Le origini del cristianesimo, sacre scritture, storia della Chiesa cattolica, l'Inquisizione, i Templari, le Crociate, il Vaticano e la Curia romana, crimini religiosi, verità scomode e nascoste, storia del papato, i Vangeli, Qumran e Nag Hammadi.
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In questi ultimi anni la produzione letteraria in tema religioso è stata piuttosto prolifica, per la gioia e la felicità delle case editrici.
Per parecchio tempo l’hobby preferito di molti “autori” è stato quello di dare addosso ad un certo Sig. Dan Brown, colpevole solo di aver scritto un romanzo di grande successo, dopo una serie di flop editoriali piuttosto pesanti.
Lo scrittore in questione ha avuto il merito di mettere in risalto degli aspetti della chiesa cattolica per troppo tempo trascurati, se non proprio occultati. Si tratta comunque di una “verità romanzata”, da prendere con la dovuta cautela, e non come oro colato.
Il Sig. Dan Brown non è certo peggio di certi autori che, millantando un’obiettività mai posseduta né avvicinata, scrivono in merito a questioni legate alla realtà della chiesa cattolica. In tali casi non c’è nemmeno l’attenuante del romanzo, dato che vengono scritti saggi, che poi non rappresentano altro che una difesa anacronistica e cieca di una chiesa che ha perso da secoli, se mai l’ha avuto, il senso di una fede basata sui precetti insegnati dal nostro Gesù Cristo.
La libertà di parola è un bene eccezionale, conquista ottenuta con lo sforzo ed il sacrificio di tanti uomini, anche se tale libertà, su questioni religiose, non è mai stata pienamente ottenuta. La chiesa si sente la custode di ogni verità, capace di poter emettere qualsiasi giudizio o semplice opinione, anche e soprattutto su questioni che non dovrebbero riguardarla. E sebbene ogni volta ne esca con una grande figuraccia, continua imperterrita, dato che tutto le è dovuto e concesso (basti pensare al caso Welby e al capo della banda della Magliana!!!).
Trovarsi a leggere un testo scritto da un Messori, personaggio di spicco della nostra casta ecclesiastica, lascia veramente l’amaro in bocca, professandosi quest’ultimo autore obiettivo ed imparziale.
Incredibile il fatto che lo studio dei famosi rotoli di Qumran, materiale storico di infinita importanza e di una portata tale da poter costringere la stessa chiesa a delle spiegazioni, sia stato affidato ad un certo De Vaux, padre De Vaux, per la precisione. Docente universitario presso un istituto cattolico francese, strettamente legato al Vaticano. E fu proprio tale religioso che allontanò dal gruppo di studio il ben noto, e realmente imparziale, Robert Eisenman. Reo di voler rendere pubblici i risultati, quelli veri, degli studi in corso, venne accusato di divulgare materiale non ancora decifrato e, quindi di diffondere falsità nel mondo cattolico.
Se si ha la pazienza di leggere i volumi di Eisenman, ci si rende conto di quanto ancora c’è da sapere sulle vere origini del cristianesimo, sul Gesù storico, sulla Maddalena, su Paolo di Tarso e su altre questioni finora camuffate con “mezze verità”, tutte provenienti dal Vaticano, dove la verità è ben nota da sempre.
L’archivio di quel piccolo staterello nel cuore di Roma, contiene talmente tanti segreti da poter rivoluzionare interamente la storia di molti secoli di vita umana.
Quello che emerge, però, sono solo baggianate fatte passare per scoperte sensazionali, tanto per cercare di riabilitare qualche personaggio legato alla chiesa, assolutamente irrecuperabile (Clemente V, Pio IX, Pio XII, Urbano II, e talmente tanti altri da poter riempire pagine e pagine di nomi)
Bibliografia
- C. Maltese: “
- S. Cerrini: “La rivoluzione dei templari”
- R. Eisenman: “Codice Gesù”
- B. Frale: “I templari”
- National Geographic: “Il Vangelo di Giuda”
- J. Ratzinger: “Il catechismo della chiesa cattolica”
- H. Kung: “Credo”

Sembra incredibile ma è tutto vero.
Ci sono state epoche in cui tradurre
Il cristianesimo è sempre stata considerata una delle religioni “del Libro”, dato che i relativi fedeli basavano la propria fede sui precetti e sugli insegnamenti riportati sui testi “dettati” da Dio. Ovviamente, in una religione come questa, il fedele oltre ad avere il diritto di leggere le Sacre Scritture, aveva anche il “dovere” di leggere e comprendere “il Libro”.
Se nel mondo protestante la lettura della Bibbia è una tradizione, nel mondo cattolico, soltanto negli ultimi decenni del secolo scorso è sorto il problema di “un’alfabetizzazione biblica” dei fedeli.
Il primo problema che una religione basata su precetti scritti è costretta ad affrontare è quello della lingua. Il trascorrere del tempo produce modificazioni e l’evoluzione del linguaggio, tale che
Già nei secoli che precedettero la nascita di Gesù gli scritti religiosi erano per lo più in ebraico.
Con la progressiva evangelizzazione di popoli non ebrei, i cosiddetti gentili, di origine ellenica, il problema della lingua divenne sempre più pressante. Fu nel III d.C., ad Alessandria d’Egitto, che la residente comunità ebraica tradusse le Scritture dall’ebraico al greco, producendo la versione nota con il nome di “Bibbia dei Settanta” (dai settanta saggi che si ritiene abbiano contribuito alla redazione e alla traduzione della nuova versione).
Lo stesso problema sorse quando, grazie all’imperatore Costantino, la religione cattolica si espanse in occidente e divenne culto di Stato. San Girolamo (347 – 420) tradusse
Più o meno negli stessi anni, il vescovo ariano Wulfila, creò un nuovo alfabeto per poter tradurre
Un secolo dopo San Patrizio diffuse il Vangelo in lingua celtica per cristianizzare l’Irlanda. San Cirillo, anche se molto dopo più tardi, sistematizzò l’alfabeto glagolitico, antenato del cirillico, per diffondere la fede tra i popoli slavi.
Sembra un fatto naturale che
E invece le cose non andarono così!
A partire dal ‘200, tutti i tentativi di tradurre le Sacre Scritture, rendendole comprensibili al popolo, vennero condannati, ed i loro artefici perseguitati.
Per la chiesa una Bibbia comprensibile rappresentava una mina vagante, soprattutto se nelle mani delle correnti cosiddette eretiche: queste usavano “il Libro” per far comprendere alla gente comune come
Nel 1229 il Concilio di Tolosa sancì l’assoluta proibizione ai laici di possedere e di leggere
E di persone arse vive per aver “tradotto” e letto, non autorizzati, i Vangeli, ne è piena la storia dei crimini commessi dalla Chiesa cattolica!
Continua…
Bibliografia:
- D. Christie – Murray: “I percorsi delle eresie”
- Epistola Cum ex iniuncto del 12 luglio 1199 (Papa Innocenzo III)
- G. Fragnito: “
- Donini: “Storia del cristianesimo – dalle origini a Giustiniano”