LA VERITA' TRA I RAMI DI ULIVO

Le origini del cristianesimo, sacre scritture, storia della Chiesa cattolica, l'Inquisizione, i Templari, le Crociate, il Vaticano e la Curia romana, crimini religiosi, verità scomode e nascoste, storia del papato, i Vangeli, Qumran e Nag Hammadi.

TUTTO CIO' CHE VIENE RIPORTATO IN QUESTO BLOG E' SUPPORTATO DA TESTI, ARTICOLI, DOCUMENTI E TESTIMONIANZE SCRITTE.

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Utente: silas2
07.05.2007 Un ragazzo divenuto uomo inseguendo con passione le sottili tracce della Verità, quella scomoda, imbarazzante, fastidiosa e taciuta....quella che non andrebbe mai raccontata!

In una società così appestata e maleodorante, ci sarà pure qualcosa in cui credere...!

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lunedì, 04 agosto 2008

LE ORIGINI DEL TEMPIO

LE PROFONDE RADICI DI UN ORDINE

 

 

E’ ormai qualche anno che siamo spettatori di un maldestro tentativo di modificare quelli che sono gli aspetti storici fondamentali del periodo medievale.

 

Qualcuno ha chiamato l’età medievale “l’epoca buia“ della storia umana, un susseguirsi di secoli che “hanno trascinato l’essere umano verso la più profonda bestialità”!

 

Ci sarà anche un pizzico di verità nella voce “epoca buia”, ma i valori, la fede, il coraggio, la determinazione, l’orgoglio e la dignità, si manifestarono in tutta la propria grandezza, con la nascita “dell’Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone”.

 

Mai nella storia del genere umano si era visto, e mai si vedrà, una tale omogenea mescolanza tra fede e coraggio. Uomini che, per amore di Cristo, hanno dedicato tutta la propria esistenza, fino anche al supplizio, al servizio di una Chiesa cattolica romana, che ha saputo sfruttarne il grande potere acquisito, per liberarsene quando gli interessi non collimavano più (Filippo IV e Clemente V).

 

Bisogna comunque ricordare che la storia e, soprattutto, le origini del Tempio, non sono così semplici ed ovvie come ci vogliono far credere. Il mistero sulla nascita di questo gruppo di monaci – guerrieri è talmente profondo ed intrigato, da riuscire a togliere il sonno agli studiosi.

 

Non si tratta, ovviamente, del film “Il mistero dei Templari” o del libro “Il Codice da Vinci”, anche se qualche piccola verità è sempre possibile rinvenirla.

 

No, il mistero dei templari non verrà mai svelato nemmeno dalla Pergamena di Chinon e dai nove manoscritti distribuiti in giro per il mondo.

 

Le origini del Tempio possono esser fatte risalire, con un notevole supporto storico, al I secolo a.C., anche se le radici dell’ordine cavalleresco templare affondano nella storia dell’Antico Egitto, il primo popolo storicamente monoteista.

 

E’ da un faraone egiziano, e dalla sua stessa famiglia, che ha origine ogni cosa; ed è da quel momento che dovremmo partire con la mente e lo studio per capire il mistero dei templari.

Bibliografia:

Il faraone Akenaton - Mose


postato da: silas2 alle ore 04/08/2008 20:10 | link | commenti (11)
categorie: i misteri, cavalieri templari, verità scomode, akenaton
martedì, 15 luglio 2008

IN BALIA DEL DUBBIO

CRISTIANESIMO O GIUDAISMO !

(Dove si trovano le nostre radici?)

 

 

 

 

Gesù “padre” del Cristianesimo?

Non c’è cosa più falsa che un fedele possa dire in merito alla propria religione. Si tratterebbe di una grande inesattezza, provocata da oltre due millenni di falsa informazione creata ad hoc da quella enorme istituzione chiamata chiesa cattolica.

L’opera di depistaggio effettuata a partire dalla scomparsa di Gesù, la dobbiamo essenzialmente ad alcuni personaggi che non conobbero mai quello che erano soliti definire come “il proprio Maestro”. Persone che sapevano di Gesù solo per interposta persona, per quello che si narrava di lui, per sentito dire.

Molti furono i diffamatori, molti coloro che amarono veramente Gesù il Cristo, ma altrettanti coloro che usarono tale figura storico – religiosa per propri fini, spesso persino poco chiari.

Uno dei più grandi studiosi delle origini del Cristianesimo, Robert Eisenman, ha scritto una delle pagine più importanti della vera storia della vita del nostro Messia, partendo dal raccontare, su solide basi storiche, dalla famiglia stessa di Gesù. Un modo apparentemente senza un particolare senso, per portare luce sulla reale vita di Gesù; eppure, in maniera semplice e facilmente comprensibile, Eisenman, ci racconta quale importanza abbiano avuto i fratelli del Messia nella nascita del Cristianesimo. In particolare Giacomo il buono, fratello minore di Gesù, e primo sostenitore di quel riformismo giudaico che caratterizzò i pochi anni di predicazione del nostro Signore.

Tra Giacomo e Saulo di Tarso non corse mai buon sangue. Questo perché il redento “di Damasco” (non certo la città siriana), dopo un inizio secondo le indicazioni del primo vescovo di Gerusalemme, si dissociò completamente dagli insegnamenti di Giacomo e del defunto e risorto Gesù.

Giacomo il Buono fu prima di tutto apostolo, poi capo della vera Chiesa voluta da Gesù, secondo quelli che erano stati i veri insegnamenti del Messia, e non secondo le fantastiche elucubrazioni di Saulo di Tarso e, successivamente, anche dello stesso Pietro, e dei vari personaggi, che nei primi secoli del nuovo corso storico, vissero a Roma, la città che rese famoso uno dei fondatori del Cristianesimo, l’Imperatore Costantino.

Gesù, per come ci è stato fatto conoscere, sembra quasi non essere un giudeo. E la responsabilità della sua crocifissione, per troppo tempo è stata fatta cadere sulle spalle del popolo ebreo, senza voler guardare nella giusta direzione: l’impero romano.

Quanti e quali genocidi sono stati compiuti in nome di una presunta colpevolezza ebraica!

Gli ebrei non sono certo esenti da colpe, ma la crocifissione di Cristo è opera del popolo romano. E la stessa figura di Giuda, per 2000 anni lasciata a marcire nel fango dell’ipocrisia, ha un ben altro valore nella vita di Gesù e non nella sua morte.

Chissà cosa penserebbe Gesù stesso se tornasse sulla terra e potesse vedere che ne è stato dei suoi insegnamenti? Chissà quale reazione avrebbe nel vedere  cosa è stato creato in suo nome?

Bibliografia:

        -       R.Eisenman: “Giacomo il fratello di Gesù”

-         Vangeli Apocrifi – Einaudi

-         R. Eisenman: “I misteri di Qumran”

-         E. Pagels: “Vangeli Gnostici”

-         E. Pagels: “Il Vangelo di Tommaso”

-         Il Vangelo di Giuda – National Geografic


martedì, 08 maggio 2007

UNA TESI CONVINCENTE

 

MOSE’ E LE ORIGINI DEL GIUDAISMO

  Mosè e le tavole

 

Nella storia della religione ebraica, e nella sua nascita il personaggio biblico di Mosè rappresenta una figura a dir poco essenziale. La Torah, il libro contenente le cosiddette Sacre Scritture del popolo ebraico, riportano essenzialmente la legge mosaica, la sua dottrina, le sue regole e i suoi precetti. Si tratta dei primi cinque libri dell’Antico Testamento, denominati anche Pentateuco e scritti sulla base di una diretta ispirazione divina.

A questo punto sorge già il primo dubbio: se l’Antico Testamento o la Torah, se vogliamo, sono stati “dettati” direttamente da Dio, perché sono presenti in maniera così numerosa, errori di tipo storico, geografico, genealogico ed altro ancora? Forse Dio era distratto o chi scriveva aveva qualche problemino nel comprendere ciò che gli veniva detto? Oppure Dio non è così onnisciente come lo crediamo noi, poveri e comuni mortali?

Ognuno è libero di dare la sua libera interpretazione ad un dato di fatto: che questi testi, come altri, inclusi i testi del Nuovo Testamento, riportano svariati errori storicamente dimostrabili.

La storia di Mosè è splendida. La Bibbia ci racconta in maniera piuttosto esaustiva la sua mirabile avventura, dalla salvezza dalle acque del Nilo da parte di una principessa egizia, fino all’esodo dallo stesso Egitto, con il suo popolo, gli ebrei, verso la terra promessa, la Giudea.

Anche in questo caso, sebbene la storia raccontata sia particolarmente affascinante e straordinaria per la portata storica, esistono delle note stonate, capaci di mettere in discussione quanto raccontato dalla Bibbia.

Innanzi tutto Mosè non è un nome ebraico. La forma attiva ebraica di tale nome è “Mosheh” che al massimo può significare “colui che trae fuori” e non come riferito da due millenni “colui che è stato tratto dall’acqua”. Per dargli il significato che gli attribuisce la Bibbia, il nome sarebbe dovuto essere “Moshui”.

E’ particolarmente strano poi, che la principessa egiziana che trasse il neonato dalle acque del Nilo, fosse una profonda conoscitrice dell’etimologia ebraica, dando un nome dal significato che è giunto errato fino ai nostri giorni (Mosè – “colui che è stato tratto dall’acqua”).

dinastia faraonica

Nella realtà Mosè, o meglio, Mose è un nome egizio, che significa “figlio”. Tale nome, tale termine è rintracciabile con notevole frequenza nei nomi egizi composti, come, per fare un esempio, Amon – Mose, dal significato “Amon ha dato un figlio”. Ancora, si trova Ahmoses, Tutmoses, Ramose (Ramesse).

Un’evidente anomalia della consuetudine storica, è che il Mosè ebraico nasce da genitori umili, viene adottato dalla casa reale del faraone, per tornare poi ad essere umile e povero come all’inizio, con il popolo ebraico. Di solito, con eccezioni difficilmente rintracciabili, la storia racconta vicende radicalmente opposte.

A quanto pare, ed è opinione comune a numerosi storici dell’epoca, che quanto raccontato nella Bibbia non sia altro che una copertura, un tentativo di nascondere la vera discendenza di Mosè dalla dinastia faraonica egizia.

Mose risulterebbe quindi un egizio di alto rango e che la sua gente adottiva avrebbe trasformato in un ebreo.

Un’altra questione essenziale nello studio dei testi biblici e del giudaismo, è la circoncisione: ritenuta per secoli (in verità fino ai giorni nostri!) pratica ebraica, è, nella realtà di origine indubbiamente egizia, come ci dice lo stesso Erodoto, nel primo dei suoi libri “Storie”.

L’esame di numerose mummie ha confermato l’esattezza dell’asserzione di Erodoto.

I cananei del periodo biblico, invece, venivano definiti “incirconcisi”, come molte delle popolazioni semitiche, mentre tra i maschi egiziani, di qualsiasi casta sociale, la pratica della circoncisione era un atto che rientrava nella norma.

Freud, nel suo testo “L’uomo Mosè e la religione monoteistica” afferma: “Se Mosè diede agli ebrei non solo una nuova religione, ma anche il precetto della circoncisione, egli non era ebreo, ma egizio, e la religione mosaica fu probabilmente una religione egizia…”.

Quello che però la storia ci racconta è che gli egizi erano un popolo con un grande pantheon divino, e non certo monoteistico. Amon divenne il re degli dei, raggiungendo il massimo fulgore quando venne associato a Ra, dio del sole, con il nome di Amon – Ra.

Tutto questo sembrerebbe proprio annullare quanto affermato da Freud e confermato da numerosi storici, esperti in materia. Mosè quindi non era egizio, e non aveva portato il monoteismo tra gli ebrei?

La storia vera però ci dice che ci fu, nella storia dell’antico Egitto, un venticinquennio in cui apparve un individuo, che portò avanti, con grande determinazione, la venerazione di un solo Dio, creatore di tutte le cose:erano i tempi di Akenaton e dei re di Amarna.

 

 

Il faraone Akenaton


postato da: silas2 alle ore 08/05/2007 19:29 | link | commenti (2)
categorie: mosè, akenaton


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