra, dove il pericolo di attacchi da parte dei musulmani era pressoché costante. Ma tutto ciò non servì a mantenere Gerusalemme nelle mani dei cristiani.
Nella realtà non bisogna dimenticare che l’Ordine del Tempio ha fatto da apripista anche a chi, purtroppo, non aveva alcun interesse nel proteggere i cristiani, ed usava uno dei vari ordini, nati tra l’XI ed il XV secolo, per interessi economici e politici.
Gerusalemme e gli stati latini d’Oriente erano di pertinenza dei Templari, degli Ospedalieri, dell’Ordine di San Lazzaro, anche se mantenne comunque sempre un orientamento di tipo assistenziale (lebbrosi), e i Teutonici, nell’ultimo periodo di dominio latino nella terra di Cristo.
In Francia, particolarmente in Provenza, in Spagna ed in Portogallo, nacquero altri ordini che, alle funzioni religiose, aggiunsero quelle tipiche di un’organizzazione militare, su imitazione di quanto previsto per l’Ordine dei Cavalieri Templari: si trattava dell’Ordine di Santiago, che in piccola parte partecipò alle Crociate, l’Ordine di Calatrava, di Alcàntara, di Avis, di Montoje, di Alfama, e altri di minore rilievo o di successiva costituzione.
L’Ordine degli Ospedalieri esercitò numerose pressioni per poter ottenere lo stesso riconoscimento ottenuto dal Tempio e, soprattutto, gli stessi vantaggi di tipo ecclesiastico, economico e politico dei cavalieri Templari.
Durante il periodo delle Crociate i due Ordini, in più di un’occasione, giunsero a scontrarsi, almeno verbalmente: sul campo di battaglia le rivalità erano messe da parte, anche se i ruoli più impegnativi erano sempre dei Templari. L’avanguardia e la retroguardia erano costantemente presidiate dai cavalieri di “Hughes de Payens”. Nel periodo in cui Riccardo Cuor di Leone dovette affrontare le potenti truppe di Saladino, grande sostegno logistico e militare gli venne dai cavalieri del Tempio.
L’Ordine del Tempio si dedicò con gran fervore alla protezione dei regni latini d’oltremare, e nonostante l’impegno, gli sforzi ed i numerosi caduti sul campo di battaglia, vennero da molti ritenuti responsabili del fallimento in Terra Santa.
Gli Ospedalieri, più pragmatici, abili al compromesso e alla diplomazia, sono sopravvissuti alla prova del tempo: ancora oggi esiste l’Ordine Sovrano di Malta.
L’Ordine dei Cavalieri Teutonici ebbe un ruolo molto marginale in Terra Santa. Il proprio campo d’azione era rivolto, essenzialmente alla Prussia, alla Livonia, alla Pomerania, alla Pomerelia, alla Lituania ed alla Polonia.
La storia ufficiale ricorda tale ordine cavalleresco impegnato in una crociata contro gli “infedeli dell’est”, in particolare Lituani, Livoni e Polacchi.
La realtà, invece, ci racconta un percorso storico piuttosto differente: dopo una prima ondata di conquiste, tra le quali facevano parte l’attuale città di Danzica, parte della Polonia,
I massacri perpetrati dai Teutonici, sebbene approvati dalla Chiesa di Roma, non avevano niente a che vedere con la fede, come già in passato
In Spagna, Portogallo e sud della Francia (Provenza), gli Ordini religioso – militari furono impegnati in quella che è nota come
In tale guerra contro i mori, i vari re che si alternarono sui troni delle province spagnole, si servirono non solo dei Templari, ma soprattutto degli Ordini nati nella stessa Spagna, al comando dei quali veniva messo sempre un personaggio vicino alla sovranità di una delle province iberiche.
C’è però da tener presente che, mentre i Templari obbedivano sempre e comunque al proprio Maestro e, soprattutto, al pontefice, gli Ordini di Santiago, Calatrava, Alcàntara, Alfama, Montoje, divennero, con il tempo, parte integrante degli eserciti reali.
Anche nei casi in cui
L’abilità dei sovrani spagnoli fu tale da coinvolgere i vari Ordini monastico – religiosi nella conquista della Corsica, Sardegna, Sicilia ed in seguito del Regno di Napoli.
Come è ovvio attendersi, tali Ordini, scomparvero pian piano, senza alcun clamore, assorbiti dalle monarchie spagnole, che ne sfaldarono la costituzione, riconducendo i monaci – guerrieri verso un servizio rivolto, non più in favore della Chiesa e della cristianità, ma verso le necessità economico politiche dei sovrani di Spagna.
Il Portogallo conobbe, nella propria storia, l’Ordine di Avis, ma, soprattutto, l’Ordine dei Cavalieri di Cristo: quest’ultimo non era che un nome differente per identificare l’Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone
Bibliografia:
- A. Demurger: “I Cavalieri di Cristo”
UN POPOLO SENZA UNA VERA IDENTITA’

La nostra penisola, nella storia del vecchio continente, è sempre stata terra di conquista. Molti dominazioni si sono susseguite in zone o regioni della nostra amata Italia.
Ma la presenza più impensabile, la dominazione più assurda, è stata quella del popolo ecclesiastico, tanto da dare vita allo Stato Pontificio.
Per lungo tempo il centro Italia è stato nelle mani delle truppe pontificie, il cui comandante in capo era niente meno che il rappresentante di Dio in terra: il Papa.
Ma un altro popolo, con il quale neanche tutt’ora riusciamo ad avere un rapporto di vera cordialità, fu molto vicino ai vari pontefici che si susseguirono sul soglio di Pietro: i francesi.
I transalpini, come nessun altro popolo nella storia del vecchio continente, sono sempre stati strenui difensori del potere temporale della Chiesa romana. Il legame era a doppia mandata, con reciproci benefici: per lo Stato Vaticano, che otteneva un alleato di tutto rispetto, e delle truppe di appoggio nelle proprie dominazioni; per i francesi, capaci di sfruttare il potere spirituale della Chiesa, e poter fare i propri comodi in terra straniera, sotto la protezione intimidatoria dello stesso Papa (la paura di una scomunica era talmente forte da frenare qualsiasi contenzioso riguardasse francesi o papalini!).
Una forte alleanza, ancor prima che truppe francesi si stanziassero in terra pontificia, fu quella che condusse alla campagna di sterminio dei Catari. Le terre del sud della “Francia” vennero cosparse del sangue di centinaia di migliaia di innocenti, senza distinzione di sesso, età e fede:
“Comandante, come facciamo a distinguere gli eretici (catari) dalle altre persone?”
“Uccideteli tutti, sarà Dio a riconoscere i suoi!”
Questa frase rappresenta in pieno il sodalizio che si venne a stabilire progressivamente tra “francesi e papalini”. Niente pietà, nessuna compassione di fronte agli interessi del Papa e della Chiesa cattolica romana.
Il genocidio dei Catari avvenne solo perché questi ultimi risultavano colpevoli di pensarla diversamente dal dogmatismo di Roma, e si “presero la libertà” di far notare la lascivia e l’opulenza che regnava nel cuore della Chiesa cattolica.
I francesi, in tale massacro inumano, ebbero un ruolo fondamentale, e non solo perché avvenne in terra di Provenza, ma anche e soprattutto perché, il maggiore impegno economico e militare fu proprio a carico del nascente stato transalpino.
Secondo la tradizione storica, sebbene la stirpe Merovingia fosse per metà di origini “francesi” (la stirpe che discendeva in linea diretta da quella di Gesù e della Maddalena!), venne comunque estirpata, come sorprendersi, dagli stessi “francesi”; da un personaggio di nome Pipino il Breve, che dette i natali alla dinastia Carolingia, con Carlo Martello ed il ben noto Carlo Magno…….ma con quanta infamia raggiunsero la notorietà tali individui!!!
Nel famoso episodio storico dello “schiaffo di Anagni”, tanto per cambiare, c’erano di mezzo i “francesi”, sempre con l’appoggio di una parte religiosa importante: la famiglia Colonna, che ambiva al soglio pontificio.
Come non ricordare i “Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone”, più notoriamente chiamati Cavalieri Templari.
Risulta quasi superfluo dire come il re Augusto il bello, Nogaret ed in particolar modo, il pontefice che dette il via alla “cattività Avignonese”, Papa Clemente V, massacrarono, per interessi politici ed economici, dopo averli spremuti come agrumi, l’Ordine dei Templari.
La cosa che ha del paradossale è che in questi ultimi anni si sta vivendo un magro, quanto misero tentativo di riabilitare la figura “pupesca” di Clemente V, affermando che il Tempio venne distrutto solo dal re francese, quasi all’insaputa dell’allora pontefice. La pergamena di Chinon è del tutto paradossale, trascurando il legame esistente tra Clemente V e Filippo IV il bello, nelle loro oscure macchinazioni, mediante il gravissimo fatto del trasferimento, per oltre un secolo, della sede pontificia, da Roma ad Avignone
Eppure Napoleone Bonaparte sembrò dimenticarsi di tutto il retroscena esistente tra il suo popolo e quello papalino: prese possesso dell’intero archivio Vaticano, e lo trasferì in Francia. Tutti i documenti che
Quello che fece ritorno, parecchi anni dopo, nella Biblioteca Vaticana, non era però l’intero Archivio trafugato dallo stesso Napoleone; molto di quel materiale non ha più visto le mura invalicabili dello Stato pontificio.
Quanti misteri
UNA STRUTTURA MEDIEVALE MONASTICO – SECOLARE

L’Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo è stato il primo ordine monastico – cavalleresco ad essere costituito.
La sua origine, come riportano la maggior parte dei testi storici, risale agli anni tra il 1118 ed il 1120, grazie all’opera, almeno ufficialmente, di un nobile dello Champagne, Hughes De Payens. Il luogo di nascita è Gerusalemme, il cuore della Terra Santa, conquistata dalle truppe di Goffredo di Buglione nel 1099.
Il riconoscimento dell’Ordine del Tempio avvenne in Oltremare grazie alle concessioni del re Baldovino I (se l’ordine è nato nel 1118) o Baldovino II (se l’ordine è nato nel 1120), con l’approvazione del patriarca di Gerusalemme.
La vera e propria ufficializzazione, che doveva necessariamente provenire dalla Chiesa cattolica, è datata 1129, durante il Concilio di Troyes, alla presenza del legato papale e, soprattutto, di Bernardo di Chiaravalle, fervido sostenitore del Tempio.
I Cavalieri Templari sono stati il primo Ordine monastico – cavalleresco della storia. Il primo Ordine dove l’aspetto religioso e monastico si fuse indissolubilmente all’aspetto militare e battagliero.
Prima del riconoscimento ufficiale del Tempio, molte furono le discussioni sulla questione della legittimità per un “monaco” di uccidere in battaglia.
Sant’Agostino, vescovo di Ippona, dice la sua in merito alla guerra giusta: “Giuste sono le guerre che vendicano le ingiustizie, quando un popolo o uno stato, al quale deve essere fatta guerra, non ha punito le iniquità dei suoi o non ha restituito quel che attraverso queste ingiustizie è stato sottratto”.
Le parole di Isidoro di Siviglia e di Graziano, non dissentono in nulla da quanto affermato da uno dei più importanti Padri della Chiesa, come S. Agostino!
Il Tempio è stato anche il primo Ordine a ricevere il riconoscimento come prelatura personale del Papa, dieci anni dopo l’ufficializzazione, nel 1139, grazie a Innocenzo II.
L’organizzazione dei cavalieri templari era leggermente differente tra Oriente ed Occidente. In Oriente, Oltremare, ogni cosa era organizzata sulla base della principale attività svolta: “la protezione dei pellegrini”, e la guerra contro “l’infedele”.
Il Maestro dell’Ordine del Tempio si trovava, naturalmente, al fronte, insieme ai confratelli, sempre pronti a dar battaglia al nemico, mentre in Occidente, in particolare in Provenza, Francia, Spagna, Germania ed Italia, vennero costituite le varie commende, a capo delle quali si trovava un maestro (chiamato anche commendatore). Al di sopra di tale figura, gerarchicamente, esisteva il Maestro di Provincia (p.e. maestro di Provenza).
Ciascuno di essi doveva obbedienza al Maestro Generale dell’Ordine, e tutti quanti direttamente ed esclusivamente, al pontefice.
Mentre in Oriente si combatteva, in Occidente, oltre ad impegnarsi su alcuni fronti, come quello spagnolo (
Esisteva anche la figura del sergente (dal francese “servents”), che, a seconda delle proprie origini, poteva avere solo compiti di assistenza ai cavalieri, oppure, in casi particolari, essere dotato di cavallo e combattere a fianco del vero e proprio cavaliere templare: in pratica, accanto ai Templari, esempio di cavalleria pesante, i sergenti andavano a costituire la cavalleria leggera, che, insieme alla fanteria, agli arcieri e ai balestrieri, fornivano sostegno e copertura ai Templari.
Sebbene nella maggior parte dei testi storici si faccia segno solo dei cavalieri, dei sergenti e dei chierici, membri a tutti gli effetti dell’Ordine del Tempio, esistevano altre figure piuttosto bistrattate.
Innanzi tutto, ogni ordine monastico – cavalleresco, accettava tra le proprie fila anche i ragazzi, quando questi venivano “donati” dalle proprie famiglie alle cure dello specifico Ordine.
Il Tempio accoglieva ragazzi anche molto giovani, dedicandoli alle funzioni religiose, al coro, e ad altre attività che niente avevano a che fare con il combattimento.
Solo al raggiungimento della maggiore età, al cosiddetto “novizio”, veniva chiesto di confermare la propria volontà di seguire i precetti caratteristici dell’Ordine: obbedienza, castità e povertà per i futuri cavalieri Templari. Solo ai venti anni di età, veniva assegnato, se la situazione lo permetteva, il mantello bianco con la croce sul petto, e la croce patente rossa sul braccio sinistro, segno identificativo dei Templari, donata da Papa Innocenzo II
Alle donne era proibito accedere ad un Ordine monastico – cavalleresco. Eppure ogni gruppo, da quelli spagnoli di Calatrava, di Alcàntara o di Santiago, a quelli germanici dei Teutonici, fino agli Ospedalieri e ai Templari, accolsero nella propria struttura alcuni rappresentanti del sesso femminile.
Nel Tempio fa storia la presenza, in una commenda della penisola iberica, di Ermengarda di Oluja, nel
Bibliografia:
- A. Demurger: “I Cavalieri di Cristo”
- A. Demurger: “I Templari”
- D. Seward: “The Monks of war”
- F. Bramato: “Storia dell’Ordine dei Templari in Italia”
- A. Demurger: “Vita e morte dell’Ordine dei Templari”
- H. Nicholson: “The Knights Templar”
LE ORIGINI ECCLESIASTICHE DELL’ORDINE DEL TEMPIO

Dal punto di vista storico, l’Ordine dei Cavalieri templari nacque tra il 1118 ed il 1120, quasi due decenni dopo la conquista latina di Gerusalemme,
L’ufficializzazione di tale Ordine monastico – cavalleresco avvenne nel 1129, durante il Concilio di Troyes, grazie alla grande opera di divulgazione di Bernardo di Chiaravalle, e del primo Maestro dello stesso Ordine, Hughes De Payens.
Nel periodo successivo allo scoccare dell’anno mille, l’ordine sociale delle comunità del tempo era ben definito da ciò che, storicamente, va sotto il nome di riforma gregoriana. La società del tempo era suddivisa in tre grandi linee di appartenenza: gli oratores, i bellatores ed i laboratores.
Non è difficile comprendere come tale suddivisione ponesse in risalto, conferendogli una supremazia sempre maggiore, il gruppo degli oratores, i chierici, a discapito sia dei cavalieri secolari, che dei “semplici” lavoratori.
I chierici possedevano il controllo totale delle anime, e non solo, e, almeno nella maggioranza dei casi, potevano contare sull’appoggio dei cavalieri, per difendere il proprio patrimonio dagli attacchi di signori alla ricerca di nuove terre e ulteriori ricchezze.
La cavalleria secolare rappresentava una mina vagante: grandi combattenti disponibili a servire non solo il proprio signore, ma anche ordini religiosi che ne richiedevano i servigi, e persino lo stesso pontefice in condizioni particolari, anche se sempre più frequenti.
La nascita degli Ordini monastico – cavallereschi dette una svolta all’ordine sociale dell’epoca. La fondazione dell’Ordine del Tempio permise la fusione delle due categorie più importanti del periodo medievale: oratores e bellatores (chierici e cavalieri).
Se da una parte tale nascita fu ben vista ed approvata da numerosi personaggi illustri (Papa compreso), poiché si riusciva a dare un senso di giustizia all’atto di combattere e di uccidere un nemico della fede cristiana e della Chiesa cattolica (la guerra giusta……la guerra santa, già affermata in tempi non sospetti dal vescovo di Ippona, Sant’Agostino); d’altro canto, molti chierici si sentirono scavalcati, e messi in pericolo, da un “mostro” nato dalla fusione di una categoria santa e da una secolare e violenta e, fondamentalmente, mal vista da molti ecclesiastici.
Con la riforma gregoriana i chierici avevano ottenuto quel predominio al quale
L’Ordine del Tempio infranse un progetto che in molti perseguivano. Sin dall’inizio i cavalieri Templari ebbero i propri detrattori, “ben rappresentati” da quelle due indifendibili figure storiche conosciute con il nome di Filippo IV di Francia e Papa Clemente V.
E’ importante sottolineare che, fare in modo che cavalieri secolari potessero trasformarsi in monaci – guerrieri, al servizio della Chiesa, i cosiddetti Militi Christii, consentiva di allentare la tensione vigente in Europa, ed indirizzare lo sforzo di valorosi guerrieri per un fine nobile come quello di difendere la cristianità.
Gerusalemme divenne l’obiettivo primo di una crociata, o meglio, di una guerra santa, capace di togliere di circolazione molte teste calde, e di sfruttarli per fini apparentemente religiosi.
Uccidere in nome di Cristo divenne un uccidere giusto e giustificabile, ed il morire nello stesso contesto era un martirio.
I cavalieri del Tempio non parteciparono alla I crociata, uno dei più cruenti massacri che
L’Ordine del Tempio fu il primo e vero ordine monastico – cavalleresco, dove all’attività tipica dei chierici, la preghiera, si aggiungeva quella tipica dei cavalieri secolari, il combattimento e l’uccisione.
Con la nascita del Tempio venne infranta quello che la riforma gregoriana pretendeva di assegnare all’ordine degli oratores, dei chierici: il potere spirituale ed il totale controllo della fede, ma soprattutto, il potere temporale.
Bibliografia:
- A. Demurger: “I Cavalieri di Cristo”
- S. Cerrini: “La rivoluzione dei Templari”
- J. Riley – Smith: “The First Crusaders”
- A. Demurger: “Vita e morte dei Templari”
LE PROFONDE RADICI DI UN ORDINE

E’ ormai qualche anno che siamo spettatori di un maldestro tentativo di modificare quelli che sono gli aspetti storici fondamentali del periodo medievale.
Qualcuno ha chiamato l’età medievale “l’epoca buia“ della storia umana, un susseguirsi di secoli che “hanno trascinato l’essere umano verso la più profonda bestialità”!
Ci sarà anche un pizzico di verità nella voce “epoca buia”, ma i valori, la fede, il coraggio, la determinazione, l’orgoglio e la dignità, si manifestarono in tutta la propria grandezza, con la nascita “dell’Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone”.
Mai nella storia del genere umano si era visto, e mai si vedrà, una tale omogenea mescolanza tra fede e coraggio. Uomini che, per amore di Cristo, hanno dedicato tutta la propria esistenza, fino anche al supplizio, al servizio di una Chiesa cattolica romana, che ha saputo sfruttarne il grande potere acquisito, per liberarsene quando gli interessi non collimavano più (Filippo IV e Clemente V).
Bisogna comunque ricordare che la storia e, soprattutto, le origini del Tempio, non sono così semplici ed ovvie come ci vogliono far credere. Il mistero sulla nascita di questo gruppo di monaci – guerrieri è talmente profondo ed intrigato, da riuscire a togliere il sonno agli studiosi.
Non si tratta, ovviamente, del film “Il mistero dei Templari” o del libro “Il Codice da Vinci”, anche se qualche piccola verità è sempre possibile rinvenirla.
No, il mistero dei templari non verrà mai svelato nemmeno dalla Pergamena di Chinon e dai nove manoscritti distribuiti in giro per il mondo.
Le origini del Tempio possono esser fatte risalire, con un notevole supporto storico, al I secolo a.C., anche se le radici dell’ordine cavalleresco templare affondano nella storia dell’Antico Egitto, il primo popolo storicamente monoteista.
E’ da un faraone egiziano, e dalla sua stessa famiglia, che ha origine ogni cosa; ed è da quel momento che dovremmo partire con la mente e lo studio per capire il mistero dei templari.
Bibliografia:

IL BUONISMO IMPERVERSA FRA GLI STUDIOSI !
Sono ormai parecchi anni che studio le origini del cristianesimo, e tutti quei movimenti che in qualche maniera né furono la conseguenza.
E’ un periodo storico piuttosto ampio, che parte da molto prima della nascita di Cristo, per giungere lentamente, ma in maniera inesorabile, nelle profondità del Medioevo.
Eppure in questi ultimi tempi emerge un tentativo piuttosto forzato, come manovrato da chissà da quale volontà, di riabilitare personaggi che, durante la propria vita, non hanno certo brillato in maniera particolare, e che hanno fatto di tutto per rimanere impressi nei testi di storia, come esempi da non imitare.
Dopo il famoso “Codice da Vinci”, tutti si sono sentiti in diritto di emettere sentenze su uno scrittore che ha prodotto un romanzo di grande successo, anche se il contenuto potrebbe, per alcuni aspetti, essere discusso (ma non giudicato).
Eppure, per quello che mi riguarda, Dan Brown, a prescindere dalle parole fatte dire ai suoi personaggi, ha avuto il grande merito di svegliare in me una curiosità che, pian piano, è divenuta passione: la passione per la verità!
Dopo la pergamena di Chinon, di cui si è parlato a lungo, come anche di colei che sembra averla scovata negli archivi vaticani,
La pergamena di Chinon era qualcosa che tutti conoscevano, tranne forse il nome con la quale veniva identificata in ambienti clericali. Ma da qui a voler riabilitare la figura di papa Clemente V ci vuole veramente un gran coraggio!
Il fatto che tale pontefice, servo della spudoratezza dei francesi, abbia trasferito la sede papale da Roma ad Avignone, è già di per sé una autocondanna storica inequivocabile.
E’ vero che non è stato Clemente V a mandare al rogo l’ultimo Maestro Templare, ma è anche vero che non ha mosso un dito affinché degli innocenti morissero bruciati vivi per la cupidigia di un re, essendo il Tempio una sua prelatura personale, ed avendo sempre tra le mani la potentissima arma della scomunica !
Clemente V è stato complice consapevole e reiterato di una strage di monaci – guerrieri, che fino al giorno precedente avevano servito, senza batter ciglio, il nascente stato pontificio, e grazie ai quali
Adesso mi ritrovo a leggere una serie di pergamene, custodite in mezzo mondo, a partire da quella di Nimes, Parigi, Londra e così via. Nove pergamene che dovrebbero rivelare tutta la verità sull’Ordine dei Templari.
Eppure le prime due pergamene che ho letto non mi dicono niente più di quanto io già non sapessi: un preveggente, o tali documenti sono fasulli? Vorrei dire che la risposta corretta è la prima, ma purtroppo non è così!
Anche in questo caso si sta cercando di riabilitare qualche personaggio, che dai libri di storia non ne esce proprio bene: primo tra tutti papa Urbano II.
Si cerca di far credere che Urbano II non abbia mai indetto la prima crociata, nel 1095, al termine del concilio di Clermont.
La scusa è che la parola “crociata” ancora non esisteva, e che il pontefice aveva avuto la semplice intenzione di portare aiuto ad Alessio Comneno I, re di Costantinopoli, contro i turchi selgiuchidi (nel 1054 c’era stata la separazione dalla chiesa greca). Il papa aveva solamente indetto “un pellegrinaggio armato verso
Tale “pellegrinaggio”, nel 1099, portò alla conquista di Gerusalemme, e all’uccisione di migliaia e migliaia di persone di ogni credo e nazionalità; il tutto in una città dove da secoli ebrei, musulmani e cristiani convivevano pacificamente.
Gli scheletri che