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UNA STRUTTURA MEDIEVALE MONASTICO – SECOLARE

L’Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo è stato il primo ordine monastico – cavalleresco ad essere costituito.
La sua origine, come riportano la maggior parte dei testi storici, risale agli anni tra il 1118 ed il 1120, grazie all’opera, almeno ufficialmente, di un nobile dello Champagne, Hughes De Payens. Il luogo di nascita è Gerusalemme, il cuore della Terra Santa, conquistata dalle truppe di Goffredo di Buglione nel 1099.
Il riconoscimento dell’Ordine del Tempio avvenne in Oltremare grazie alle concessioni del re Baldovino I (se l’ordine è nato nel 1118) o Baldovino II (se l’ordine è nato nel 1120), con l’approvazione del patriarca di Gerusalemme.
La vera e propria ufficializzazione, che doveva necessariamente provenire dalla Chiesa cattolica, è datata 1129, durante il Concilio di Troyes, alla presenza del legato papale e, soprattutto, di Bernardo di Chiaravalle, fervido sostenitore del Tempio.
I Cavalieri Templari sono stati il primo Ordine monastico – cavalleresco della storia. Il primo Ordine dove l’aspetto religioso e monastico si fuse indissolubilmente all’aspetto militare e battagliero.
Prima del riconoscimento ufficiale del Tempio, molte furono le discussioni sulla questione della legittimità per un “monaco” di uccidere in battaglia.
Sant’Agostino, vescovo di Ippona, dice la sua in merito alla guerra giusta: “Giuste sono le guerre che vendicano le ingiustizie, quando un popolo o uno stato, al quale deve essere fatta guerra, non ha punito le iniquità dei suoi o non ha restituito quel che attraverso queste ingiustizie è stato sottratto”.
Le parole di Isidoro di Siviglia e di Graziano, non dissentono in nulla da quanto affermato da uno dei più importanti Padri della Chiesa, come S. Agostino!
Il Tempio è stato anche il primo Ordine a ricevere il riconoscimento come prelatura personale del Papa, dieci anni dopo l’ufficializzazione, nel 1139, grazie a Innocenzo II.
L’organizzazione dei cavalieri templari era leggermente differente tra Oriente ed Occidente. In Oriente, Oltremare, ogni cosa era organizzata sulla base della principale attività svolta: “la protezione dei pellegrini”, e la guerra contro “l’infedele”.
Il Maestro dell’Ordine del Tempio si trovava, naturalmente, al fronte, insieme ai confratelli, sempre pronti a dar battaglia al nemico, mentre in Occidente, in particolare in Provenza, Francia, Spagna, Germania ed Italia, vennero costituite le varie commende, a capo delle quali si trovava un maestro (chiamato anche commendatore). Al di sopra di tale figura, gerarchicamente, esisteva il Maestro di Provincia (p.e. maestro di Provenza).
Ciascuno di essi doveva obbedienza al Maestro Generale dell’Ordine, e tutti quanti direttamente ed esclusivamente, al pontefice.
Mentre in Oriente si combatteva, in Occidente, oltre ad impegnarsi su alcuni fronti, come quello spagnolo (
Esisteva anche la figura del sergente (dal francese “servents”), che, a seconda delle proprie origini, poteva avere solo compiti di assistenza ai cavalieri, oppure, in casi particolari, essere dotato di cavallo e combattere a fianco del vero e proprio cavaliere templare: in pratica, accanto ai Templari, esempio di cavalleria pesante, i sergenti andavano a costituire la cavalleria leggera, che, insieme alla fanteria, agli arcieri e ai balestrieri, fornivano sostegno e copertura ai Templari.
Sebbene nella maggior parte dei testi storici si faccia segno solo dei cavalieri, dei sergenti e dei chierici, membri a tutti gli effetti dell’Ordine del Tempio, esistevano altre figure piuttosto bistrattate.
Innanzi tutto, ogni ordine monastico – cavalleresco, accettava tra le proprie fila anche i ragazzi, quando questi venivano “donati” dalle proprie famiglie alle cure dello specifico Ordine.
Il Tempio accoglieva ragazzi anche molto giovani, dedicandoli alle funzioni religiose, al coro, e ad altre attività che niente avevano a che fare con il combattimento.
Solo al raggiungimento della maggiore età, al cosiddetto “novizio”, veniva chiesto di confermare la propria volontà di seguire i precetti caratteristici dell’Ordine: obbedienza, castità e povertà per i futuri cavalieri Templari. Solo ai venti anni di età, veniva assegnato, se la situazione lo permetteva, il mantello bianco con la croce sul petto, e la croce patente rossa sul braccio sinistro, segno identificativo dei Templari, donata da Papa Innocenzo II
Alle donne era proibito accedere ad un Ordine monastico – cavalleresco. Eppure ogni gruppo, da quelli spagnoli di Calatrava, di Alcàntara o di Santiago, a quelli germanici dei Teutonici, fino agli Ospedalieri e ai Templari, accolsero nella propria struttura alcuni rappresentanti del sesso femminile.
Nel Tempio fa storia la presenza, in una commenda della penisola iberica, di Ermengarda di Oluja, nel
Bibliografia:
- A. Demurger: “I Cavalieri di Cristo”
- A. Demurger: “I Templari”
- D. Seward: “The Monks of war”
- F. Bramato: “Storia dell’Ordine dei Templari in Italia”
- A. Demurger: “Vita e morte dell’Ordine dei Templari”
- H. Nicholson: “The Knights Templar”
LE ORIGINI ECCLESIASTICHE DELL’ORDINE DEL TEMPIO

Dal punto di vista storico, l’Ordine dei Cavalieri templari nacque tra il 1118 ed il 1120, quasi due decenni dopo la conquista latina di Gerusalemme,
L’ufficializzazione di tale Ordine monastico – cavalleresco avvenne nel 1129, durante il Concilio di Troyes, grazie alla grande opera di divulgazione di Bernardo di Chiaravalle, e del primo Maestro dello stesso Ordine, Hughes De Payens.
Nel periodo successivo allo scoccare dell’anno mille, l’ordine sociale delle comunità del tempo era ben definito da ciò che, storicamente, va sotto il nome di riforma gregoriana. La società del tempo era suddivisa in tre grandi linee di appartenenza: gli oratores, i bellatores ed i laboratores.
Non è difficile comprendere come tale suddivisione ponesse in risalto, conferendogli una supremazia sempre maggiore, il gruppo degli oratores, i chierici, a discapito sia dei cavalieri secolari, che dei “semplici” lavoratori.
I chierici possedevano il controllo totale delle anime, e non solo, e, almeno nella maggioranza dei casi, potevano contare sull’appoggio dei cavalieri, per difendere il proprio patrimonio dagli attacchi di signori alla ricerca di nuove terre e ulteriori ricchezze.
La cavalleria secolare rappresentava una mina vagante: grandi combattenti disponibili a servire non solo il proprio signore, ma anche ordini religiosi che ne richiedevano i servigi, e persino lo stesso pontefice in condizioni particolari, anche se sempre più frequenti.
La nascita degli Ordini monastico – cavallereschi dette una svolta all’ordine sociale dell’epoca. La fondazione dell’Ordine del Tempio permise la fusione delle due categorie più importanti del periodo medievale: oratores e bellatores (chierici e cavalieri).
Se da una parte tale nascita fu ben vista ed approvata da numerosi personaggi illustri (Papa compreso), poiché si riusciva a dare un senso di giustizia all’atto di combattere e di uccidere un nemico della fede cristiana e della Chiesa cattolica (la guerra giusta……la guerra santa, già affermata in tempi non sospetti dal vescovo di Ippona, Sant’Agostino); d’altro canto, molti chierici si sentirono scavalcati, e messi in pericolo, da un “mostro” nato dalla fusione di una categoria santa e da una secolare e violenta e, fondamentalmente, mal vista da molti ecclesiastici.
Con la riforma gregoriana i chierici avevano ottenuto quel predominio al quale
L’Ordine del Tempio infranse un progetto che in molti perseguivano. Sin dall’inizio i cavalieri Templari ebbero i propri detrattori, “ben rappresentati” da quelle due indifendibili figure storiche conosciute con il nome di Filippo IV di Francia e Papa Clemente V.
E’ importante sottolineare che, fare in modo che cavalieri secolari potessero trasformarsi in monaci – guerrieri, al servizio della Chiesa, i cosiddetti Militi Christii, consentiva di allentare la tensione vigente in Europa, ed indirizzare lo sforzo di valorosi guerrieri per un fine nobile come quello di difendere la cristianità.
Gerusalemme divenne l’obiettivo primo di una crociata, o meglio, di una guerra santa, capace di togliere di circolazione molte teste calde, e di sfruttarli per fini apparentemente religiosi.
Uccidere in nome di Cristo divenne un uccidere giusto e giustificabile, ed il morire nello stesso contesto era un martirio.
I cavalieri del Tempio non parteciparono alla I crociata, uno dei più cruenti massacri che
L’Ordine del Tempio fu il primo e vero ordine monastico – cavalleresco, dove all’attività tipica dei chierici, la preghiera, si aggiungeva quella tipica dei cavalieri secolari, il combattimento e l’uccisione.
Con la nascita del Tempio venne infranta quello che la riforma gregoriana pretendeva di assegnare all’ordine degli oratores, dei chierici: il potere spirituale ed il totale controllo della fede, ma soprattutto, il potere temporale.
Bibliografia:
- A. Demurger: “I Cavalieri di Cristo”
- S. Cerrini: “La rivoluzione dei Templari”
- J. Riley – Smith: “The First Crusaders”
- A. Demurger: “Vita e morte dei Templari”