LA VERITA' TRA I RAMI DI ULIVO

Le origini del cristianesimo, sacre scritture, storia della Chiesa cattolica, l'Inquisizione, i Templari, le Crociate, il Vaticano e la Curia romana, crimini religiosi, verità scomode e nascoste, storia del papato, i Vangeli, Qumran e Nag Hammadi.

TUTTO CIO' CHE VIENE RIPORTATO IN QUESTO BLOG E' SUPPORTATO DA TESTI, ARTICOLI, DOCUMENTI E TESTIMONIANZE SCRITTE.

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Utente: silas2
07.05.2007 Un ragazzo divenuto uomo inseguendo con passione le sottili tracce della Verità, quella scomoda, imbarazzante, fastidiosa e taciuta....quella che non andrebbe mai raccontata!

In una società così appestata e maleodorante, ci sarà pure qualcosa in cui credere...!

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domenica, 05 aprile 2009

L'ORO DEL VATICANO

SOLO IL DIAVOLO VESTE PRADA?

Bagnasco, erede di Ruini!

http://www.youtube.com/watch?gl=IT&hl=it&v=PP3TtG1f6k0&feature=related

 

Sarebbe meglio dare un'occhiata a quello che la Chiesa dice di fare e a quello che realmente fa.

Questa è anche una piccola risposta a chi dice che la CEI si prodiga per i poveri.

Un unico dubbio: di quali poveri si parla?

L'idea per questo post viene da: www.pensieriaccatastati.wordpress.com. Il link è di You Tube


venerdì, 13 giugno 2008

LA QUESTUA

LA CHIESA:

UNA AZIENDA AD ALTO PROFITTO

 

 INQUIETANTE

 

 

In periodo di tassazione, di Irpef, Irap, Ilor, Iciap e di altre tasse, che vanno progressivamente a svuotare le già martoriate tasche degli italiani, viene in mente un aneddoto simpatico, anche se a dire il vero, con l’aria che tira, c’è ben poco da ridere.

Nel 2005, nella consueta campagna primaverile dell’8 per mille, i sistemi di comunicazione via etere sono stati subissati da una pubblicità a favore della Chiesa Cattolica dove, prendendo spunto dalla tragedia dello tsunami, con immagini toccanti e musiche perfettamente all’altezza della situazione, veniva ripetuto, in modo ossessivo, quanto la Chiesa stessa avesse potuto fare per le vittime di quella disgrazia, grazie al “nostro” contributo economico.

Quella campagna pubblicitaria venne condotta dalla multinazionale Saatchi & Saatchi, costando alla Chiesa cattolica la cifra di 9 milioni di euro: il triplo di quanto la stessa ha poi donato alle vittime dello tsunami (fonti CEI).

Queste cose però non le dice nessuno! Le uniche informazioni pubbliche che riceviamo sul più piccolo e più ricco Stato del mondo, le riceviamo da questi spot annuali, da queste “Questue” mediatiche.

E poi non si dica che il Vaticano vive di proprie risorse: pur essendo uno Stato sovrano, con tanto di “Capo di Stato”, dipende economicamente dalla “bontà” del vicino.

Quando l’allora vescovo emiliano Camillo Ruini venne chiamato alla CEI, in quelle casse erano rimasti poco più di 300 milioni di lire. Con l’arrembante carriera di Ruini, il cardinale fortemente legato a Giovanni Paolo II, ma in particolare al cardinale Ratzinger, la CEI ha raggiunto introiti dell’ordine delle centinaia di milioni di euro, senza che nessuno sappia dove finiscono tali denari (o almeno così si vuol far credere!)

 

Bibliografia:

-         Curzio Maltese: “La Questua” – Feltrinelli

 


postato da: silas2 alle ore 13/06/2008 20:39 | link | commenti (5)
categorie: cei , 8 per mille, cardinale ruini, banca vaticana
domenica, 14 ottobre 2007

LA CHIESA SI E’ FATTA CIARLIERA!

 AD OGNUNO LA SUA CRITICA.

 

 Il successore di Ruini alla CEI

Dopo tante parole spese in questioni morali, di cui la Chiesa si sente fervida portavoce, risulta ovvia e naturale conseguenza che qualsiasi alta carica ecclesiastica, appartenente o meno alla Curia romana, si senta in dovere di dire la sua.

Di solito abbiamo a che fare con le amenità di un Papa che non perde occasione per dare la colpa di tutti i mali possibili di questa nostra società, alla “dilagante laicità”.

Purtroppo adesso dobbiamo sorbirci anche le riflessioni pseudo – religiose del Presidente  della Congregazione Episcopale Italiana (la famosa CEI del ben noto cardinal Ruini), Monsignor Bagnasco.

L’arcivescovo di Genova, più volte minacciato di morte, e che gira con la scorta armata e l’auto blindata (un po’ come faceva Gesù in Palestina ai suoi tempi, quando minacciato da farisei, sadducei ed erodiani!!!), ha identificato, come causa fondamentale dei gravi fatti di cronaca nera accaduti nel nostro paese negli ultimi mesi, al “Divismo e al Divertimento sfrenato”.

Immagino che il Monsignore abbia le idee un tantino confuse, veda troppa televisione (a proposito, lo paga il canone RAI?), oppure è veramente uscito fuori di testa. Le pressante questioni spirituali sembrano non sfiorarlo minimamente!

Sta di fatto che, qualsiasi mente sana, che sappia guardarsi attorno, senza limitarsi a guardare solo in superficie, possa avere qualche dubbio su quanto detto con tanta enfasi da Bagnasco, dal suo pulpito della CEI (d’altra parte è stato trovato un buon successore a Camillo Ruini!).

E’ da capire come il “divismo” del monsignore di Genova possa essere la causa di efferati omicidi, di cruenti assassinii, di stragi familiari e di quant’altro il tubo catodico ci vomita addosso.

Forse non è un atteggiamento particolarmente apprezzabile, intelligente e condivisibile, quello di volersi mostrare e di voler apparire ad ogni costo, ma da qui a dire che lo sfrenato desiderio di farsi notare, esserci sempre e comunque, sia la causa dei molti mali che ogni giorno ci circondano, è ben altro discorso.

Credo piuttosto che il “divismo” di Bagnasco, se proprio vogliamo trovargli un responsabile, anche parziale, sia la conseguenza della perdita di certi valori umani, che, un tempo fin troppo lontano, erano i vessilli con cui la Chiesa combatteva il malessere di una società che è andata sempre più disgregandosi, e con essa l’essenza della funzione spirituale della Chiesa stessa.

E quest’ultima è ormai latitante, e la salute spirituale dei suoi fedeli non sembra essere più di sua pertinenza. Punta il dito accusatore, ma non porge più la mano caritatevole. La gerarchia ecclesiastica ha fin troppi interessi temporali per potersi donare ai propri fedeli, in continua fuga da una religione che non sentono più appropriata alle proprie semplici ed umili richieste.

E questo è evidente, purtroppo, anche se con le dovute eccezioni, dal più “piccolo” prete di borgata o di paese fino a “sua eminenza il Papa”, compreso, passando per gli innumerevoli vescovi e cardinali, molti dei quali brulicano nelle oscure stanze di comando della Curia romana. L’opulenza offusca la ragione, ma, in particolare, allontana lo spirito.

Che dire poi del “Divertimento sfrenato”! Per Bagnasco un grande male da eradicare. Per i giovani un dovere irrinunciabile. E chi ha ragione? Ognuno è libero di pensarla come vuole. Io sto dalla parte dei giovani, fino al punto in cui viene rispettata la libertà e la l’integrità fisica e morale altrui.

Non credo che Bagnasco facesse riferimento alle stragi del sabato sera, all’uso di droghe e di alcool, perché non hanno niente a vedere con il “divertimento sfrenato”. I giovani che, il sabato sera vanno in discoteca, facendo l’alba, e la domenica mattina non vanno in Chiesa perché riposano sotto le coltri dei propri giacigli, e si alzano all’ora di pranzo…ma chi non lo ha fatto! Beata gioventù!

Non credo che non andando alla messa domenicale i ragazzi si perdano qualcosa di indispensabile, quando la Chiesa non si preoccupa minimamente dei ragazzi, ma solo che le “dimore di Cristo” siano sempre affollate. Il male non è nei giovani, ma nella Chiesa che non riesce più a richiamare a se i ragazzi, coloro che rappresenteranno la società del futuro.

E la gerarchia ecclesiastica sa benissimo quale sia il nocciolo della questione, sa che di questo passo le Chiese saranno sempre più vuote, ed il proprio ruolo verrà sempre più relegato in un angolo della vita di ogni uomo. Ma la questione sembra interessare il più piccolo e potente (e ricco) Stato del mondo in maniera molto superficiale. Il dogmatismo di questa Chiesa pretende che i fedeli seguano i propri precetti a prescindere da ogni discussione. Per fortuna la consapevolezza della gente, e la loro voglia di conoscere e sapere, è sempre maggiore.

Dopo il pontificato di Giovanni XXIII un personaggio non particolarmente noto, padre Malachi Martin, lasciò la Chiesa di Paolo VI, scrivendo un testo emblematico e, chissà se profetico, dal titolo “The Rise of the Roman Church”.

Non sono ancora riuscito a trovare tale testo, nonostante gli sforzi effettuati.

 

Bibliografia:

-         si tratta di opinioni personali dell’autore, su argomenti trattati dal Presidente della CEI, monsignor Bagnasco.


postato da: silas2 alle ore 14/10/2007 20:42 | link | commenti (4)
categorie: cei , monsignor bagnasco


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