LA VERITA' TRA I RAMI DI ULIVO

Le origini del cristianesimo, sacre scritture, storia della Chiesa cattolica, l'Inquisizione, i Templari, le Crociate, il Vaticano e la Curia romana, crimini religiosi, verità scomode e nascoste, storia del papato, i Vangeli, Qumran e Nag Hammadi.

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07.05.2007 Un ragazzo divenuto uomo inseguendo con passione le sottili tracce della Verità, quella scomoda, imbarazzante, fastidiosa e taciuta....quella che non andrebbe mai raccontata!

In una società così appestata e maleodorante, ci sarà pure qualcosa in cui credere...!

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lunedì, 11 giugno 2007

LA “SANTA†INQUISIZIONE

 C’E’ SEMPRE UN “INNOCENZO” NEI GENOCIDI DELLA CHIESA !



Papa Innocenzo III


Papa Innocenzo IV

 

 

 

Agli inizi dell’XI secolo Pier Damiani affermò, non senza giustificato orgoglio, che i santi sono disposti a sacrificare la propria vita per la fede, ma non uccidono gli eretici.

Nel 1162, Papa Alessandro III, valutando il caso di alcuni catari, dichiarò, con estrema semplicità, che “era meglio perdonare il colpevole, piuttosto che togliere la vita all’innocente”.

Purtroppo la storia ha ampiamente contraddetto questi due personaggi: il percorso propugno non è stato mai seguito, in particolare durante il periodo più buio del Medioevo.

Pochi individui illuminati non potevano riuscire nell’impresa di penetrare nella profonda oscurità di quei secoli successivi all’anno mille, secoli di terrore, follia e morte.Papa Gregorio IX

Proprio Papa Alessandro III, durante il suo “mandato” sul soglio pontificio, dette indicazioni, come conseguenza del Concilio Laterano III, direttamente ai vescovi, di indagare sugli eretici, anche sulla base del solo “sospetto”. Tale decisione fu il primo passo verso la creazione della “Santa Inquisizione”!

La storia non potrà mai smettere di indicare la figura di Papa Innocenzo III come colui che indisse la Crociata contro i càtari (chiamati Albigesi dalla città, Albi, dove molti di loro vivevano in pace e armonia). Si trattò di un vero e proprio massacro: “il massacro degli innocenti”! Una Crociata di cristiani contro cristiani, colpevoli, per lo più, di non condividere il modo di vivere della maggioranza degli alti prelati che albergavano nello Stato Pontificio. Un modello da non imitare, fatto di lascivia, ricchezza, scandali, immoralità e tutto ciò che non aveva a che fare con la cura spirituale delle anime dei propri fedeli.

La caccia ai càtari, fu una persecuzione senza tregua, dove non vennero risparmiati vecchi, donne e bambini.

Come se tutto ciò non fosse sufficiente, Papa Innocenzo III, con i decreti del 1199, Licet heli, e del 1206, Qualiter et quando, stabilì che l’accusa d eresia poteva essere formalizzata anche sulla sola base della “fama pubblica” (erano sufficienti le voci che correvano sul conto delle varie persone).

Anche Papa Gregorio IX ebbe un ruolo di primo piano nel massacro indiscriminato dei “presunti” eretici, creando un clima surreale, dove tutti, pur di salvare la pelle, accusavano tutti.

Tale pontefice tolse il potere di indagare sugli eretici ai vescovi, ed istituì un’organizzazione speciale della Chiesa cattolica, denominata “Santa” Inquisizione. Nata nel 1233, tale organismo persecutorio (ancora vivo e vegeto oggi, anno 2007, con un nome diverso: Congregazione per la Dottrina della fede!), divenne effettivo nel 1235, ed il suo controllo venne affidato all’ordine dei domenicani, nato alcuni anni prima per opera di Domenico di Guzman.

L’attività inquisitoria fu capillare e scrupolosa, lavorando alacremente nel massacro degli ultimi catari. Le ultime roccaforti di tale “eresia” furono la rocca di Montsegur (1244) e la città di Queribus (1255).

Da questo periodo la “Santa” Inquisizione divenne a tutti gli effetti un vero e proprio corpo di polizia della Chiesa cattolica romana, comandata dal pontefice in persona.

Il quadro disarmante, e terrificante allo stesso tempo, divenne completo con Papa Innocenzo IV, che deliberò ed autorizzò ufficialmente il ricorso alla tortura per “promuovere l’opera di fede in modo più veritiero”.

Bonifacio VIII dichiarò “…che nel processo inquisitorio contro la malvagità eretica, si possa procedere in modo semplice ed extra-giudiziario, al di fuori del fracasso degli avvocati e dalla procedura giudiziaria”Papa Bonifacio VIII

I processi rimasero sempre una stretta prerogativa dell’ordine ecclesiastico, e furono sempre dei processi sommari, dove l’accusato non poteva sapere chi l’accusava, per cosa era accusato e, soprattutto, la condanna veniva comminata senza la possibilità di difendersi.

Federico Barbarossa dichiarò fuorilegge gli eretici nel 1184, e nel 1197 Pietro d’Aragona li condannò al rogo.

L’imperatore Federico II emanò una serie di editti, tra il 1220 ed il 1239, con i quali condannava gli eretici alla confisca dei beni, all’esilio, alla prigione a vita ed infine al rogo.

In Inghilterra, la pena del rogo, venne approvata nel 1401 con l’editto “De haeretico comburendo”.

La “Santa” Inquisizione ebbe il suo massimo “fulgore” verso la metà del ‘300, sviluppandosi, in maniera capillare, soprattutto in alcuni paesi europei, da sempre considerati devoti all’ordine pontificio e difensori del cristianesimo (Spagna, Francia, Germania).

 

Riferimenti bibliografici:

 

-          Vanna De Angelis: “Le streghe – roghi, processi, riti e pozioni”

-          David C. Murray: “I percorsi delle eresie”

-          Italo Mereu: “Storia dell’intolleranza in europa”

-          N.Benazzi, M. D’Amico: “Il libro nero dell’Inquisizione

-          G. G. Merlo: “Eretici ed eresie medievali”


postato da: silas2 alle ore 11/06/2007 11:11 | link | commenti (3)
categorie: eresia, santa inquisizione, crociata contro gli albigesi, genocidi cattolici
sabato, 19 maggio 2007

LA CROCIATA CONTRO GLI ALBIGESI

 

 

IL MASSACRO DEGLI INNOCENTI

 Resti della roccaforte di Montsegur

 

Per un giorno vorrei fare un salto temporale e passare dalla Palestina del I secolo d.C. a quella che sarebbe divenuta la Francia del XII – XIII secolo d.C.

I catari erano una setta religiosa definita eretica, tanto per cambiare, dalla Chiesa Cattolica Romana, e come tale rappresentava un pericolo per quella che sarebbe dovuta divenire la religione principale nell’Europa del tempo. Ogni piccola sbavatura a quello che era il dogma cattolico, sancito prevalentemente con il Concilio di Nicea del 325 d.C., veniva considerato una minaccia mortale, tanto da dover essere combattuto con tutte le possibili armi a disposizione.

La popolazione dei catari era una piccola comunità di uomini religiosi che aveva fatto voto di povertà e di castità, vivendo di quel poco che riuscivano ad ottenere dalla terra e dalle offerte delle persone con le quali entravano in contatto. Giravano per il sud della Francia in coppia, vestiti con delle semplici tuniche bianche, legate in vita da una comune corda. Non avevano denaro tanto meno possedimenti.

Durante la loro giornata predicavano il messaggio di Gesù Cristo alla gente comune, in particolare alla povera gente, sempre bisognosa di una parola di conforto e, alle volte, anche di una mano. Spesso la coppia di catari si fermava in un luogo e trascorreva la giornata aiutando la povera gente a lavorare la terra, compito sempre più arduo per coloro che dovevano dare gran parte dei loro beni ai signorotti del posto come tassa obbligatoria. I catari ricevevano in cambio soltanto qualcosa da bere e da mangiare, e non chiedevano altro.

Con il passare del tempo i catari iniziarono ad essere conosciuti ed apprezzati per le loro qualità e per le loro opere di bontà. I francesi del tempo, nel sud del paese li chiamavano, traducendolo in italiano, “gli uomini buoni”. Erano ben visti anche dai sovrani del posto, alcuni dei quali aderirono alla fede catara.

Dal punto di vista religioso abiuravano il crocifisso, poiché ritenuto, forse a ragione, non tanto il simbolo di Cristo, ma solamente uno strumento di tortura. Non credevano nella resurrezione della carne, tanto meno nella “Santa Trinità”. Insomma le loro idee si discostavano piuttosto ragionevolmente da quelle della Chiesa ortodossa del tempo. Ritenevano infatti, seguendo la linea degli gnostici, di poter progressivamente giungere alla conoscenza di Dio attraverso l’esperienza diretta del divino; non era assolutamente necessaria l’intercessione di preti e sacerdoti. Solo i perfecti, che erano gia giunti all’unione con il divino, potevano aiutare i nuovi discepoli nella conoscenza di quella scintilla divina che, secondo i catari, si troverebbe in ogni uomo.

Per i catari il mondo terreno era il male e non era la vera vita; rifiutavano l’immacolata concezione e Gesù, sebbene adorato, veniva considerato un uomo ricolmo di Spirito Santo, ma pur sempre un uomo.

Ovviamente tutto questo era inammissibile per Roma, il che produsse un forte risentimento da parte dell’intera Curia. Vennero mandati degli ecclesiastici in terra catara, principalmente la Linguadoca, con l’unico scopo di riportare all’ordine tali dissidenti religiosi, ma la spedizione fu un fallimento, anche perché il catarismo aveva preso ampiamente piede in quelle terre, appoggiati anche dai signori del posto. Lo stesso Bernardo di Chiaravalle, che venne anche fatto Santo, osservando la vita dei catari e i loro rituali religiosi che non richiedevano assolutamente la presenza di un officiante, riportò a Roma che non aveva mai visto tanta semplicità ed amore in quei rituali, da non vederci niente di male.

La Chiesa non poteva certo permettersi un “affronto”del genere, ed in maniera piuttosto “semplice” venne indetta la crociata contro gli Albigesi (dal nome dei catari che risiedevano nella città di Albi, nel sud della Francia). Tale crociata, infamante per il nome della Chiesa Cattolica Romana, non viene infatti riportata sui libri di scuola, poiché sarebbe troppo evidente l’errore e l’orrore commesso dai due papi: Innocenzo III e Gregorio Magno. Il primo, nominò Simon de Monfort capo delle forze armate ed indisse la crociata; il secondo dette ordine di costituire la famosa quanto terrificante “Santa Inquisizione”, fondata poi da Domenico di Guzmann, creatore oltre tutto dell’ordine dei domenicani e, è la pura verità, nonostante lo sterminio di migliaia e migliaia di persone innocenti, venne addirittura santificato.

 

Cvalletto per allungare gli arti-I metodi dell’Inquisizione (fig. 1)

 

 

In quel tempo era all’apice del suo potere l’ordine dei Templari, il quale per istituzione rispondeva delle proprie azioni solo al papa. La storia ci ricorda che in quel frangente, nella crociata contro i catari, nessun templare partecipò minimamente; anzi molti catari riuscirono a sfuggire alla morte in guerra prima e alle torture poi, proprio arruolandosi con i cavalieri Templari.

Nel 1244 l’ultima roccaforte del catarismo e quindi dello gnosticismo crollò sotto i colpi terribili della politica di una  Chiesa, attenta più al mantenimento di un totale controllo spirituale e temporale dell’Europa del XIII secolo, che non della vita umana, in tutte le sue più vere manifestazioni.

 

I fasulli tribunali dell'inquisizione-Il giudizio dei catari di Carcassone (fig. 2)

 

 

Non venne risparmiato nessuno. Nell’assedio di Montsegur, vennero dati alle fiamme uomini, donne e bambini, rifugiatisi nella rocca nel tentativo di scappare alla persecuzione.

Quando al legato pontificio Arnauld - Amauri venne chiesto da un ufficiale, prima dell’inizio dell’assedio di una delle roccaforti catare, come avrebbero fatto a distinguere gli eretici dalle persone “normali”, il legato rispose: "Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi!" Nel 1244 finisce la storia di una delle sette religiose più pacifiche ed amate fino a quel tempo, sebbene le loro idee si discostassero poco dall’ortodossia di Roma. La roccaforte di Queribus fu l'ultima, cronologicamente a cadere (1255)

Papa Giovanni Paolo II, ha chiesto, a nome dell’intera Chiesa Cattolica, scusa per quello che è accaduto con le crociate: chissà se era compresa anche quella contro i catari?

Sebbene non condivida molte delle idee dei Testimoni di Geova questo passo mi sembra significativo:

"Una questione più iportante per i veri cristiani è se sia appropriato venerare lo strumento usato per uccidere Gesù.....Supponete che un vostro caro sia stato barbaramente ucciso e l'arma del delitto portata in tribunale come prova. Cerchereste di entrarne in possesso per fotografarla e stamparne molte copie da distribuire? Duplichereste l'arma in varie dimensioni? Creereste dei gioielli con quella forma? Chiedereste ad una azienda di farne delle riproduzioni per venderle ad amici e parenti affinchè siano venerate? Probabilmente il solo pensiero vi fa inorridire! Eppure in relazione alla croce sono state fatte proprio queste cose"

Tratto da "Svegliatevi" numero di aprile 2006

 


postato da: silas2 alle ore 19/05/2007 11:25 | link | commenti (3)
categorie: catari, le crociate, crociata contro gli albigesi


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