Le origini del cristianesimo, sacre scritture, storia della Chiesa cattolica, l'Inquisizione, i Templari, le Crociate, il Vaticano e la Curia romana, crimini religiosi, veritĂ scomode e nascoste, storia del papato, i Vangeli, Qumran e Nag Hammadi.
TUTTO CIO' CHE VIENE RIPORTATO IN QUESTO BLOG E' SUPPORTATO DA TESTI, ARTICOLI, DOCUMENTI E TESTIMONIANZE SCRITTE.
Il 1914 vede, storicamente la morte di Papa Pio X e la successiva elezione a Vicario di Cristo del cardinale Della Chiesa, che sceglie il nome di Benedetto XV.
La maggior parte delle informazioni che abbiamo in merito a questo conclave, le dobbiamo ad un diario segreto tenuto da un certo cardinale Gustav Piffl, arcivescovo di Vienna, che si era raccomandato che tale raccolta di notizie era “da bruciare alla mia morte”.
Ovviamente questo non avvenne e, nel 1963, nell’anno che vede succedersi a pontefice Papa Roncalli e Papa Montini, un giornalista francese pubblicò tali informazioni “particolari”.
Papa Benedetto XV, durante il suo mandato, riuscì a dare alla Chiesa romana “un volto sotto certi aspetti irripetibile”.
Votato sin dall’inizio ad un ideale di pace, diversamente dai suoi predecessori e da molti successori, Papa Della Chiesa fu uno dei pochi massimi rappresentanti della Santa Sede ad avere un atteggiamento imparziale di fronte all’accendersi di un conflitto. In questo caso si trattava della I Guerra Mondiale.
Benedetto XV la condannò nel settembre del 1914, definendola come “flagello dell’ira di Dio”, ripetendosi il 28 luglio del 1915, quando è l’Italia ad entrare in guerra, con le parole “orrenda carneficina che disonora l’Europa”.
Papa Della Chiesa dichiarò la propria assoluta neutralità, condannando il conflitto e mettendosi al servizio sociale e finanziario di tutti coloro che ne risultassero bisognosi.
Viene costituita un’Opera Prigionieri in Vaticano, dove si riescono ad evadere oltre 700.000 richieste di notizie e 40.000 di rimpatrio, cercando comunque di mantenere sempre i contatti tra le famiglie ed i soldati al fronte.
E’ durante il pontificato di Benedetto XV che Francisco Marto, Giacinta Marto e Lucia dos Santos sono testimoni delle apparizioni della Madonna a Conca de Iria, a Fatima. In quel periodo
L’assistenza data ai poveri e ai malati porta
Nel 1918 si ha notizia di un frate francescano al quale compaiono le stigmate, in quel di San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia.
Il Sant’Uffizio si muove rapidamente, ed il personaggio che risalterà alle cronache sarà un certo padre Edoardo Gemelli, conosciuto con padre Agostino, anche’esso francescano, legato strettamente all’ambiente inquisitorio della Santa Sede. Il pontefice mantenne sempre un atteggiamento molto distaccato, cercando di capire quale fosse la situazione reale, lo stato dei fatti.
In tal senso non venne mai aiutato da Agostino Gemelli che dichiarò che, il futuro San Pio da Pietrelcina era “uno psicopatico, autolesionista ed imbroglione”, “affetto da una grave forma di isteria”
Solo un accenno a padre Gemelli: fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e dell’istituto Toniolo di studi superiori, sempre di Milano, non bisogna dimenticare che durante lo scoppio della II Guerra Mondiale, fu uno dei più fervidi ed attivi sostenitori del regime fascista e nazista, il che fa un po’ di luce su un personaggio sempre positivamente decantato, ma che ha avuto parecchi scheletri nell’armadio.
Papa Benedetto XV promulgò, nel 1917, il Codice di Diritto Canonico, con il quale condannava la massoneria e sanciva la scomunica a chiunque ne facesse parte..
Ovviamente la strada intrapresa da Benedetto XV, venne subito interrotta dal successore, Papa Pio XI.
Un saluto
Silas
L'INTOLLERANZA SIMBOLO DI FALSA FEDE

Si parla spesso dell'estremismo islamico, della violenza di coloro che in nome di una presunta fede indiscussa, si rendono capaci delle più efferate nefandezze.
Guardiamo oltre il mediterraneo e puntiamo il dito accusatore su dei popoli incapaci di vivere e convivere in pace, che alla prima occasione sono pronti ad immolarsi al proprio Dio, commettendo stragi di innocenti, solo perchè vivono la religione in maniera differente.
E in Italia cosa accade? Da noi sembrerebbe essere tutto apposto! Non ci risultano "palesi" violenze religiose!
Eppure c'è un intero mondo sommerso, nascosto, quasi segreto, dove si vivono tutti i conflitti religiosi, i contenziosi di una religione che si dichiara "universale" (cattolica), e che non riesce ad andare, seriamente, oltre "la provincia".
L'estremismo c'è, ed è attivo anche all'interno delle più piccole ramificazioni della religione cattolica. E quando si parla di estremismo, in ogni sua minima manifestazione, non c'è fede!
La fede è qualcosa di talmente personale che non richiede alcuna volontà di affermare la propria opinione, di imporrre le proprie credenze, di aggredire il prossimo, di minacciarlo, umiliarlo e offenderlo. Nella vera fede non esiste nessuna volontà di prevaricazione, di mostrarsi superiore, in possesso di una presunta conoscenza da diffondere al prossimo.
Questo è invece l'atteggiamento di coloro che hanno paura, temono la veridicità del proprio credo e la vacuità delle proprie idee, fragili come castelli sulla spiaggia. E cosa c'è di meglio che aggredire gli altri per evitare di mettersi in discussione, con il rischio di rendersi conto di aver vissuto in una bolla di sapone?
Tali "estremisti cattolici" sembrano sicuri di se, ma vivono nella continua incertezza, spaventati da ogni confronto che possa affrontare le basi del proprio credo. Il clero è la prima manifestazione di una tale presunta conoscenza indiscussa di questioni religiosi, inconsapevoli di rendersi ridicoli quando minacciano i "miscredenti" con l'immagine collettiva delle fiamme dell'inferno.
I Testimoni di Geova vanno in giro in coppia nella loro pedissequa opera di proselitismo e conversione, rileggendo in maniera rivisitata e corretta quelle che, solo all'inizio della propria storia, potevano venir considerate "scritture sacre".
Tra i cattolici è invece pressoché impossibile trattare argomenti che la Chiesa, senza sentire la necessità di dare la ben che minima spiegazione, ha stabilito come dogmi indiscutibili.
Provate ad affrontare la questione della nascita "unigenita" di Cristo, della verginità di Maria, "madre di Dio", della scomparsa dai sacri testi di Giuseppe, padre "putativo" di Gesù, della vita "poco ortodossa" di Maria Maddalena, di chi fosse Giuda "Iscariota", della figura di Ponzio Pilato, della prima persona che ha svelato la resurrezione di Cristo!
Provate a chiedere a qualche uomo di chiesa chi erano i "desposinoi", dove visse Maria Maddalena dopo la fuga dalle terre di Palestina, a chi siano state dedicate le Chiese che portano il nome di "Notre Dame de .......", chi era Giacomo il giusto, chi è stato il primo vescovo di Roma, che cosa è stato realizzato durante il Concilio di Nicea del 325 d.C., che cosa sia, nella realtà, la "famosa" Donazione di Costantimo, e la Sacra Sindone.
Dalla Chiesa, dal clero, dagli estremisti cattolici, dai bigotti e da tutte quelle persone che vivono con i paraocchi, non avremo mai alcuna risposta in merito, se non quelle solite e poche frasi precostituite e realizzatesi con tutte quelle false verità propinateci per oltre 2 millenni di storia.
D'altra parte la storia la scrivono i vincitori; nessun merito è reso allo sconfitto.
Silas
UNA SERIE DI MASSIME.........

Un libro del genere non può non esser letto da chi ha il desiderio di capire qualcosa di più sull'Opus Dei, ma soprattutto sulla figura emblematica del suo fondatore.
Santo dal 2002, mentre Papa Giovanni XXIII attende ancora da oltre 45 anni, "San Josemaria", come lo chiamano gli opusiani, è un personaggio tutto da scoprire.
Non dico niente altro, lasciando a voi la "particolare" scoperta. Anche sul web si trova qualcosa in merito a questo testo!
Un saluto
Silas
(opinione personale)
Sin dalla creazione di quella istituzione che nel tempo divenne
Uno dei fondamenti di questa religione che proveniva dalle terre di Palestina, è stata la totale personalizzazione dei “presunti precetti” dettati dal figlio di Dio, sceso in terra, fra gli uomini, per redimerli dai peccati.
In particolare sarebbe interessante leggere con estrema attenzione gli scritti di Paolo di Tarso, e scoprire con estrema facilità quanto certi suoi dettami si discostino completamente con quanto Gesù andava predicando attraverso
Con dei presupposti del genere è ben comprensibile il motivo per il quale
Ovviamente, come la religione cattolica mise radici a Roma e dintorni, ci fu una vera e propria corsa alla traduzione della Bibbia dal greco e dall’aramaico in latino. Ma anche coloro che erano in grado di comprendere i testi sacri, erano brutalmente ammoniti ad avvicinarvisi, pena le fiamme dell’inferno.
Le sacre scritture erano di esclusivo dominio del clero! Per tale motivo, verso la fine del VII secolo d.C., Papa Gregorio IX si permise, travisando le scritture, di affermare “con assoluta certezza” che Maria Maddalena era una meretrice. E i vari Vangeli gnostici e tutti gli altri testi esseni, venuti alla luce alla fine del XX secolo, erano ben conosciuti dalla Chiesa, molto, molto prima che questi stessi antichi papiri vedessero la luce in maniera, per così dire, casuale!
La biblioteca di Nag Hammadi, i Vangeli gnostici ed i Rotoli di Qumran, raccolti nella biblioteca di Alessandria di Egitto, vennero dati alle fiamme proprio per ordine di quelli che ancora vengono definiti, con grande incoerenza, i “Padri della Chiesa”. E’ solo per la solerte opera di amore per la verità di alcuni sacerdoti egiziani (primi secoli dopo Cristo), che provvidero a nascondere dai roghi quegli stessi testi, che oggi possiamo vantare conoscenze più approfondite su come andarono realmente le cose prima, durante e dopo la venuta di Cristo.
E’ assolutamente paradossale, facendo un salto di quasi due millenni, pensare che, nel tentativo di mantenere un controllo assoluto sulle informazioni che i fedeli potevano ottenere, Papa Paolo VI, solo nel 1962, abolì quella che era la lista, costantemente aggiornata, dei cosiddetti libri proibiti.
Se certi metodi impositivi, minacciosi e coercitivi erano capaci di sortire qualche effetto nel periodo più oscuro e nebuloso del medioevo, non è certo pensabile che, al giorno d’oggi, anche solo i ragazzi, possano credere alle vane minacce ecclesiastiche.
La fede è una questione che non può essere estorta! Nasce dal cuore, e non necessariamente deve essere legata alla Chiesa, e da coloro che la rappresentano. Molte delle frasi che i sacerdoti riferiscono quando si sentono minacciati in tal senso, sono quelle che, storicamente, sono state modificate e manomesse, al fine di ottenere dei “testi sacri” ad uso e consumo del clero.
La fede in Cristo non è in discussione!
E’ la fiducia nella Chiesa che è sparita, come nella maggior parte di coloro che la rappresentano!
Silas
LIBRI DA NON PERDERE........
.........PER COMPRENDERE!
Ferruccio Pinotti si mostra uno degli scrittori più interessanti quando si tratta di portare alla luce questioni che danno fastidio.
Questo testo rappresenta la base per comprendere la realtà di un'organizzazione divenuta una vera e propria setta segreta, con il bene placito del pontefice che ha reso "l'Opera" una prelatura personale: Giovanni Paolo II (1982/1983).
Le testimonianze riportate da Pinotti sono incredibili! E' tutto documentato e documentabile. Non viene lasciato spazio alla fantasia!
Di particolare interesse la testimonianza del Prof Alberto Machado, ex opusiano, uscito dai tentacoli della creatura di Balaguer.
Buona lettura
Silas
TUTTI POSSONO CAMBIARE

Sono molti gli episodi che hanno portato un uomo, eletto pontefice, a cambiare il proprio atteggiamento.
Completamente orientato verso gli interessi della propria terra natia, Giovanni Paolo II, negli anni a cavallo tra il 1981 ed il 1985, ebbe la dimostrazione che c'erano parecchie cose che non andavano all'interno delle stanze vaticane.
L'attentato subito in Piazza San Pietro, in mezzo ai propri fedeli, fu solo uno dei tanti eventi che sconvolsero l'Italia, in un decennio (gli anni '80) che vide il nostro paese sull'orlo del collasso totale.
Lo scandalo della P2, con il Venerabile Licio Gelli a capo dell'organizzazione, fu un duro colpo per molti alti prelati e politici di rilievi. Il terrore che il proprio nome venisse svelato, serpeggiava in tutti i palazzi del potere italiano e vaticano.
L'omicidio di Mino Pecorelli, capo redattore di OP, per il quale Giulio Andreotti è stato assolto come mandante.
Il sequestro di Emanuela Orlandi, e lo stretto legame tra Marcinkus e Renatino, il boss della Banda della Magliana.
La morte di Roberto Calvi ed il crack del Banco Ambrosiano, che coinvolgeva lo IOR, l'Istituto per le Opere Religiose, la banca privata del Papa.
Il colloquio segreto tra Giovanni Paolo II e Alì Agça in una cella di Rebibbia.
L'omicidio del giudice Ambrosoli (1979), il cui mandante fu Michele Sindona.
Tutti questi, e molti altri eventi di un decennio di terrore, che si è protratto anche nel decennio successivo (omicidio del colonnello delle guardie svizzere Alois Esterman, della moglie e di un'altra guardia svizzera!), hanno portato il pontefice, come è apparso agli occhi di tutti i fedeli, ad occuparsi della propria missione ecumenica.
Wojtyla, come in molti sono soliti ribadire, non si è più ripreso completamente dall'attentato, anche se sono in pochi a voler riconoscere che quello da cui il Papa polacco non si è mai ripreso, è da quella interminabile serie di crimini compiuti con la compiecenza dello stesso Vaticano e di personaggi ad esso strettamente legati.
Karol Wojtyla è sembrato disinteressarsi completamente di fatti economico - politici, dedicandosi anima e cuore ad avvicinare la gente, quella comune, quella vera, alla chiesa. E' riuscito a farsi amare dai giovani, dai ragazzi, cosa che a ben pochi pontefici era riuscita (se si eccettua Papa Giovanni XXIII, che grazie a Ratzinger è ancora in attesa di beatificazione dopo 42 anni dalla sua morte).
Giovanni Paolo II è stato l'artefice del crollo del "muro di Berlino", dello sfaldamento del potere sovietico e delle varie dittature terroristiche dell'est Europa. I suoi viaggi pastorali avevano veramente l'unico scopo di portare la buona novella ai popoli in attesa di conoscere il Papa polacco. E se non era per Wojtyla, Padre Pio non sarebbe mai stato santificato, osteggiato da sempre dallo stesso Ratzinger, che in molti frangenti è sembrato il vero e proprio pontefice (colui che si occupava degli aspetti politici - amministrativo - economici del Vaticano).
E' facile capire come siano in molti ad aver amato e ad amare un pontefice che ha commesso molti e gravi errori, ma che ha saputo redimersi e portare fino in fondo la propria missione religiosa.
E' negli occhi di tutti l'aspetto sofferente di un Papa consapevole di dover arrivare, per forza di cose, fino in fondo.
Silas
KAROL WOJTYLA NEL MIRINO DI CHI............?

Mercoledi 13 Maggio 1981, un presunto killer dei "Lupi grigi", Alì Agça, legato al fronte di liberazione turca, spara due colpi di pistola verso Giovanni Paolo II, in Piazza San Pietro.
Il Papa viene trasferito in urgenza al Policlinico Gemelli, dove viene sottoposto ad intervento chirurgico. Se il proiettile che lo ha ferito gravemente all'addome non fosse stato deviato da un dito dello stesso pontefice, il colpo sarebbe risultato mortale.
Da questo drammatico episodio il pontificato di Giovanni Paolo II subì un drastico viraggio. Lo stesso Papa disse che "se era ancora vivo lo doveva alla Madonna, per la Sua intercessione".
Molte cose restano avvolte ancora nel mistero. Il Vaticano non hai mai voluto rendersi partecipe alle indagini della magistratura italiana. Karol Wojtyla si trovava stretto in una morsa micidiale, e le informazioni che gli mancavano o che aveva voluto trascurare, gli giunsero, anche se di questo non potremo mai esserne certi, dal suo stesso attentatore. Rimane nei ricordi di molti, l'immagine del colloquio privato tra il Papa ed Alì Agça, presso il carcere di Rebibbia a Roma. Cosa si dissero non lo sapremo mai, ma la vita del pontefice cambiò radicalmente da quel giorno!
Sono state dette e scritte un'infinità di parole, ma la maggior parte di queste avevano l'unico scopo di depistare le indagini della magistratura italiana. Si è parlato del Fronte Turkesh, di "Bulgaria connection", di tutti i possibili ed inimmaginabili servizi segreti, di un folle, spinto da deliri di onnipotenza, senza alcun legame con "poteri forti".
Ma quelli, sebbene siano in molti a far finta di non ricordarsi, sono gli anni dello scandalo della P2, dell'arresto di Roberto Calvi, del crack del Banco Ambrosiano, di Licio Gelli, gran maestro della loggia Propaganda 2, alla quale aderivano eminenti personaggi del politica e della religione, del boom della Banda della Magliana e del tristemente famoso Renatino, del rapimento di Emanuela Orlandi. E sebbene molti continuino a dire che l'attentato al Papa è stato una macchinazione dei servizi segreti dell'est, lo stesso ex lupo grigio, Alì Agça, affermò "di avere dei complici in Vaticano" senza accennare ad alcun nome.
Quello era anche il periodo di Marcinkus e dei giochi sporchi dello IOR, nei confronti dei quali Wojtyla divenne sempre più consapevole. Sebbene gli scandali dello IOR erano divenuti di dominio pubblico, il Papa aveva un debito nei confronti di Marcinkus, per l'aiuto economico fornitogli per la liberazione della sua Polonia.
In quegli stessi anni (1982 - 1983), l' Opus Dei ottenne quello che desiderava più di ogni altra cosa: divenire una prelatura personale del pontefice, in modo tale da non dover render merito delle proprie azioni se non esclusivamente allo stesso Papa. Escrivà De Balaguer ci aveva provato con Papa Giovanni XXIII e con Papa Paolo VI, senza ottenere il ben che minimo risultato. Fu il prelato Alvaro del Portillo ad ottenere tale riconoscimento da Giovanni Paolo II. Il Papa polacco dovette procedere in tal senso....questione di "doveri" imprescindibili.
Il rapimento della giovane Emanuela Orlandi, dette il colpo definitivo a quelle che erano le vecchie credenze di un pontefice, divenuto Vicario di Cristo, per raggiungere degli obiettivi più politico- economici che ecumenici.
Ma le cose erano destinate a cambiare rapidamente........
continua....

Il successore di Papa Luciani, il Papa del sorriso, fu un cardinale polacco voluto sul soglio pontificio, come Vicario di Cristo, da quei “poteri forti” che in quel momento storico tenevano in pugno il destino del nostro paese, capaci di dettare legge anche oltre oceano, tramite dei sottili ma robusti legami economici.
Karol Wojtyla, cardinale dell’arcidiocesi di Cracovia, dopo il conclave che ne dichiarò l’elezione a pontefice, decise di assumere il nome di Giovanni Paolo II, per l’amore, il rispetto e l’amicizia che lo aveva legato al suo predecessore, e del quale era sempre stato un fervido sostenitore.
Wojtyla ha rivestito un ruolo fondamentale, in un’epoca, quella degli anni ’80 – ’90, particolarmente difficile per l’Italia, e pericolosa per il resto del mondo, dove il fragile divisorio tra est ed ovest sembrava sul punto di esplodere da un momento all’altro.
L’elezione di Giovanni Paolo II ha avuto veramente poco a che fare con lo Spirito Santo. E’ stata fortemente voluta e caldeggiata dai servizi segreti americani, da quelli italiani, dall’Opus Dei, dai poteri economico – finanziari italiani (P2, IOR) e da molte oscure figure politiche.
Wojtyla, nella prima fase del proprio pontificato, almeno fino allo scampato agguato in Piazza San Pietro da parte di Alì Agça, cercò di portare acqua al proprio mulino, che portava il nome di Polonia. Ed è proprio grazie a Giovanni Paolo II che vennero gettate le basi per la liberazione del suo paese dal giogo sovietico, in quel periodo sotto il comando del generale Jaruserslky.
Tutto questo fu possibile solamente grazie agli imponenti sovvenzionamenti che il Vaticano potè fare al movimento “Solidarnosc” dell’amico Walesa. Ed il denaro veniva dalle casse dello IOR, la banca privata dello stesso Papa, dalla quale poteva essere prelevata qualsiasi somma senza dover darne comunicazione o eventuali spiegazioni.
E qui salta alla ribalta quell’oscura figura di Paul Casimir Marcinkus, vescovo e prefetto dello IOR, americano, anche se di origini ucraine.
Il denaro dello IOR venne, in parte, indirizzato verso
Sapeva Giovanni Paolo II di quello che Marcinkus stava combinando? Ed era a conoscenza di quali erano i personaggi che giravano impunemente per le stanze della Curia romana?
Sono in molti a propendere per l’inquietante ipotesi che Karol Wojtyla fosse a conoscenza di molte cose che avvenivano all’interno del suo piccolo Stato! Non era un personaggio così ingenuo da non comprendere che tutto quel denaro (si parla di svariati miliardi di dollari!) che veniva inviato in Polonia, fosse frutto dell’amore dei fedeli per
Giovanni Paolo II sapeva, forse non tutto, ma era a conoscenza di parecchi movimenti illeciti portati avanti da alti prelati del Vaticano. C’è anche da dire che il suo segretario di Stato, il cardinale Casaroli, aveva ricevuto precise informazioni sugli affari sporchi di Marcinkus, da Monsignor Vagnozzi che, scoperti gli intrighi che vedevano coinvolto lo IOR nel riciclaggio di denaro sporco di varia provenienza, dette le dimissioni dal proprio incarico e consegnò tutta la documentazione raccolta allo stesso Casaroli.
Quest’ultimo, in più di un’occasione cercò, moderando i termini, ed attenuando la gravità della situazione, di illustrare il quadro al pontefice.
A quanto pare Papa Giovanni II fece orecchie da “mercante”!
Continua……….
JOSE'MARIA ESCRIVA DE BALAGUER

Le informazioni che si possono reperire in circolazione, in merito al sacerdote spagnolo di Barbastro, sono quanto mai contraddittorie. Se da una parte si dice tutto il male possibile di colui che è stato il fondatore dell'Opus Dei, da un'altra si sente dire che fu un religioso capace di dedicarsi ai poveri e agli ammalati, compiendo numerose guarigioni "definite" a dir poco miracolose.
Su questo spazio ho riportato in più occasioni quelle che sono testimonianze reali e documentate. Racconti di persone che hanno avuto la "sfortuna" di far parte, per un periodo della propria esistenza, dell'organizzazione di Balaguer, e che sono stati capaci di uscirne, anche se in condizioni disastrose.
In molti paesi, e non solo europei, sono state create delle organizzazioni a sostegno di tutti coloro che, incappati nella ragnatela opusiana, cercano disperatamente di uscirne. Tali siti possono essere trovati tra i link di questo stesso blog. Le testimonianze sono a dir poco raccapriccianti, anche se, a dimostrazione dell'attendibilità di tali parole, molto simili tra di loro.
Balaguer era un uomo di estrema destra che, durante la guerra civile spagnola, fornì il massimo appoggio al governo dittatoriale di Franco. Molti degli elementi principali di quel "governo" erano legati all'Opera.
Lo stesso Balaguer mostrò in più di un occasione di provare una certa stima per le idee politiche di Mussolini e di Hitler.
La sua creatura, datata 1929 (anche se alcuni tendono ad assegnargli il 1928, anche se poco cambia nel contenuto), è tuttora viva e, a dire il vero, è più forte che mai.
La cosa incredibile è che, se si da un'occhiata sul web (e tra i siti di disinformazione si trova anche wikipedia), non si parla del legame tra Opera e Fascismo (Francisco Franco) e, ancora meno, si fa il minimo cenno al fatto che, nel 1982, Papa Giovanni Paolo II conferisce il titolo di prelatura personale ad un'organizzazione da molti definita come una vera e propria setta. In precedenza l'unico Ordine ad aver ricevuto tale particolare vantaggio, è stato quello dei Cavalieri Templari.
C'è anche da dire, e la cosa ha lasciato non poche persone frastornate, che il 6 ottobre del 2002, Balaguer è divenuto "Santo" (lo stesso anno di Padre Pio, sebbene quest'ultimo lo sia diventato con 5 accuse della congregazione per la dottrina della fede, ancora pendenti, e nessuno si è mai degnato di provvedere ad eliminare tanto ingiusto disonore!).
Giovanni Paolo II è riuscito a sorprendere i fedeli in molti modi differenti: alcuni di incredibile portata religiosa ed ecumenica, altri assolutamente deprecabile ed indegni per un pontificato durato un quarto di secolo.
Se si vuole veramente conoscere la figura di Balaguer, ci sono sul mercato cartaceo due testi che non possono non venir letti: il primo è "Il Cammino" dello stesso Balaguer, mentre il secondo è "Opus Dei segreta" di Ferruccio Pinotti
Buona lettura
Silas

Bisogna riconoscere che Papa Giovanni Paolo II, fra luci ed ombre che hanno accompagnato il suo pontificato, ha avuto un merito a dir poco eccezionale: è stato l’unico uomo di Chiesa, e nella veste di Vicario di Cristo, a chiedere scusa “all’umanità” per le atrocità perpetrate durante le Crociate, condotte in nome di un Dio “violento e sanguinario” (restano atrocemente famose le parole di Papa Urbano II per indire
I motivi per i quali le numerose Crociate hanno portato a tanto spargimento di sangue, sono numerosi e particolarmente diversificati, molti dei quali non hanno nulla a che vedere con
I motivi religiosi li potremmo accantonare sin dall’inizio, anche perché in quell’oscuro periodo di storia ecclesiastica che fu il Medioevo, c’era ben poco di religioso, e la fede in Cristo era qualcosa che venne scoperta e rivalutata solo da alcuni gruppi di “frati” (i francescani ne sono l’esempio illuminante, anche se il periodo non corrisponde proprio all’inizio del contenzioso musulmano – cristiano).
Quello che
Peccato che nessuno, tranne alcuni storici di scuola esclusivamente laica, ha mai contestato tali spudorate menzogne (
I musulmani che avevano in mano Gerusalemme hanno sempre tenuto un comportamento a dir poco esemplare, diversamente da quello che furono capaci di fare i condottieri cristiani all’indomani della conquista della Città Santa nel 1099, con Goffredo di Buglione.
I cosiddetti infedeli davano libero accesso ai cristiani ai loro luoghi di culto, senza mai creare problemi a nessuno, ad eccezione di qualche esaltato di fede cattolica che, stupidamente (cosa che si ripeterà sempre con maggior frequenza nei secoli a venire!), si cimentava in prodighe opere di proselitismo: qualcuno veniva condannato ed ucciso; la maggior parte venivano semplicemente cacciati dalla Città, con la minaccia di morte in caso di ritorno.
La tolleranza dei musulmani non sfiorava minimamente la mentalità retrograda, l’aggressività, la brama di denaro e di potere dei “combattenti cristiani”.
La conquista di Gerusalemme portò allo sterminio di tutti coloro che vivevano all’interno delle mura gerosolimitane, senza alcuna distinzione di razza, colore di pelle e, soprattutto di fede: morirono molti cristiani ed ebrei che ebbero la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato, sebbene è opportuno ricordare che gli assediati, prima della battaglia finale, fecero uscire dalle mura donne, vecchi e bambini.
Urbano II inoltre cercò nelle Crociate il rimedio alle continue lotte interne tra potentati e le varie e ricche famiglie, che si combattevano da decenni per il comando nei più svariati angoli dell’Europa del tempo, procurando un progressivo impoverimento della stessa Chiesa (le guerre non portavano denaro nelle casse pontificie). Spostare la guerra in Palestina significava la pace nelle terre controllate dalla Chiesa., ed una maggiore possibilità di risorse economiche a disposizione del Papa.
Il ritorno dai saccheggi di Terra Santa avrebbe inoltre garantito entrate supplementari alla chiesa, grazie a le donazioni di cavalieri arricchitisi a discapito dei popoli locali.
C'è un'altro aspetto economico importante. La liberazione di Gerusalemme, avrebbe creato enormi entrate economiche, a motivo dell'inizio di massicci pellegrinaggi di fedeli e dalla gestione delle rotte commerciali, che avrebbe permesso ai cristiani di giungere, per lo più incolumi, verso il Santo Sepolcro.
E la Chiesa continua ad affermare che la creazione di un corpo "speciale" come quello dei Templari, venne creato con il solo scopo di proteggere il cammino dei pellegrini in Terra Santa!
Peccato che nessuno voglia spiegarci come mai, per i primi nove anni di dominio della Terra Santa, tali onorevoli ed onorati cavalieri, rimasero in nove!!!!
Silas
LA VERITA' TRA I RAMI DI ULIVO
(un'opinione)

Anche il web, come molti altri spazi della nostra società, sono frequentati da persone che si dichiarano ferventi fedeli della chiesa cattolica. Peccato che come qualcuno tenta di esprimere la propria opinione viene inopinatamente aggredito, tacciati di blasfemia e meritevoli di bruciare nelle fiamme eterne dell'inferno ecclesiastico.
Questo atteggiamento ha veramente poco a che fare con la "vera fede", e tali individui non fanno altro che confermare quanto male è ormai insito nei più nascosti meandri di Santa romana chiesa.
Non è tutta gramigna ciò che risulta legato alla chiesa romana. Ci sono anche delle "spighe di grano maturo", con le quali è possibile parlare serenamente e confrontarsi anche su temi, per così dire scottanti, almeno per la chiesa cattolica.
Santa romana chiesa non sa quale sia il valore del perdono, ergendosi a giudice inappellabile anche di questioni che non la riguardano direttamente. Come Stato estero, il cui capo è lo stesso pontefice, dovrebbe cercare di rimanere estranea a questioni politiche, economiche, amministrative e di vita quotidiana, che non riguardino direttamente il proprio territorio, circoscritto dalle ben note Mura Leonine.
Con grande dispiacere ripenso a quanto è accaduto al Sig. Welby e alla sua famiglia, nei confronti dei quali si è scagliata l'intera chiesa (Mons.Bagnasco in particolare). Nessun funerale cristiano, e le invettive sdegnate di tutti quei falsi rappresentanti della Curia romana. Poi si viene a sapere che uno dei più importanti e feroci killer e capi della Banda della Magliana, Renatino, al secolo Enrico De Pedis, era stato sepolto, con tutti gli onori del caso, nella Chiesa di Sant'Apollinare, insieme a vescovi, cardinali e uomini di particolare merito, e grazie al tacito benestare del cardinal Poletti.
Sua Eminenza merita veramente i complimenti!
La chiesa dà addosso agli omosessuali, dimostrando ribrezzo e ripugnanza nei confronti di persone che, rispetto agli eterosessuali, hanno solo una diversa opinione in merito alle persone con cui condividere il proprio talamo. Eppure, è proprio in seno alla chiesa cattolica che si nascondono numerosissimi, sacerdoti che si sono macchiati di crimini di abuso sessuale, sia nei confronti di ragazzi che di ragazze. La pedofilia ecclesiastica è qualcosa che è solo capace di far accapponare la pelle, e la chiesa prima di prendere qualsiasi posizione, dovrebbe chiedersi se così facendo si renderebbe ridicola e sempre più malvista:
La parabola della "pagliuzza nell'occhio del fratello" sembra non esser nota agli alti prelati di "Santa romana chiesa".
Pure la "Congregazione per la dottrina della fede" merita due parole. Anche perchè tale nome indica quella famelica organizzazione che un tempo aveva il coraggio di chiamarsi per quello che era: "La Santa Inquisizione" o "Il Sant'Uffizio".
E pensare che la caccia alle streghe sembrava terminata svariati secoli fa! Invece Ratzinger, prima di divenire Papa, è stato per 20 anni a capo di questa moderna forma di Inquisizione, menando fendenti a destra e sinistra, inveendo contro chiunque non si uniformasse al dogmatismo ecclesiastico, creando un clima di terrore tra gli stessi prelati.
La storia continua!
Silas