LA VERITA' TRA I RAMI DI ULIVO

Le origini del cristianesimo, sacre scritture, storia della Chiesa cattolica, l'Inquisizione, i Templari, le Crociate, il Vaticano e la Curia romana, crimini religiosi, verità scomode e nascoste, storia del papato, i Vangeli, Qumran e Nag Hammadi.

TUTTO CIO' CHE VIENE RIPORTATO IN QUESTO BLOG E' SUPPORTATO DA TESTI, ARTICOLI, DOCUMENTI E TESTIMONIANZE SCRITTE.

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Utente: silas2
07.05.2007 Un ragazzo divenuto uomo inseguendo con passione le sottili tracce della Verità, quella scomoda, imbarazzante, fastidiosa e taciuta....quella che non andrebbe mai raccontata!

In una società così appestata e maleodorante, ci sarà pure qualcosa in cui credere...!

Lo spazio commenti è di tutti coloro che visitano questo blog e hanno voglia di un confronto sereno e costruttivo!



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martedì, 31 marzo 2009

"AMICI INTIMI" DELLA CHIESA

UNA BEATIFICAZIONE SCANDALO

Mons. Stepinac

Con la creazione dello "Stato Indipendente della Croatia", grazie all'invasione delle truppe tedesche del Reich, ed il supporto di quelle italiane, i balcani vedono l'improvviso instaurarsi di una dittatura voluta dallo stesso Fuhrer. A capo di tale Stato fantoccio venne posto un militare di particolare crudeltà, accusato di innumerevoli crimini di guerra, e scampato al necessario processo, e alla inevitabile condanna, grazie all'aiuto, in particolare del Vaticano: tale criminale si chiamava Ante Pavelic.
Si tratta di una storia nascosta, repressa e, purtroppo, poco conosciuta, dove i protagonisti principali sono il Vaticano, nella figura dell'allora pontefice Papa Pio XII, del cardinale Siri e del cardinale Montini (futuro Papa Paolo VI); di religiosi come Alexjuis Vicktor Stepinac, arcivescovo di Zagabria, Monsignor Draganovic, inviato a Roma dal governo croato ustascia, ed esso stesso ex colonnello ustascia; di nazisti come il dottor Mengele, Eichman, Priebke ed altri gerarchi nazisti.
Tutti questi personaggi, implicati nel massacro di centinaia di migliaia di innocenti, nell'Europa devastata dal II conflitto mondiale, riuscirono a sfuggire alla giustizia grazie alla famosa "RATLINE", la linea dei topi messa in atto dal Vaticano, non senza l'aiuto di altri protagonisti di rilievo (gli stessi servizi segreti americani ed inglesi, ed alcune organizzazioni religiose).
Monsignor Stepinac, che all'instaurarsi del governo comunista del maresciallo Tito, venne arrestato ed incriminato di orrendi crimini di guerra, non negò mai il suo appoggio al regime nazista croato. Giunse a dire, nel 1942, che "Hitler era un inviato di Dio". Gli stessi nazisti tedeschi, per le atrocità compiute nei confronti di circa 600.000 serbi ortodossi, ebrei e zingari, dovettero mettere un freno ai massacri dei ferventi ustascia.
La cosa che lascia perplesso chiunque si avvicini a questa parte di storia contemporanea, è con quale criterio e quale presupposto, Papa Pio XII, nel 1953, nominò Stepinac cardinale, proprio mentre si trovava in galera per i crimini sopra accennati.
La questione ancora più incomprensibile è che, la Domenica del 04 Ottobre 1998, a Spalato, Papa Giovanni Paolo II procedette alla beatificazione di Stepinac. Wojtila premiò quelli che secondo lui e l'intero Vaticano erano dei meriti!

Bibliografia:
tratto da "Umanità Nuova", pubblicato all'indomani della beatificazione di Stepinac


lunedì, 30 marzo 2009

IL VATICANO FORNISCA DELLE SPIEGAZIONI

NOMI LEGATI TRISTEMENTE ALLA CHIESA E ALLE ATROCITA' DEL SECONDO CONFLITTO MONDIALE

Il Fuhrer dei croati: Ante Pavelic

I nazisti:

Ferenc Vajta

Walter Rauff

Franz Stangl

Gustav Wagner

Alois Brunner

Adolf Eichmann

Gli ustascia:

Ante Pavelic

Vladimir Kren

Vjekoslav Vrancic

Vilko Pecnikar

Ivo Omrcanin

Ljubo Milos

Lovro Susic

Dragutin Toth

Bozidar Kavran

Srecko Rover

Miha Krek

I preti:

Pio XII

Giovanni Montini

Alois Hudal

Siri

Krunoslav Draganovic

Vilim Cecelja

Karlo Petranovic

Gregory Rozman

Dragutin Kamber

Milan Simcic

Dominik Mandic

Josip Bujanovic

 

La Chiesa è sempre prodiga di parole, sermoni, ammonimenti, consigli non richiesti, invettive, ordini e direttive. Una Chiesa ciarliera insomma!!

Quando però c'è da dare qualche spiegazione su eventi di una certa importanza, su accadimenti di particolare rilievo, il mutismo ed il vittimismo divengono le parole d'ordine.

Perchè il Vaticano non ci spiega chi erano i personaggi sopra elencati e cosa hanno combinato?

Bibliografia:

- Ratlines
di Mark Aarons e John Loftus


martedì, 17 marzo 2009

IL PAPA ED I VIRUS

RITORNO AL PASSATO

“Papa Benedetto XVI, arrivato in Camerun, prima tappa del suo primo viaggio in Africa da Pontefice, ha detto oggi che i preservativi non fermeranno il dilagare dell'Aids”

. "Il problema non può essere superato con la distribuzione di preservativi. Questo aumenta solo il problema", ha detto il Papa.

La malattia ha ucciso più di 25 milioni di persone dai primi anni 80, principalmente nell'Africa sub-sahariana. Qualcosa come 22,5 milioni di persone stanno vivendo contagiati dal virus HIV in quella zona.

Secondo la Chiesa, la fedeltà in un matrimonio eterosessuale, la castità e l'astinenza sono le vie migliori per contrastare l'Aids.

REUTERS

 

Siamo alle solite!

Ratzinger continua con le sue amenità, proprio recandosi in uno dei continenti che ha visto, in assoluto, il maggior numero di morti per AIDS, ed il maggior numero di contagiati da quel maledetto virus nei confronti del quale il Vaticano sembra non mostrare alcun interesse.

Un viaggio in Africa con tali presupposti, continuando, inoltre con la sua campagna anti – abortista ad oltranza, è destinato ad un misero fallimento.

Ratzinger e l’intero Vaticano contano molto su questo viaggio di evangelizzazione. Peccato che il continente abbia bisogno di ben altro rispetto alle prediche di un pontefice disinteressato a salvaguardare vite umane, prescindendo dal metodo.

Quello che Ratzinger riesce a dire è costantemente capace di far scorrere un brivido di orrore sulla schiena di molti di coloro che un tempo erano ben più vicini alla Chiesa e che grazie all’attuale pontificato se ne stanno allontanando, rimpiangendo oltre modo il Papa polacco.

Ratzinger sembra uscito da un buco temporale, provenendo almeno da uno dei secoli più bui del medioevo.

E inutile parlare del grande esempio di germanicità che il papa è riuscito a dare nello scomunicare dei prelati fedeli a Lefevbre, per tornare indietro, togliendo la scomunica anche all’individuo che è stato capace di negare l’olocausto.

Ci tengo a ricordare, come in un precedente articolo, che, lo stesso Ratzinger, non si è degnato di cancellare le 5 denunce della Congregazione per la Dottrina della Fede, inflitte a Padre Pio, di cui lui stesso né è stato il prefetto per vent’anni.

E la richiesta di aiuti umanitari  per l'Africa, da parte di uno degli stati più ricchi del mondo?  Solo con gli indumenti ed i gioielli di Ratzinger si potrebbe risanare il bilancio di uno dei tanti stati del continento nero!

  


giovedì, 19 febbraio 2009

OPUS DEI

LA  VERITA’ VI RENDERA’ SCHIAVI

Il Fondatore

 

Quando ci si ritrova a parlare e a scrivere dell’Opera di José Maria Escrivà de Balaguér, si ha quasi l’impressione di dire o udire delle storielle, fantasie di menti calunniatrici. Eppure quello che ho sempre riportato sul mio blog è solo il frutto di testimonianze reali e veritiere, confrontabile, senza difficoltà, con la bibliografia che sono solito indicare alla fine del testo.

Escrivà de Balaguér era un uomo, prima di essere sacerdote, piuttosto particolare e problematico. Dall’apparenza non è possibile giudicare o, comunque, farsi un’idea precisa di una persona, perché, sebbene apparisse un uomo pressoché normale, di problemi irrisolti doveva averne parecchi.

“L’opera di Dio”, creata nel 1928 da questo individuo, non aveva, e non ha, niente di divino. L’Opus Dei, oltre ad essere considerata dalla maggior parte degli addetti ai lavori, una setta segreta, difficilmente riconoscibile, sia nei membri che ne fanno parte, sia in molte delle loro sedi “istituzionali”, risulta essere un’organizzazione particolarmente politicizzata, sottilmente partecipe ad ogni forma di vita sociale.

Per farsi un idea, durante il periodo del governo franchista in Spagna, la maggior parte degli elementi che dirigevano il paese erano membri dell’Opera. Fedeli alle ideologie di Franco e vicini ai movimenti politici di destra, dopo il crollo del fascismo e del nazismo, l’Opus Dei ha perso molta della forza che riteneva di aver acquisito da tale appartenenza.

E’ interessante leggere il testo scritto dallo stesso Escrivà de Balaguér, “Il Cammino”. L’apoteosi della follia che niente ha a che vedere con la religione cristiana. Un inno alla fustigazione, all’umiliazione, alla denigrazione, all’annientamento dell’uomo come singola persona, alla disintegrazione della propria autostima. Il tormento della carne è un lato impressionante, anche se, in fin dei conti, il meno peggiore rispetto all’annullamento psichico a cui vanno inevitabilmente incontro certe persone che cadono nelle maglie dell’Opera.

Il cilicio e la fustigazione sembrano bazzecole rispetto al tasso di suicidi registrato tra membri ed ex appartenenti all’Opus Dei (anche se Escrivà de Balaguèr, per la fustigazione, utilizzava una particolare frusta a più corde, con in fondo legate o delle biglie di ferro o delle lamette, tanto che, persone a lui vicine hanno scritto di aver visto muri imbrattati di sangue – Alberto Moncada).

In Spagna, a Pamplona, esiste un ospedale notoriamente di appartenenza opusiana. Sono molte le testimonianze scritte su ciò che accade al quinto piano di quella struttura, il reparto psichiatrico, che oltre ad accogliere pazienti con veri disturbi mentali, contiene molti membri dell’Opera che hanno realizzato cosa sia realmente l’organizzazione in cui sono rimasti intrappolati.

Ci vuole coraggio a chiamare tale organizzazione “Opera di Dio”

 

Bibliografia

F.Pinotti : “Opus Dei Segreta      

P.Hertel: “I segreti dell’Opus Dei. Documenti e retroscena”

J.Ynfante: “La prodigiosa aventura del Opus Dei: genesis y desarrollo de la Santa Mafia

J.Allen: “Opus Dei – La vera storia: i segreti della forza più controversa nella Chiesa cattolica”

 K.Steigleder: “L’Opus Dei vista dall’interno”

 


venerdì, 07 settembre 2007

IOR E NAZISMO: SOCI IN AFFARI

 EDITORIALE

 

 L’INQUIETANTE POTERE TEMPORALE DELLA SANTA SEDE

 

Pio XII ed Hitler: un sodalizio epocale 

La Città del Vaticano possiede ben tre istituzioni finanziarie: l’ “APSA”, che rappresenta e funziona come banca centrale, il “Ministero dell’Economia” e lo “Ior”.

Le questioni più interessanti riguardano però lo Ior, l’Istituto opere religiose, la banca privata del Papa, unico azionista dell’istituzione.

Sono ben noti i più recenti fatti riguardanti Marcinkus, Calvi, Sindona, Gelli e la P2. Ma sin dalla propria nascita lo Ior ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica, al centro di grandi polemiche alimentate dall’eccessiva segretezza  dei propri affari. Esistono documenti ufficiali, in Germania e negli Stati Uniti, che dimostrerebbero trasferimenti nazisti di fondi allo Ior dalla Reichsbank, ed altri ancora dallo Ior a banche svizzere controllate dai nazisti.

Ci sono anche documenti che riconoscerebbero lo Ior come uno dei maggiori partner della Germania nazista nella spartizione del tesoro della Croazia indipendente (stato fantoccio tedesco), valutato, nel 1945, in circa 200 milioni di dollari.

I nazisti croati, gli ustascia, accesi nazionalisti, arrivarono a massacrare, sotto lo sguardo inerme della Chiesa di Roma, oltre 500.000 cristiani, oltre a parecchie decine di migliaia di ebrei e gitani.

Alla fine della guerra, nel 1945, il dittatore Ante Pavelic, insieme ai propri gerarchi e numerosi  religiosi di fede cattolica, trovò rifugio a Roma, e visse per ben tre anni nascosto nel Collegio di San Girolamo degli Illirici. Nel 1949 la Santa Sede, grazie agli abiti talari e ad un regolare passaporto vaticano, fece fuggire Ante Pavelic in Argentina.

Nella stessa maniera, la Chiesa di Roma, aiutò a fuggire oltre 200 ustascia e 5.000 delinquenti nazisti, in particolare l’aristocrazia del crimine: il dottor Mengele, Walter Ruff, Adolf Eichmann, Erick Priebke, Franz Stangl.

A capo di tale organizzazione di soccorso vaticana c’erano un certo monsignor Draganovic, ex colonnello ustascia, ed il vescovo Alois Hudal, titolare della Chiesa di Santa Maria dell’Anima in Roma, uomo di fiducia di Papa Pacelli.

 

Riferimenti bibliografici:

-         J.Fo, S.Tomat, L.Malucelli: “Il libro nero del cristianesimo”

-         P.Rodriguez: “Verità e menzogne della Chiesa cattolica"


postato da: silas2 alle ore 07/09/2007 11:38 | link | commenti (3)
categorie: verità scomode, papa pio xii, chiesa e nazismo, banca vaticana
giovedì, 06 settembre 2007

LE CROCIATE DI JOSEMARIA ESCRIVA’ DE BALAGUER

 EDITORIALE

 

L’OPUS DEI E LA SUA VISIONE POLITICA

 

 

Dalle testimonianze di John Roche, ex numerario, e Padre Vladimir Feltzmann, ex sacerdote dell’Opus Dei.

 

“Padre Josémaria era un uomo vanitoso ed arrogante. Chiedeva obbedienza assoluta.Era un uomo sostanzialmente volgare, intelligente ma non raffinato, certamente non uno studioso o un uomo di cultura. Di fondo era disonesto, un autentico leader di una setta, fedele alla propria interpretazione della Chiesa cattolica, ma pronto a rivoltarsi contro il Papa e contro la Chiesa se l’Opus Dei si fosse sentita minacciata…” .

“Quale condizione di appartenenza all’Opera, Escrivà esigeva dai suoi membri l’accettazione del fatto che l’Opera stessa fosse stata rivelata direttamente a lui da Dio, e che essa fosse quindi assolutamente perfetta; che lui fosse infallibile nelle questioni dello spirito dell’Opus Dei…” – John Roche.

“La crociata dell’Opus Dei si propone di mutare il volto della Chiesa…Dio lo vuole! Noi siamo gli eletti di Dio! Una convinzione di molti dei membri facenti parte dell’Opera, anche di persone che ricoprono alti incarichi nella Curia romana. Ripetono con grande spirito di persuasione: l’Opus Dei è stata eletta da Dio per salvare la Chiesa. Altri personaggi di spicco dicono che tra venti, trenta anni l’Organizzazione sarà l’unica realtà rimasta della Chiesa, la Chiesa intera sarà l’Opus Dei…Il fondatore è stato scelto da Dio per salvare la Chiesa…”Vladimir Feltzmann.

Secondo l’ex sacerdote dell’Opus Dei, molto vicino al fondatore dell’organizzazione, Escrivà vedeva la Seconda Guerra Mondiale come “una crociata contro il comunismo”.

“Se Padre Josémaria ha odiato qualcosa, questo era proprio il comunismo. Esso rappresentava il male per lui, perché aveva sofferto a causa di questo. Vedeva la Germania nazista come una crociata contro il comunismo. Vedeva Hitler come una crociata contro il marxismo…Molti membri dell’Opera si arruolarono spontaneamente nella ‘Divisione Blu’, un esercito di volontari spagnoli schierato al fianco dei tedeschi…”

“Nei Centri opusiani non si diceva Hitler contro gli ebrei o Hitler contro gli slavi, ma Hitler contro il comunismo…Una volta mi disse – e lo disse proprio a me – che, se la gente pensa che Hitler abbia ucciso sei milioni di ebrei, certamente esagera. Hitler non era così malvagio. Potrebbe aver ucciso al massimo tre o quattro milioni di ebrei…”

“Le tre macchie che segnavano la storia, ed in particolare la Chiesa, e che necessitavano di una dura repressione, una crociata, erano: l’ateismo, il liberalismo ed il comunismo” – Vladimir Feltzmann

 

Riferimenti bibliografici:

-         P.Hertel: “I segreti dell’Opus Dei. Documenti e retroscena”

-         J.Ynfante: “La prodigiosa aventura del Opus Dei: genesis y desarrollo de la Santa Mafia

-        J.Allen: “Opus Dei – La vera storia: i segreti della forza più controversa nella Chiesa cattolica”

-        F.Pinotti: “Opus Dei segreta”

-        K.Steigleder: “L’Opus Dei vista dall’interno”

 


giovedì, 14 giugno 2007

UN PONTIFICATO EQUIVOCO

 

IL PAPA DEL SILENZIOSO COMPROMESSO



 

Pio XII

 

“Le Chiese sconsacrate o chiuse, i credenti cacciati. Centinaia di sacerdoti che muoiono ammazzati o finiscono in prigione, suore che subiscono violenza carnale, quasi tutti i giorni ostaggi innocenti che vengono uccisi davanti agli occhi di bambini, la gente, privata di ogni sussistenza, che muore di fame; ma il Papa tace, come se il suo gregge non lo preoccupasse”.

(Vescovo polacco in esilio)

 

Eugenio Pacelli divenne pontefice il 2 Marzo del 1939, con il nome di Pio XII, in onore e per rispetto ed affetto del suo predecessore Papa Pio XI, Achille Ratti.

Il pontificato di Pacelli è stato, purtroppo, uno dei più discussi della storia contemporanea Un pontificato a cavallo della seconda guerra mondiale, uno degli eventi più drammatici, disastrosi e sanguinari mai accaduti. Milioni di persone hanno perso la vita, sui vari campi di battaglia e, ancora più drammaticamente, nei campi sterminio disseminati nell’intera Europa nazista.

Papa Pio XII visse per più di un decennio, come nunzio apostolico, nella Germania nazionalsocialista. Ha potuto osservare direttamente la crescita e la malsana diffusione degli ideali hitleriani in una Germania che ancora rimuginava sulla sconfitta del primo conflitto mondiale.

Si era perfettamente integrato nel modo di vivere dei tedeschi, comprendendo la mentalità di un popolo che aveva sempre amato.

Purtroppo il nazionalsocialismo di Hitler, sebbene mai condiviso apertamente da Papa Pacelli, riuscì nel rianimare l’orgoglio di un popolo che sembrava avere delle difficoltà a rialzarsi in piedi, memore delle precedenti debacle passate.

Pio XII, come ci confermano numerosi studiosi dell’epoca, temeva molto di più l’eventuale “movimento” del comunismo e del bolscevismo dell’ “Impero Sovietico”. La Germania nazista, per l’intero Stato Vaticano, rappresentava un forte baluardo difensivo contro “l’anticristo comunista”.

La storico incontro!

Lo stesso Papa sancì un importante e storico concordato con la Germania nazista.

Le sue intenzioni, seppur rispettabili, di porsi come pacificatore di un continente sull’orlo di un baratro di sangue, fu del tutto inutile e senza alcun risultato. Papa Pio XII cercò sempre di mantenere una pseudo – neutralità che garantiva un minimo di tranquillità allo Stato pontificio e che, a suo modo di vedere l’evolversi degli eventi, impediva che le persecuzioni, i massacri, la completa indifferenza per ogni diritto umano e, in particolare, lo sterminio programmato di handicappati, malati di mente, minoranze etniche e di quasi l’intera popolazione ebrea europea, potesse eventualmente accentuarsi e quindi peggiorare lo stato dei fatti.

Pio XII non ebbe mai la capacità (?), il coraggio (?), l’intenzione (?), l’orgoglio (?), la forza (?) di opporsi apertamente al regime tedesco. Le sue encicliche, cercavano di stimolare una riflessione nella mente dei numerosi cattolici tedeschi, cercando di indurre un senso di rispetto per la dignità umana. I tedeschi erano però totalmente sordi di fronte alle parole addolcite (per no scatenare ulteriormente “i lupi tedeschi”) del pontefice, e vedevano le continue vittorie sul campo del loro Furher con un particolare orgoglio nazionalista ed una specie di rivalsa nei confronti di numerosi stati europei.



La cosa che turba la maggior parte degli storici è proprio la mancanza di diretto intervento di Papa Pio XII nel grande conflitto mondiale. La sua funzione di pacificatore fu completamente nulla, incapace di porre rimedio anche alle più semplici dinamiche diplomatiche (diversamente da quanto era accaduto durante la prima guerra mondiale con Papa Benedetto XV).

Il pontefice aveva, a mio avviso, una sola strada da poter seguire: quello della scomunica, un atto che per un fedele rappresenta una “specie” di condanna a morte (una morte spirituale!). Anche se tale atto avrebbe potuto non scalfire minimamente Hitler ed i suoi generali, penso che una forte e decisa presa di posizione del Papa e dell’intero Stato pontificio, era il minimo che Pio XII potesse fare, senza il rischio di peggiorare una situazione che non poteva in alcun modo andar peggio, e magari instillando qualche dubbio “morale” nei numerosi cattolici che seguivano l’ideale nazista solo sull’onda di un entusiasmo iniziale e di uno spirito di rivalsa.



Tale tipo di intervento pontificio non avvenne mai: nessuna scomunica verso la Germania nazista è mai partita.

Quando Pio XII ricevette comunicazioni scritte dai cardinali e vescovi di mezza Europa, con la dettagliata descrizione del genocidio che Hitler stava perpetrando, il pontefice disse che “sebbene i fatti descritti fossero di una enorme gravità, dovevano essere appurati e valutati con estrema attenzione”.

La tecnica “dello struzzo” non portò ad alcun risultato. I cattolici di mezzo mondo si sentirono abbandonati al loro destino (omertà intercontinentale) anche dallo stesso pontefice, in balia della follia che ormai imperversava sovrana.

L’unica missiva di una certa importanza fu quella che lo stesso, identico Papa inviò, con una certa premura, al comando del Terzo Reich, nel momento dell’attacco tedesco all’Unione Sovietica comunista, incoraggiando “la forza assassina ed omicida” ad ottenere immediati e promettenti risultati per l’eradicazione del terrificante comunismo.

La scomunica non raggiunse mai il Furher, tanto meno gli assassini dei Lager e i vari generali tedeschi. La scomunica, Pio XII, la comminò, senza un minimo tentennamento, ai comunisti italiani nel periodo delle prime elezioni politiche italiane.

Per concludere, ritengo sia giusto dire che il Papa, nonostante quello che non seppe fare, prestò aiuto a numerosi ebrei, in particolare a Roma, evitandogli la deportazione nei campi di sterminio tedeschi. D’altra parte, essendo comunque “cattolici”, bisognosi di aiuto, Papa Pio XII fece in modo di facilitare la fuga dei massimi rappresentati nazisti, molti dei quali direttamente implicati direttamente nello sterminio di massa avvenuto nei cosiddetti “campi di concentramento”.

 

“Che cosa dirà la storia del mio silenzio?”

si chiese Pio XII

 

Riferimenti bibliografici:

 

-          Guido Knopp: “Vaticano e Pontefici”

-          Wiliam Shirer: “Storia del Terzo Reich”

-     John Cornwell: "Il Papa di Hitler"

-     Marco Aurelio Rivelli: "Dio è con noi!"

-     Peter Godman: "Hitler e il Vaticano"

-     Carlo Falconi: "Il silenzio di Pio XII"


postato da: silas2 alle ore 14/06/2007 10:44 | link | commenti (6)
categorie: antisemitismo, papa pio xii, chiesa e nazismo


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