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I MISSIONARI ED IL NUOVO CONTINENTE

La colonizzazione e la cristianizzazione forzata portarono gli indios non solo alla morte fisica, ma anche a quella morale.
Le deportazioni di massa ebbero degli effetti devastanti sui popoli nativi. I conquistadores, con l’ausilio di preti, riuscivano a convincere gli indigeni che tali spostamenti avvenivano per condurli in una Terra Promessa.
I preti, senza il minimo scrupolo di “coscienza”, imbevevano di false credenze e di ideali di libertà e felicità popoli che non conoscevano la realtà della natura umana, e di cosa fosse capace un uomo pur raggiungere il proprio obiettivo di ricchezza e potere.
Solo quando si rendevano conto di essere stati ingannati, gli indios, ormai ridotti alla totale schiavitù, si suicidavano o si lasciavano morire di fame, rifiutando qualsiasi tipo di cibo.
Non venivano più procreati bambini, onde evitargli una vita di schiavitù. La fame e la fatica erano le uniche compagne della vita della maggior parte delle famiglie indios.
I neonati, con le donne prive di latte, morivano nei primi mesi di vita. A Cuba, in tre mesi, morirono circa 7000 bambini. Altre madri affogavano la propria prole per disperazione, ed alcune, rimaste casualmente incinte, usavano particolari erbe per poter abortire.
“Si tratta di un assassinio economico e i colonizzatori ne portano tutta intera la responsabilità”.
Ci furono missionari che benedirono massacri e stragi di innocenti, colpevoli solo di vivere pacificamente su terre ritenute ricche di tesori, ed i reali di Spagna, per completare il quadro, istituirono dei tribunali dell’Inquisizione, dedicati specificatamente per gli indios.
Non tutti i missionari approvarono la politica dei conquistadores: uno tra i più famosi membri della Chiesa che denunciarono le atrocità, gli abusi ed i massacri, commessi in nome di chissà quale Dio, fu il vescovo Bartolomè De Las Casas.
Cercò di far capire al governo spagnolo e all’intero “mondo civile” che i continui eccidi perpetrati dai colonizzatori, avrebbero condotto, come avvenne nella realtà, allo spopolamento del nuovo continente.
La soluzione dei conquistadores, alla quale
Riferimenti bibliografici:
- Tzvetan Todorov: “La conquista dell’America. Il problema dell’altro”
- David Stannard: “Olocausto americano: la conquista del nuovo mondo”
- T. Todorov, G. Baudat: “Racconti aztechi della conquista”
PARTE II
La conquista del Nuovo Continente, ad opera di persone senza scrupoli e votate alla distruzione indiscriminata, oltre all’appoggio incondizionato della Chiesa cattolica, aveva una base, per così dire, “legale”: il REQUERIMIENTO.
Si trattava di un documento che i conquistadores leggevano, rigorosamente in spagnolo, a coloro che stavano per essere sottomessi, prima dei massacri sommari.
La figura centrale di questo documento, paradossalmente, era Cristo, considerato “capo della stirpe umana”. Gesù donò il potere a Pietro (e anche qui ci sarebbe da discutere!), e questi ai suoi successori: i vescovi di Roma. Uno di questi pontefici, il ben noto Alessandro VI Borgia, donò il continente americano agli spagnoli, dichiarati quindi “legittimi dominatori”.
Le conseguenze furono tragiche, in termini di vite umane, di sviluppo economico e sociale!!
“Con ciò garantisco e giuro che, con l’aiuto di Dio e con la nostra forza, penetreremo nella vostra terra e condurremo guerra contro di voi…per sottomettervi al giogo e al potere della Santa Chiesa…infliggendovi ogni danno possibile e di cui siamo capaci, come si conviene a vassalli ostinati e ribelli che non riconoscono il loro Signore e non vogliono ubbidire, bensì a lui contrapporsi…” (tratto dal documento “Requerimiento”)
Le testimonianze degli storici, i racconti dell’epoca ed i documenti ufficiali relativi alla conquista del nuovo mondo, narrano di eventi di inaudita ferocia e crudeltà, dove il rispetto per gli esseri umani, uomini, donne o bambini che fossero, era inesistente. Solo l’accecante brama di conquista, ricchezza e potere spingeva i colonizzatori a degli atti efferati, dei veri e propri “crimini contro l’umanità”.
“Agli spagnoli piacque escogitare ogni sorta di inaudita atrocità…Costruirono pure larghe forche, in modo tale che i piedi toccassero appena il terreno (onde evitare il soffocamento), ed appesero – ad onore del redentore e dei dodici apostoli – ad ognuna di esse, gruppi di tredici indios, mettendovi sotto legna e braci e bruciandoli vivi” (tratto da una testimonianza dell’epoca – in bibliografia).

In altre situazioni gli spagnoli inventarono altre “piacevolezze”:
“Spesso staccavano ad uno un braccio, ad altri una gamba o una coscia, per troncare di colpo la testa a qualcun altro, non diversamente da un macellaio che squarta le pecore per il marcato”
Vasco de Balboa ne fece sbranare quaranta dai cani affamati!!
Spesso e volentieri le uccisioni degli indios non erano che un atto di pura ed immotivata crudeltà:
“Alcuni ‘cristiani’ incontrarono un’indiana con un neonato tra le braccia, a cui stava dando il latte; il cane che li accompagnava era affamato. Questi ‘uomini’ strapparono il bambino dalle braccia della madre e lo gettarono vivo in pasto al cane che, sotto i suoi occhi, lo fece a pezzi. Altre volte, se capitava che un neonato piangesse, gli stessi ‘cristiani’, prendevano la piccola creatura per le gambe e lo sbattevano contro le rocce”
Le atrocità commesse dalla “civiltà” colonizzatrice degli spagnoli sembravano essere la risultante dello sfogo ad ogni più macabra fantasia. Agli indios venivano amputate mani, piedi, naso, orecchie, genitali, mammelle, lingua.
Ad un enorme albero, sui cui rami erano state impiccate un gran numero di indiane, lo scempio era stato completato appendendo alle loro caviglie, per la gola, i loro figli piccoli.
La storia ci insegna, al di là di ogni possibile controversia, che questa è stata la civiltà portata dai colonizzatori, i famosi conquistadores.

Riferimenti bibliografici:
- Tzvetan Todorov: “La conquista dell’America. Il problema dell’altro”
- David Stannard: “Olocausto americano: la conquista del nuovo mondo”
- T. Todorov, G. Baudat: “Racconti aztechi della conquista”
Durante le ricerche effettuate in merito alle vere origini del cristianesimo e alla storia della Chiesa cattolica, lo studioso si imbatte spesso in storie di “ordinaria follia”. Quello che i testi di storia riportano, e cercano di insegnare agli studenti, sono solo notizie frammentarie, per lo più redatte dai consueti vincitori. Il vero problema è che tutto quello che si cela sotto questa pseudo – verità, è in realtà la parte più autentica e consistente del nostro retroterra storico. Sebbene l’omertà sia un vizio piuttosto diffuso, spesso, una voce fuori dal coro, riesce a destabilizzare tutto il costrutto teorico di secoli di verità celate.
Dopo che Cristoforo Colombo, nel 1492, fece la scoperta del nuovo continente, l’evoluzione storica dell’Europa ebbe un’improvvisa svolta: la brama di conquista, di nuove terre, di tesori nascosti, fece presa sulla maggioranza delle più importanti figure dell’epoca, Papa compreso.
Fu proprio il pontefice Alessandro VI Borgia che, con la bolla “Inter Caetera”, suddivise l’intero globo tra le principali potenze coloniali europee (principalmente spagnoli e portoghesi).
Ed è proprio dalla fine del XV secolo che iniziarono i guai per i popoli dell’America Latina. Lo stesso Cristoforo Colombo (come ci riferiscono cronisti dell’epoca) sognava di poter armare una nuova crociata in Terra Santa con l’oro “delle Indie”. C’è anche da dire che, quando lo stesso Colombo sbarcò a Cuba, i suoi abitanti erano circa otto milioni. Quattro anni dopo, grazie alla politica colonialistica europea, avallata e benedetta dai pontefici di turno, la popolazione dell’isola caraibica era scesa a poco meno della metà.
L’opera di conquista e sfruttamento del nuovo continente passava attraverso lo sterminio indiscriminato delle popolazioni autoctone, condotta dai conquistadores, sotto l’egida dei reali di Spagna e della fede cattolica. Tali condottieri avevano sempre al loro fianco dei “bravi sacerdoti”.
Hernando Cortez, Francisco Pizarro, Hernando De Soto, Pedro De Alvarado e molti molti altri, forti della schiacciante superiorità tecnologica e militare di cui erano in possesso, annientarono fiorenti civiltà come quella Maya, quella Inca e quella Azteca. Tale evento passò attraverso lo sterminio di milioni di persone.
Nei “Racconti aztechi della conquista”, raccolti da dei francescani, viene esplicitamente espresso che, sin dall’inizio, il massacro dei nativi americani, fu “benedetto da Dio”. Lo stesso Cortés era appoggiato dallo Stato pontificio: “questa era la volontà del Papa che aveva dato il suo assenso alla loro venuta”.
La conquista auspicata da Dio, e agita dai vari conquistadores, come detto poco prima, portò ad un vero e proprio genocidio: in Messico, in poco più di un secolo (1520 – metà del ‘600), la popolazione passò da 12 milioni di abitanti, a meno di un milione e trecentomila persone (il 90% della popolazione era stato sterminato); agli inizi del ‘500 i nativi del continente centro – sud americano erano all’incirca 70 milioni di persone. Alla metà del ‘600 erano ridotti a 7 milioni.
I racconti sulle atrocità dei conquistadores ci sono pervenuti grazie all’opera di alcuni missionari, anche se alle volte erano gli stessi “massacratori” che inviavano ai propri reggenti, dei resoconti dettagliati sulle procedure adottate: e nessuno ebbe mai a lamentarsi, né i reali di Spagna, tanto meno lo Stato Pontificio.
Le atrocità perpetrate contro gli indios sono state qualcosa di talmente crudele ed inumano che risulta difficile anche solo immaginare come un uomo possa compiere certi gesti con una tale efferatezza, senza subire alcuna condanna da parte della gerarchia ecclesiastica, e senza dover rispondere ad alcun tribunale costituito.
Continua…
Riferimenti bibliografici:
- J. Fo, S. Tomat, L. Malucelli: “Il libro nero del cristianesimo”
- Tzvetan Todorov: “La conquista dell’America. Il problema dell’ “altro”
- David E. Standard: “Olocausto americano: la conquista del nuovo mondo”
- T. Todorov, G. Baudot: “Racconti aztechi della conquista”
- Charles Fair: “Storia della stupidità militare”