Le origini del cristianesimo, sacre scritture, storia della Chiesa cattolica, l'Inquisizione, i Templari, le Crociate, il Vaticano e la Curia romana, crimini religiosi, verità scomode e nascoste, storia del papato, i Vangeli, Qumran e Nag Hammadi.
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COSTANTINO 
La storia del cristianesimo è ricca di aneddoti e eventi contrastanti tra di loro. Una religione che nasce dal tronco principale dell’ebraismo farisaico, con Gesù il Cristo a rappresentare il personaggio culminante di una fede bimillenaria.
La morte e la resurrezione di Gesù rappresentano gli eventi culminanti di un culto portato e diffuso nel mondo dagli apostoli ed, in particolare, da un uomo, divenuto poi santo, che fino a poco tempo prima aveva perseguitato i seguaci del Messia, redimendosi sulla via di Damasco (non in Siria, ma è un’altra storia!): San Paolo di Tarso.
Il Cristianesimo come una delle principali, se non proprio la principale religione monoteistica, ha messo le proprie radici nel fertile terreno della fede religiosa dell’epoca, particolarmente nei primi IV secoli di storia, scostandosi prima e allontanandosi poi, fino rinnegare le proprie origini ebraiche. Gesù è sempre stato un ebreo e non ha mai avuto l’intenzione di creare o fondare una religione o una Chiesa differente da quella ebraica.
Il popolo romano ha avuto un grande rilievo in quella che è stata la storia del cristianesimo delle origini. Il governatore della Giudea, Ponzio Pilato, è solo un nome tra i tanti, anche se uno dei più rilevanti per lo studio della natività della fede cattolica. E’ certo che, oltre ad alcuni personaggi dell’impero, come Diocleziano e lo stesso figlio Tito, hanno dato un “bel contributo” alla storia del mondo ebraico e all’inizio della predicazione cattolica.
Fino al 305 d.C., con la morte dell’ultimo imperatore romano, accanito avversario del cristianesimo, Galerio, succeduto a Diocleziano, ritiratosi, le sorti del popolo di Cristo sono state spesso drammatiche.
Nel 306 Costantino venne acclamato imperatore dalle proprie truppe a York, alla morte del padre Costanzo, comandante in capo delle truppe imperiali d’occidente. Costantino, come il padre, era sempre stato un adoratore del Sol Invictus, mentre la madre Elena, si era convertita al cristianesimo, tanto da dare il nome ad una figlia di Anastasia, il cui significato era “resurrezione”.
Nei primi anni del suo governo, il giovane imperatore, grazie anche alla costante influenza della madre, iniziò ad avvicinarsi al cristianesimo. Nel 312 ottenne il completo governo di Roma, sconfiggendo Massenzio nella famosa battaglia di ponte Milvio, attribuendo tale esaltante e storica vittoria ad un intervento divino, anche se non è dato sapere quale divinità Costantino avesse in mente (la Chiesa Cattolica approfittò della situazione, riferendosi ad un intervento del Dio cattolico!!!).
Anni dopo, in Gallia, lo storico Eusebio, durante un racconto dello stesso Costantino, venne a conoscenza che il futuro imperatore, il giorno precedente la fatidica battaglia contro Massenzio, e, poco prima che i due eserciti si scontrassero, pregò a lungo l’intervento e l’aiuto del Sol Invictus. Dal racconto che Costantino fece personalmente ad Eusebio, risulta che l’imperatore vide in cielo una croce di luce e le parole: “In questo segno vincerai”. Per la battaglia, gli stendardi e gli scudi dei soldati vennero dipinti con una croce costituita dal monogramma greco, simboleggiante il Cristo: il “chi – ro”.
Dal 312, ovviamente, la convinzione popolare che Costantino si fosse convertito completamente al cristianesimo, aveva preso piede in tutto l’impero romano, e come comprensibile, aveva fatto tirare “un gran sospiro di sollievo” ai fedeli della neonata religione.
Storici dell'epoca, che hanno attentamente valutato gli eventi storici quotidiani dell’imperatore, hanno dimostrato che, Costantino non aveva fatto altro che identificare la divinità pagana del Sol Invictus con il Cristo. Questa associazione, a quanto pare fece comodo a tutti. Costantino fu particolarmente sagace ed intelligente da sfruttare una situazione che difficilmente si sarebbe ripresentata: utilizzare la religione cattolica come collante di un impero romano che iniziava a dare sconfortanti segni di sgretolamento, sotto la “negativa” influenza del vicino oriente e, dei costanti movimenti dei popoli del nord Europa. Il popolo cattolico non poteva chiedere di meglio che divenire la religione di “stato”, anche se il culto del Sol Invictus, come entità pagana non venne mai abolito. Alla Chiesa furono restituite tutte le proprietà confiscate durante i precedenti governi imperiali.
Con il Liber Pontificalis, le concessioni fatte alla chiesa cattolica divennero inimmaginabili solo qualche decennio prima.
La maggior parte degli studiosi di storia della Roma imperiale, sostiene con estrema convinzione che, l'imperatore Costatino, si sia convertito al vero e proprio cristianesimo solo in punto di morte.
Sarà necessario ritornare sull’argomento, e parlare del periodo storico del Concilio di Nicea (325) e quello di Costantinopoli (381), momenti in cui pontefici erano rispettivamente San Silvestro I e San Damaso I, eventi capaci di rivoluzionare la storia della religione cattolica.
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