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FALSITA’ ANCHE IN TERZA SERATA

Di solito non guardo la televisione. Preferisco di gran lunga un buon libro, un posto dove poter dar libero sfogo alla mia fantasia, senza i freni “psicotici” del tubo catodico.
Qualche sera fa, però, e chissà per quale motivo, sul piccolo schermo si parlava “apertamente” di una delle organizzazioni più potenti e più nascoste della chiesa cattolica: l’Opus Dei.
Dall’ormai storico anno palindromo 2002, che ha visto la santificazione di Escrivà De Balaguer, con l’Opera che diveniva una prelatura personale del pontefice, l’organizzazione nata in Spagna nel 1929, ne ha fatta parecchia di strada, senza far troppo rumore.
Un tentativo era stato fatto, per la prelatura personale pontificia, con il Papa buono, il grande Roncalli, e con l’ambiguo Paolo VI, ricevendo però sempre degli espliciti dinieghi.
I detrattori dell’Opus si riferiscono a questa organizzazione come ad una setta, dove la segretezza rappresenta uno dei precetti fondamentali. E’ difficile, se non proprio impossibile, identificare un opusiano, se non è lui stesso ad identificarsi come tale.
Sui canali della televisione di stato, qualche giorno fa, come dicevo, è stato mandato in onda un programma (era quasi in “quarta” serata, un programma per insonni!), dove i personaggi intervistati parlavano dell’Opera come se si trattasse dell’organizzazione più umanitaria presente sulla faccia della terra. Anche l’attuale prelato, Echeverria, dialogava serenamente sulla bontà della struttura religiosa da lui stesso condotta.
Uno degli obiettivi principali era quello di screditare una certa “Veronique” autrice del libro “In fuga dall’Opus Dei”, e che dopo tanti anni era riuscita ad emergere dall’oscurità in cui si era cacciata entrando a far parte dell’Opera (“fischiando”, come si dice in gergo opusiano).
Ovviamente è stata una cosa piuttosto facile far apparire “Veronique” come una squilibrata, e l’Opera come un’istituzione caritatevole e misericordiosa.
Ed ovviamente non è stato interpellato nessuno che portasse testimonianza contraria alla creatura di Balaguer. Sono stati letti dei passi del libro del fondatore, “Il Cammino”, attraverso il quale le frasi e le parole dette, non avevano nulla a che vedere con ciò che ormai centinaia, se non migliaia di persone dichiarano essere la realtà dell’Opus Dei.
Basterebbe leggere il testo del noto Ferruccio Pinotti – “Opus Dei segreta” – dove le testimonianze di coloro che sono usciti dall’Opera sono convalidate da un’abbondante bibliografia e da una documentazione reperibile da chiunque voglia saperne di più.
Il cilicio e la fustigazione sono briciole quasi insignificanti di quanto accade normalmente negli ambienti dell’Opera.
Con un pontefice molto legato all’organizzazione dai natali spagnoli, non poteva essere altrimenti, e la tv di stato deve adeguarsi a quelle che sono le esigenze dello Stato Vaticano, anche se si tratta di uno Stato a parte (quando gli fa comodo).
L’ingerenza della Curia romana nella vita degli italiani sta raggiungendo limiti finora insospettati e la forza dell’Opera sta divenendo inaudita.
