LA VERITA' TRA I RAMI DI ULIVO

Le origini del cristianesimo, sacre scritture, storia della Chiesa cattolica, l'Inquisizione, i Templari, le Crociate, il Vaticano e la Curia romana, crimini religiosi, verità scomode e nascoste, storia del papato, i Vangeli, Qumran e Nag Hammadi.

TUTTO CIO' CHE VIENE RIPORTATO IN QUESTO BLOG E' SUPPORTATO DA TESTI, ARTICOLI, DOCUMENTI E TESTIMONIANZE SCRITTE.

CHI SONO

Utente: silas2
07.05.2007 Un ragazzo divenuto uomo inseguendo con passione le sottili tracce della Verità, quella scomoda, imbarazzante, fastidiosa e taciuta....quella che non andrebbe mai raccontata!

In una società così appestata e maleodorante, ci sarà pure qualcosa in cui credere...!

Lo spazio commenti è di tutti coloro che visitano questo blog e hanno voglia di un confronto sereno e costruttivo!



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sabato, 28 febbraio 2009

PADRE PIO DA PIETRELCINA

SANTO O IMPOSTORE !

 

 Santo.....dalla nascita!

Per poter parlare di alcuni argomenti di comune discussione, oltre ad avere il buon senso di documentarsi, bisognerebbe avere la voglia di visitare certi posti ed incontrare alcune persone.

Ovviamente mi riferisco a San Giovanni Rotondo, quella che per certi versi viene considerata la vera “patria” del frate dalle stigmate, e ai religiosi che ruotano e nuotano nel benessere del piccolo paese del foggiano e, soprattutto, attorno all’istituzione religiosa di “Casa Sollievo della Sofferenza”.

Sebbene abbia conosciuto solo indirettamente le vicende del Padre di Pietrelcina, il solo fatto che fosse talmente avversato dalla Chiesa di Roma, me l’ha sempre reso “simpatico”, inducendomi ad approfondire la questione sollevata dall’opulenta Curia romana.

Bisogna subito dire che la vita di Francesco Forgione non è mai stata semplice, e molti sono stati coloro che gliel’hanno resa ancora più complicata e dolorosa.

La Chiesa Romana, e con ciò mi riferisco a coloro che vivono nella ricchezza, nascosti dalle mura di quel piccolo staterello nel cuore della capitale, anche in questo caso non ha perso l’occasione per fare la sua solita magra e misera figura.

Padre Agostino Gemelli fu uno dei più accaniti detrattori del frate stabilitosi a San Giovanni Rotondo. Gemelli era un medico, e chissà per quale strano motivo(!), la Roma papalina prese per buone solo le conclusioni tecniche di quest’ultimo, senza neanche degnare della minima considerazione le svariate relazioni redatte da medici che avevano vissuto accanto al Santo di Pietrelcina. Per la Curia, Padre Pio era un impostore, un invasato, uno squilibrato, uno psicolabile, capace di provocarsi quelle lesioni che alcuni hanno ritenuto fasulle, mentre la stragrande maggioranza della gente, quella comune, quella che un tempo riempiva le chiese, ha invece ritenuto che tali ferite fossero delle e vere e proprie stigmate.

Padre Gemelli ha raccontato tante di quelle fandonie su Padre Pio, che la Roma del potere ecclesiastico ha punito in varie maniere il frate dei cappuccini minori, fino ad impedirgli di confessare e di dire messa (tutto per un Sacerdote).

Ad onor del vero, i pontefici che vissero in prima persona la vicenda del frate di San Giovanni Rotondo, in particolare Papa Giovanni XXIII e Papa Paolo VI, non ebbero mai un atteggiamento particolarmente avverso nei confronti di un frate che si diceva possedesse le stigmate come San Francesco, e fosse capace di fare dei veri e propri miracoli. E’ vero però che Padre Pio è stato fatto Santo ben 34 anni dopo la propria morte e, cosa ben più grave, con addosso la macchia ecclesiastica di 5 denunce da parte della prefettura della Congregazione per la Dottrina della Fede (leggere Inquisizione o Sant’Uffizio, tutt’ora esistente).

All’attuale pontefice, il tedesco Ratzinger, per oltre venti anni prefetto Inquisitore, non è stato sufficiente che Papa Wojtyla facesse Santo il “fraticello” di Pietrelcina, per cancellare l’infamia di certe accuse aleatorie ed assolutamente infondate.

Lo stesso anno è stato fatto Santo Josè Maria Escrivà de Balaguer, noto fondatore dell’Opus Dei!

Che altro dire…………………………………………!

 

Continua……………………………..


giovedì, 19 febbraio 2009

OPUS DEI

LA  VERITA’ VI RENDERA’ SCHIAVI

Il Fondatore

 

Quando ci si ritrova a parlare e a scrivere dell’Opera di José Maria Escrivà de Balaguér, si ha quasi l’impressione di dire o udire delle storielle, fantasie di menti calunniatrici. Eppure quello che ho sempre riportato sul mio blog è solo il frutto di testimonianze reali e veritiere, confrontabile, senza difficoltà, con la bibliografia che sono solito indicare alla fine del testo.

Escrivà de Balaguér era un uomo, prima di essere sacerdote, piuttosto particolare e problematico. Dall’apparenza non è possibile giudicare o, comunque, farsi un’idea precisa di una persona, perché, sebbene apparisse un uomo pressoché normale, di problemi irrisolti doveva averne parecchi.

“L’opera di Dio”, creata nel 1928 da questo individuo, non aveva, e non ha, niente di divino. L’Opus Dei, oltre ad essere considerata dalla maggior parte degli addetti ai lavori, una setta segreta, difficilmente riconoscibile, sia nei membri che ne fanno parte, sia in molte delle loro sedi “istituzionali”, risulta essere un’organizzazione particolarmente politicizzata, sottilmente partecipe ad ogni forma di vita sociale.

Per farsi un idea, durante il periodo del governo franchista in Spagna, la maggior parte degli elementi che dirigevano il paese erano membri dell’Opera. Fedeli alle ideologie di Franco e vicini ai movimenti politici di destra, dopo il crollo del fascismo e del nazismo, l’Opus Dei ha perso molta della forza che riteneva di aver acquisito da tale appartenenza.

E’ interessante leggere il testo scritto dallo stesso Escrivà de Balaguér, “Il Cammino”. L’apoteosi della follia che niente ha a che vedere con la religione cristiana. Un inno alla fustigazione, all’umiliazione, alla denigrazione, all’annientamento dell’uomo come singola persona, alla disintegrazione della propria autostima. Il tormento della carne è un lato impressionante, anche se, in fin dei conti, il meno peggiore rispetto all’annullamento psichico a cui vanno inevitabilmente incontro certe persone che cadono nelle maglie dell’Opera.

Il cilicio e la fustigazione sembrano bazzecole rispetto al tasso di suicidi registrato tra membri ed ex appartenenti all’Opus Dei (anche se Escrivà de Balaguèr, per la fustigazione, utilizzava una particolare frusta a più corde, con in fondo legate o delle biglie di ferro o delle lamette, tanto che, persone a lui vicine hanno scritto di aver visto muri imbrattati di sangue – Alberto Moncada).

In Spagna, a Pamplona, esiste un ospedale notoriamente di appartenenza opusiana. Sono molte le testimonianze scritte su ciò che accade al quinto piano di quella struttura, il reparto psichiatrico, che oltre ad accogliere pazienti con veri disturbi mentali, contiene molti membri dell’Opera che hanno realizzato cosa sia realmente l’organizzazione in cui sono rimasti intrappolati.

Ci vuole coraggio a chiamare tale organizzazione “Opera di Dio”

 

Bibliografia

F.Pinotti : “Opus Dei Segreta      

P.Hertel: “I segreti dell’Opus Dei. Documenti e retroscena”

J.Ynfante: “La prodigiosa aventura del Opus Dei: genesis y desarrollo de la Santa Mafia

J.Allen: “Opus Dei – La vera storia: i segreti della forza più controversa nella Chiesa cattolica”

 K.Steigleder: “L’Opus Dei vista dall’interno”

 


lunedì, 16 febbraio 2009

TESTI FUORVIANTI

CHI E’ CHE SCRIVE DI RELIGIONE?

 Un invenzione imperiale nel cuore di Roma

 

In questi ultimi anni la produzione letteraria in tema religioso è stata piuttosto prolifica, per la gioia e la felicità delle case editrici.

Per parecchio tempo l’hobby preferito di molti “autori” è stato quello di dare addosso ad un certo Sig. Dan Brown, colpevole solo di aver scritto un romanzo di grande successo, dopo una serie di flop editoriali piuttosto pesanti.

Lo scrittore in questione ha avuto il merito di mettere in risalto degli aspetti della chiesa cattolica per troppo tempo trascurati, se non proprio occultati. Si tratta comunque di una “verità romanzata”, da prendere con la dovuta cautela, e non come oro colato.

Il Sig. Dan Brown non è certo peggio di certi autori che, millantando un’obiettività mai posseduta né avvicinata, scrivono in merito a questioni legate alla realtà della chiesa cattolica. In tali casi non c’è nemmeno l’attenuante del romanzo, dato che vengono scritti saggi, che poi non rappresentano altro che una difesa anacronistica e cieca di una chiesa che ha perso da secoli, se mai l’ha avuto, il senso di una fede basata sui precetti insegnati dal nostro Gesù Cristo.

La libertà di parola è un bene eccezionale, conquista ottenuta con lo sforzo ed il sacrificio di tanti uomini, anche se tale libertà, su questioni religiose, non è mai stata pienamente ottenuta. La chiesa si sente la custode di ogni verità, capace di poter emettere qualsiasi giudizio o semplice opinione, anche e soprattutto su questioni che non dovrebbero riguardarla. E sebbene ogni volta ne esca con una grande figuraccia, continua imperterrita, dato che tutto le è dovuto e concesso (basti pensare al caso Welby e al capo della banda della Magliana!!!).

Trovarsi a leggere un testo scritto da un Messori, personaggio di spicco della nostra casta ecclesiastica, lascia veramente l’amaro in bocca, professandosi quest’ultimo autore obiettivo ed imparziale.

Incredibile il fatto che lo studio dei famosi rotoli di Qumran, materiale storico di infinita importanza e di una portata tale da poter costringere la stessa chiesa a delle spiegazioni, sia stato affidato ad un certo De Vaux, padre De Vaux, per la precisione. Docente universitario presso un istituto cattolico francese, strettamente legato al Vaticano. E fu proprio tale religioso che allontanò dal gruppo di studio il ben noto, e realmente imparziale, Robert Eisenman. Reo di voler rendere pubblici i risultati, quelli veri, degli studi in corso, venne accusato di divulgare materiale non ancora decifrato e, quindi di diffondere falsità nel mondo cattolico.

Se si ha la pazienza di leggere i volumi di Eisenman, ci si rende conto di quanto ancora c’è da sapere sulle vere origini del cristianesimo, sul Gesù storico, sulla Maddalena, su Paolo di Tarso e su altre questioni finora camuffate con “mezze verità”, tutte provenienti dal Vaticano, dove la verità è ben nota da sempre.

L’archivio di quel piccolo staterello nel cuore di Roma, contiene talmente tanti segreti da poter rivoluzionare interamente la storia di molti secoli di vita umana.

Quello che emerge, però, sono solo baggianate fatte passare per scoperte sensazionali, tanto per cercare di riabilitare qualche personaggio legato alla chiesa, assolutamente irrecuperabile (Clemente V, Pio IX, Pio XII, Urbano II, e talmente tanti altri da poter riempire pagine e pagine di nomi)

 

 

Bibliografia

-          C. Maltese: “La Questua

-          S. Cerrini: “La rivoluzione dei templari”

-          R. Eisenman: “Codice Gesù”

-          B. Frale: “I templari”

-          National Geographic: “Il Vangelo di Giuda”

-          J. Ratzinger: “Il catechismo della chiesa cattolica”

-          H. Kung: “Credo”


domenica, 15 febbraio 2009

DAL GIUDAISMO AL CRISTIANESIMO

UN “VIRAGGIO” EPOCALE

 Un'unica fede

 

La crocifissione di Gesù fu uno di quegli eventi capaci di dare una svolta alla storia, così come avvenne con l’annuncio della resurrezione da parte del primo apostolo storico, Maria Maddalena.

Il Gesù ebreo, riformatore di una religione arcaica, dette involontariamente il via ad una predicazione che vide coinvolti popoli vicini e lontani alle terre di Palestina.

A Gerusalemme, nel periodo successivo agli anni 40 d.C., prese forma e si affermò una forma di giudaismo moderato, da molti definito “giudeo – cristianesimo”, rappresentato “dalle tre colonne gerosolimitane”. Si trattava di Giacomo “il Giusto”, fratello di Gesù, da Pietro e da Giovanni. La loro predicazione, pur portando avanti le idee ed i pensieri del Cristo, rimaneva legata alla legge ebraica. La legge promulgata attraverso la Torah era sentita ancora in maniera molto forte, ed i precetti seguiti come fedeli ebraici.

Il solito Saulo di Tarso fu “l’eversore”, colui che, spinto da presunte visioni di Gesù, fu in grado, in circa 20 anno di tempo, di travolgere l’orientamento di una religione. Fu capace di lasciare dei segni talmente forti nei popoli che incontrò, da consentire una lenta quanto inesorabile trasformazione. In alcune sue Lettere è lo stesso Saulo che riferisce di esser costretto a dare spiegazioni “alle tre colonne” di Gerusalemme.

La storia ci dice, però, che il risultato di tali incontri (almeno tre) fu pressoché inesistente. Saulo, divenuto poi santo, fu l’artefice del mancato rispetto, per i nuovi fedeli, di alcune delle regole fondamentali per gli ebrei. La circoncisione venne considerata superflua, se non proprio inutile. Per Saulo, la circoncisione nel corpo poteva essere sostituita da quella ben più importante del cuore, segno di reale redenzione ed adesione alla fede cristiana. Per lo stesso apostolo delle genti, mangiare cibo Kasher, non aveva senso: precetti superati dagli stessi insegnamenti del Cristo. Peccato che lo stesso Gesù rispettasse tutti tali precetti. Nel cristianesimo delle origini il 1° Gennaio, Capodanno, non era tanto la festività per l’inizio dell’anno nuovo, bensì era una festa in memoria della circoncisione di Gesù stesso che, come in tutti i bambini ebrei avveniva all’8° giorno di vita (lasciamo stare il fatto che Gesù non è mai nato il 25 Dicembre, festa romana del Sol Invictus).

Un enorme impulso alla nascita del cristianesimo, come costola sempre più autonoma dell’ebraismo, molti storici lo stabiliscono con una data ben precisa: il 135 d.C.

Quell’anno, dopo quanto era già avvenuto nel 70 con il futuro imperatore Tito e la distruzione del Tempio di Gerusalemme, Roma sconfisse ogni velleità di indipendenza del popolo ebraico, questa volta portata avanti da Simon Bar Kochba, ritenuto, fino alla distruzione totale, il vero Messia che Israele attendeva.

E’ a partire proprio dal 135 che l’antico e solido ramo di Israele vede germogliare tre nuove correnti religiose e politiche: il giudeo – cristianesimo, ben presto cristianesimo; la corrente giudaica dei rabbini; ed un impulso alla nascita della terza grande fede monoteistica, l’islam.

Il cristianesimo assunse la forma di una vera e propria religione, staccandosi dal giudaismo e rinnegandolo fino alla persecuzione, grazie ad un arguto imperatore romano, che in nome di una “presunta nuova fede”, alla quale si convertì solo in punto di morte, riuscì a tenere in piedi,  ma ancora per poco, un Impero ormai all’ultimo giro di boa.

Grazie a Costantino e al Concilio di Nicea del 325 d.C. , il cristianesimo indossò ben altra veste, lasciando gli stracci della fede perseguitata, e dando ai fedeli quella libertà di culto mai posseduta fin ad allora.

 

Bibliografia

-          C.Augias – M. Cacitti: “Inchiesta sul cristianesimo”

-          C.Augias – M. Pesce: “Inchiesta su Gesù”

-          T.Leedom – M. Murdy: “Il libro che la tua chiesa non ti farebbe mai leggere”

-          R.Eisenman: “Codice Gesù”

-          E. Renan: “Gli Apostoli”


mercoledì, 11 febbraio 2009

I TEMPLARI OGGI

 Non nobis Domine, non nobis,

 sed nomini Tuo da Gloriam

 

 

Attraversando in lungo e in largo il web, ho avuto la possibilità di incontrare molti siti che fanno riferimento, in modo diretto o meno, all’Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone.

C’è sempre qualcosa da imparare, qualcosa che ti era sfuggita o che proprio non sapevi. Molti articoli sono veramente degni di nota, scritti con coerenza e conoscenza dell’argomento affrontato.

Anche perché parlare di Templari non è poi così semplice.

Ormai la parola “Cavaliere Templare” viene usata indiscriminatamente, e sono molti che si vantano di appartenere a tale Ordine cavalleresco. Si tratta delle diffusissime organizzazioni neotemplari, che nulla potranno mai condividere con lo spirito che animava, quasi un millennio fa, il vero Ordine monastico – cavalleresco.

La cosa che mi sconcerta in particolar modo, è come tali pseudo – ordini cavallereschi possano definirsi strettamente legati al Papa e alla Chiesa Cattolica, quando proprio questi ne hanno decretato la fine (anche se era solo una morte apparente).

E’ a dir poco sconcertante vedere su un sito di questi “neocavalieri” l’immagine benedicente di Ratzinger, colui che per venti anni di seguito ha perseguitato tutto e tutti, come prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, maschera ecclesiastica del “Sant’Uffizio o Santa Inquisizione”.

Coloro che amano la storia dei Cavalieri Templari, non sono coloro che appartengono a qualche Ordine sparso per il nostro continente, ma gli storici e tutti quegli studiosi che, con spirito di sacrificio e abnegazione, sono costantemente alla ricerca anche della più piccola traccia che possa far luce sui tanti punti oscuri che ancora avvolgo il Tempio.

Conoscere dei cosiddetti “neotemplari” e scoprire che non conoscono chi sia Jacques De Molay, e tanto meno la data della sua morte, come quella dei suoi due carnefici, il re di Francia Filippo IV detto il Bello e Papa Clemente V, rende l’idea di quanto tali persone seguano veramente i precetti dell’Ordine del Tempio.

Anche perché castità, povertà ed obbedienza, non sono certo proponibili in un periodo storico come il nostro.

 

E allora, a quali precetti si rifanno questi “neotemplari”


domenica, 08 febbraio 2009

IL PRIMO APOSTOLO

MARIA MADDALENA ED IL FEMMININO SACRO

 

La Maddalena con la sua simbologia 

La Chiesa cattolica ha sempre cercato di occultare il valore e l’importanza delle donne nella nascita di quella che viene chiamata religione cristiana.

Il femminino sacro non ha mai avuto lo spazio che meritava nei racconti evangelici e nella divulgazione di un insegnamento, rimasto vicino ai precetti di Gesù per troppo poco tempo.

Saulo di Tarso e Maria Maddalena rappresentano le due figure cardine di una religione, quella cattolica, che non ha mai avuto ragione di esistere.

Gesù è nato ebreo, è vissuto seguendo le regole dei Padri, ed è morto ebreo, senza la benché minima intenzione di creare qualcosa di innovativo o alternativo al giudaismo.

Se vogliamo dare un ruolo, anche se approssimativo, a Gesù il Cristo, potremmo considerarlo un riformatore di una religione arcaicizzante (sadducei), e troppo legata ai dettami dell’Antico Testamento (farisei).

In questo contesto si inseriscono la figura di una delle donne più importanti della storia giudaica: la “peccatrice redenta” Maria Maddalena, o Maria di Magdala.

I più grandi studiosi di religione e di storia delle origini del cristianesimo, oltre a sorridere quando sentono le parole peccatrice, prostituta, posseduta da sette demoni, in riferimento alla Maddalena, affermano con convinzione che tale donna debba essere considerata il primo apostolo. E’ proprio lei a diffondere per prima in assoluto la buona novella: la resurrezione del Cristo, perché è lei la prima persona a cui Gesù si mostra.

E’ inutile continuare a discutere sul significato delle parole “noli me tangere”. Solo se viste in maniera letterale, cosa impensabile per una professionista esperto, si legge “non mi toccare”! Tale frase indica invece “non trattenermi” o meglio ancora “lasciami andare…..”, parole che, nella loro forza, sembrano estratte da un semplice dialogo tra “innamorati”.

Solo Simon Pietro non crede al racconto di Maria Maddalena. Il che non dovrebbe stupirci più di tanto, dato che lo stesso apostolo si unisce all’evangelista della Cilicia, Saulo di Tarso, nel diffondere un credo quanto meno artefatto e personalmente interpretato.

Pietro e Saulo vennero giustiziati a Roma, più o meno nella metà degli anni ’60 d.C. (64 d.C.?). Prima di ciò lo stesso “apostolo dei gentili” venne in più di un occasione richiamato a Gerusalemme per dare spiegazioni sul proprio operato, da un personaggio anch’esso trascurato, se non proprio omesso, dall’ortodossia cattolica: Giacomo il Giusto, fratello di Gesù, divenuto un importante elemento del Sinedrio gerosolimitano.

E mentre Maria Maddalena era costretta a fuggire dalle terre in cui era nata e vissuta, perseguitata da romani, sadducei e farisei, Saulo di Tarso continuava nella sua opera di diffusione di un credo che perdeva sempre più ogni legame con gli insegnamenti di Gesù.

 

 

Bibliografia

-          C. Augias – R. Cacitti: “Inchiesta sul cristianesimo”

-          R. Eisenman: “Giacomo fratello di Gesù”

-          B. Ehrman: “Gesù non l’ha mai detto”

-          C. Augias – M. Pesce: “Inchiesta su Gesù”


sabato, 07 febbraio 2009

VERITA’ STORICHE

LE PAROLE DI UN GRANDE COMPAGNO DI VIAGGIO

 Un'inchiesta storica

“Gesù non ha mai detto di voler fondare una religione, una chiesa, che portassero il suo nome; mai ha detto di dover morire per sanare con il sangue il peccato di Adamo ed Eva, per ristabilire cioè l’alleanza tra Dio e gli uomini; non ha mai detto di essere nato da una vergine che lo aveva concepito per intervento di un dio; mai ha detto di essere unica ed indistinta sostanza con suo Padre, Dio in persona, e con una vaga entità immateriale denominata Spirito. Gesù non ha mai dato al battesimo un particolare valore; non ha istituito alcuna gerarchia ecclesiastica finchè fu in vita; mai ha parlato di precetti, norme, cariche, vestimenti, ordini di successione, liturgie, formule; mai ha pensato di creare una sterminata falange di santi”

 

"Ma allora com’è nato il cristianesimo?"

 

 

Bibliografia

- Corrado Augias – Remo Cacitti:”Inchiesta sul cristianesimo”




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