Le origini del cristianesimo, sacre scritture, storia della Chiesa cattolica, l'Inquisizione, i Templari, le Crociate, il Vaticano e la Curia romana, crimini religiosi, verità scomode e nascoste, storia del papato, i Vangeli, Qumran e Nag Hammadi.
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Più che essere un vero e proprio articolo in merito agli argomenti che ho sempre trattato, questo vuol essere una riflessione scritta, a voce alta, per sapere anche e, soprattutto, cosa ne pensate Voi!
Seppure attacco
Mi sono però volontariamente imbattuto in un libro di uno scrittore venuto a mancare già da quattro anni, ma che ha lasciato un grande ricordo di sé e delle proprie parole: il toscano Tiziano Terzani.
Avevo già letto “Un indovino mi disse”; adesso mi sono cimentato in un suo libro del 2004, catturato dal titolo: “Un altro giro di giostra”.
Non ho nessuna intenzione di raccontare la trama né di fare una recensione del libro: è solo che Terzani è stato in grado, con le sue semplici parole, di far entrare in vibrazione in me, una sottile corda che non ritenevo esistesse.
La sua costante domanda e ricerca, che lo ha condotto in centinaia di paesi diversi, specialmente in Asia e Medio Oriente era: “Io, chi sono?”.
Immagino che ognuno di noi si sia posto tale domanda almeno una volta nella propria vita…….il problema è che, se anche proviamo a dare una risposta, ma una risposta seria, tutte le certezze che “possediamo” sembrano sciogliersi nel nulla.
Allora è meglio una vita inconsapevole?
E’ certo che non possiamo contare sul sostegno di un’entità ecclesiastica che, piuttosto che offrirci conforto, rimane concentrata su se stessa, pronta ad emettere sentenze su qualsiasi cosa che in definitiva non deve riguardarla, ma indifferente ai bisogni spirituali delle fin troppo numerose persone che hanno fiducia in questa “effimera creatura pluri - millenaria”.
Basta con le solite storie dei sei giorni della creazione, e del giorno di riposo, come se il Creatore fosse quasi un dipendente statale costretto a fare gli straordinari per arrotondare il magro bottino mensile. L’Universo è in continuo divenire, e non posso pensare che il Grande Artista, come lo chiamano gli indiani asiatici, una volta fatto il lavoro, si sia interessato a tutt’altro. Basta osservare la natura e la sua perfezione!
Basta con il peccato originale, con la creazione della donna dalla costola di un uomo, dando il via alla prima forma di razzismo comparso su questo pianeta.
Basta al Dio che predilige un popolo su tutti gli altri, lasciando tutto ciò che non è ebreo in balia del peccato, della morte e della distruzione.
Basta anche con le storie in cui Dio combatte al fianco del “suo popolo”, e distrugge il nemico senza la minima pietà.
Basta con il Dio geloso, rancoroso e che per un errore di “fabbrica” fa annegare milioni di persone, salvando invece gli animali!!!!
Come è possibile solo pensare ad un essere umano, così piccolo ed insignificante rispetto all’immensità dell’Universo, capace, con la propria vita e le proprie azioni, di offendere il Creatore tanto da meritarsi la dannazione eterna?
Mi rendo conto che quello di cui ho bisogno in realtà è ben altra cosa rispetto a quello che
Perché l’islamismo, il giudaismo ed il cristianesimo hanno avuto bisogno di un personaggio proveniente chissà da quale parte dell’aldilà per redigere un testo che poi è divenuto sacro?
Il popolo indiano, che continua a brancolare nella miseria, nel disagio, senza la possibilità di nutrirsi adeguatamente, e che continua a vivere in case fatte di paglia e sterco di vacca, è riuscito a dare al mondo intero degli enormi insegnamenti di saggezza e consapevolezza. I loro testi non sono libri sacri, scritti da divinità o da chi per loro. Si tratta di scritti messi sotto forma di racconti o aneddoti, raccolti nelle Upanishad, nei Vedanta, nel Baghavagita ed in altri ancora, dove non esistono imposizioni, dettami, minacce o promesse, ma solo storie con una morale che dovrebbe indurre alla riflessione.
La consapevolezza di Se e del mondo che ci circonda è alla portata di tutti, senza la necessità di intermediari “incaricati da Dio”
“Quando l’allievo è pronto, il maestro compare”