Le origini del cristianesimo, sacre scritture, storia della Chiesa cattolica, l'Inquisizione, i Templari, le Crociate, il Vaticano e la Curia romana, crimini religiosi, verità scomode e nascoste, storia del papato, i Vangeli, Qumran e Nag Hammadi.
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ESSERI DEMONIACI

Nel 418 d.C.
Durante il battesimo cattolico, il prete si rivolge al bambino dicendo:
“Ti esorcizzo, spirito immondo…maledetto dannato…o diavolo maledetto, riconosci la tua sentenza…”
Il bambino, comunque, non schiumava bava, non lanciava bestemmie, né parlava, tanto meno con voce roca e stridula!!
L’esorcismo viene definito, eufemisticamente, “uno strumento per rimuovere ciò che, a causa del peccato del peccato originale e del potere di Satana sulla natura, ostacola la grazia…”
Nel XVI e nel XVII secolo gli uomini di chiesa sostenevano che la crudeltà di Dio era perfettamente giusta.
Il gesuita Martin del Rio affermava: “Come se fosse una cosa di cui stupirsi. Dio permette che i bambini muoiano prima di venire battezzati per evitare che più tardi commettano quei peccati che renderebbero la loro dannazione ancora più dura. Perciò Dio non è né crudele né ingiusto, dato che, per il solo peccato originale, i bambini meritano già di morire…”
I gesuiti sono stati i principali fautori della cristianizzazione dei popoli “pagani”, di quei popoli dove c’era un gran rispetto per i bambini e per le loro madri.
Paradigmatica è stata la figura di Miguel Jose Serra
Bibliografia:
tratto da B.Walker “The women’s enciclopedia of Myth and Secrets”
UN’AUTOREVOLE OPINIONE

“
JOHN ADAMS
secondo presidente degli Stati Uniti
UN SANTO STRUMENTO DI PERSECUZIONE E MORTE

L’inquisizione della Chiesa cattolica è ricordata nella storia come uno dei più diabolici mezzi di coercizione mai concepiti dall’uomo. Ciò che rende la questione ancora peggiore è che si trattava “dell’Opera di Dio” eseguita dal vicario di Cristo. Le vittime venivano imprigionate e torturate senza pietà finché non erano costrette a confessare i loro “presunti” crimini. Pur di fermare le torture, dovevano ammettere atrocità quali venerare il demonio o prendere parte a orge con diavoli. Una volta che gli inquisitori avevano ottenuto quello che volevano, i colpevoli venivano consegnati alle autorità, che li bruciavano al palo o li impiccavano. Le loro proprietà e gli altri averi venivano solitamente confiscati dalla Chiesa, che lasciava le loro famiglie, già in lutto, nella totale indigenza.
E
Bibliografia:
- Karen Armstrong: “Holy War”
- Helen Ellere: “The dark side of Christian history”
IL PROSELITISMO COME MISSIONE
Tra gli autori e gli studiosi più estremi si fa spesso cenno ad un’opera di proselitismo da parte dello stesso Gesù, durante i suoi pochi mesi di predicazione nelle terre di Palestina.
In tal senso è più corretto, se non addirittura necessario, affermare che furono le persone che entrarono in contatto con il figlio di Maria e di Giuseppe, a decidere spontaneamente di seguirlo nelle sue peregrinazioni. Portava un messaggio riformatore, capace di far vacillare le rigide convinzioni della casta farisaica e sadducea; un messaggio di pace e di amore, dove non c’era spazio per la rigorosità di parole “dettate da Dio stesso” a “Mosè”, e raccolte nel libro sacro,
Per Gesù “la legge ebraica doveva essere per l’uomo, e non l’uomo per la legge”, ed ovviamente ciò non poteva soddisfare menti deboli e timorose come quelle dei farisei dell’epoca, legati a parole e dogmi, ritenuti emanazioni di Dio, anche se, in realtà, niente più che creazioni dell’uomo.
La prima vera e propria campagna di proselitismo vede come principale protagonista il convertito Saulo di Tarso. Dopo aver “incontrato” Gesù sulla strada per Damasco, si è sentito in dovere di diffondere un messaggio che con il passare del tempo divenne sempre più distante dalle poche e semplici parole di Gesù stesso. Incontrò anche l’ostilità di quelle comunità che, ingenuamente, vennero definite cristiane, ma che in realtà non erano altro che seguaci del Cristo; gruppi di ebrei riformatori, contrari alla rigidità delle arcaiche leggi mosaiche. Si trattava sempre e comunque di ebrei. E non di seguaci di una nuova religione: Gesù non ha mai voluto creare una nuova religione.
Le svariate campagne di “reclutamento di fedeli” vennero portate avanti in maniera decisa, ma non violenta, fino a quando un personaggio, riportato su tutti i libri scolastici di storia, non decise di prendere in mano le redini della religione cattolica nascente, trasformandola, non certo per scopi benefici o per fede, in religione di Stato: Costantino, imperatore romano, grazie al Concilio di Nicea del 325 d.C., riuscì a conferire stabilità alla religione di provenienza medio – orientale, e ad autoproclamarsi capo della neonata chiesa cattolica romana.
Di pari grado iniziarono le persecuzioni per coloro che non si convertivano, in particolare pagani ed ebrei, che vennero espropriati dei loro averi, e cacciati dai territori, nei casi più lievi, o condannati al carcere o uccisi, nelle situazioni più tragiche.
Esempi di proselitismo estremo da parte di persone o ecclesiastici di fede cattolica, riempiono le pagine di tutti i libri di storia, anche se tali eventi vengono passati sotto mentite spoglie, e la parte dei cattivi veniva fatta sempre da quelle semplici persone che, nella propria “innocente ignoranza”, neanche capivano le parole di coloro che in un certo periodo storico potrebbero esser persino definiti dei veri e propri untori.
Saulo di Tarso, divenuto ben presto San Paolo, oltre ad aver inventato la religione cristiana, frutto delle fantasie che, secondo numerosi storici, nascevano in una mente non proprio sana, ha avuto anche il merito, se tale può esser chiamato, di “diffondere” il nuovo culto ai gentili, i pagani, cambiando oltre tutto le carte in tavola.
La nuova religione si appropriava con ingordigia di miti pagani (Iside, Osiride e Horus, p.e.), di festività pagane (Sol Invictus, p.e.), di elementi religiosi in seguito condannati come eretici ( gnosticismo, arianesimo, p.e.), e di tutto quello che poteva riuscire a dare una stabilità alla nascita del Cristianesimo.
Bibliografia:
- R. Eisenman: “Giacomo, fratello di Gesù”
- J.D. Tabor: “La dinastia di Gesù”
- Eusebio: "Storia della Chiesa"
- Robert Eisenmann: “Codice Gesù”
“UNA CASA COSTRUITA SULLA SABBIA”
“La dottrina del peccato originale dichiara che quando l’uomo ha mangiato il frutto dell’albero della conoscenza ha acquistato una coscienza, ed è diventato un essere razionale. Mangiando quel frutto egli ha conosciuto il bene ed il male, ed è diventato un essere morale. Per questo è stato condannato a guadagnarsi il pane lavorando, diventando così un essere produttivo, ed è stato anche condannato a desiderare, acquisendo così la capacità del godimento sessuale. I mali per cui i preti condannano l’uomo rispondono al nome di ragione, morale, creatività, gioia: tutti valori che stanno alla base dell’esistenza umana”
AYN RAND
DUE ELEMENTI SPESSO INCONCILIABILI
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Thomas Jefferson,
Letter to nephew Peter Carr from
10 Agosto 1787
ALCUNE PAROLE DEI VANGELI

Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini.
In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.
Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
Matteo 6: 5-6
FEDE E PAURA
Sin dalla notte dei tempi l’essere umano si è dovuto confrontare con gli elementi naturali. Una vita breve e costellata di pericoli rappresentava la norma per l’uomo primitivo, dove a brevi momenti di gioia e soddisfazione, si alternavano grandi sofferenze. Ed il confronto con la natura, rappresentata dagli altri esseri viventi e dagli eventi naturali, era, ovviamente, a sfavore delle prime popolazioni umane.
L’uomo si confrontava con periodi di abbondanza e di carestia, con belve feroci, con temporali ed uragani, con terremoti ed eruzioni vulcaniche, senza riuscire a dare una spiegazione a ciò che vedeva accadergli attorno. Non era in grado di dare un senso a ciò che caratterizzava la propria esistenza!
Era inevitabile che l’uomo, nel tentativo di capire, assegnasse la responsabilità dello svolgersi degli eventi naturali, a qualcosa o a qualcuno di superiore, qualcosa o qualcuno invisibile ad occhi umani, ma capace di determinare e controllare ogni cosa, qualcosa o qualcuno che ben presto divenne il creatore, l’artefice di tutto, ed il dispensatore di ogni bene ed ogni male.
La nascita di una divinità, di un Dio, fu l’inevitabile conseguenza del desiderio di poter fare qualcosa per modificare gli eventi naturali. La nascita di una divinità fu la diretta conseguenza della paura, del timore, dello sconcerto rispetto a tutto ciò che era sconosciuto o incomprensibile per una mente umana, che si affacciava appena ai margini della razionalità.
Considerare un feroce temporale come la conseguenza dell’ira di una divinità, era molto più semplice che rimanere nel terrore dell’ignoto. In tal modo nacquero i riti per calmare il proprio Dio o, in certi casi, per propiziare la benevolenza della divinità.
Considerare che dietro un periodo di carestia, dove membri della propria tribù andavano inevitabilmente incontro alla morte, c’era un Dio arrabbiato e collerico, risultava più semplice da sopportare, anche se difficilmente spiegabile.
La stessa morte non veniva vista come qualcosa di drammatico, sebbene il dolore fosse comunque presente. La morte era qualcosa che faceva parte della natura, e come tale, un evento inevitabile. Era il nuovo Dio che sceglieva chi condurre nei “Campi Elisi”, luogo identificabile con l’attuale paradiso, e che, almeno agli albori, non possedeva alcun connotato terrifico.
Se la paura ed il terrore hanno portato alla nascita della religione, con la creazione di divinità inizialmente rabbiose e colleriche, poi “ragionevoli” e misericordiose con il trascorrere del tempo, ci hanno pensato le grandi religioni monoteistiche a riportare la religione stessa al terrore e alla paura.
Ma agli albori della storia, se la paura è stata la spinta fondamentale alla nascita di una religione, questa non sarebbe mai dovuta tornare ad essere lo stimolo principale per aderire ad una fede. La paura del peccato, della disobbedienza ai precetti religiosi, delle regole esplicite ed implicite, della dannazione eterna, del demonio e di tutto ciò che una determinata religione considera contraria ai propri insegnamenti, non è di alcun aiuto a rendere salda una pseudo – fede che si regge sul sottile filo della cieca obbedienza.
La fede è l’amore per la verità, quella ultima e reale, ma di tutto ciò nella religione cattolica c’è poco spazio.
Bibliografia:
Tratto da un articolo di WILLIAM EDELEN, teologo e sacerdote congrezionalista autore di numerosi saggi e di quattro libri, tra i quali “Toward the Mistery”.