LA VERITA' TRA I RAMI DI ULIVO

Le origini del cristianesimo, sacre scritture, storia della Chiesa cattolica, l'Inquisizione, i Templari, le Crociate, il Vaticano e la Curia romana, crimini religiosi, verità scomode e nascoste, storia del papato, i Vangeli, Qumran e Nag Hammadi.

TUTTO CIO' CHE VIENE RIPORTATO IN QUESTO BLOG E' SUPPORTATO DA TESTI, ARTICOLI, DOCUMENTI E TESTIMONIANZE SCRITTE.

CHI SONO

Utente: silas2
07.05.2007 Un ragazzo divenuto uomo inseguendo con passione le sottili tracce della Verità, quella scomoda, imbarazzante, fastidiosa e taciuta....quella che non andrebbe mai raccontata!

In una società così appestata e maleodorante, ci sarà pure qualcosa in cui credere...!

Lo spazio commenti è di tutti coloro che visitano questo blog e hanno voglia di un confronto sereno e costruttivo!



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lunedì, 17 settembre 2007

LA VERA FAMIGLIA DEL VERO GESU’

 E LA CHIESA UFFICIALE CHE DICE ?

 

 

 Che dire !!

Quello che si può dire sulla vera famiglia del Cristo è stato in gran parte taciuto dalla Chiesa Romana. Sin dalle origini del cristianesimo i Padri della Chiesa si sono alacremente operati per celare ciò che probabilmente era evidente negli scritti testamentari originali. Nonostante questa continuata opera di mistificazione, non sempre l’evidenza dei fatti è stata celata efficacemente.

L’esegesi biblica, in mani adeguate, è un’arma potentissima, capace anche di far traballare le sedie dove i porporati si sistemano comodamente.

Gesù non era di Nazareth, perché tale città, all’epoca, non esisteva, e la conferma ci viene da vari storici, in primis Giuseppe Flavio. La parola Nazareno è solo una derivazione etimologica dell’omonima città della Galilea (comparsa a partire dal IV secolo d.C.). Non è nemmeno nato a Betlemme durante il censimento romano, perché tale censimento, effettuato da Quirino nel 6 – 7 d.C., trovava Gesù di almeno una decina di anni, ed Erode il Grande sotto terra già da un pezzo. Niente strage degli innocenti e niente fuga in Egitto.

Sorvoliamo sulla fecondazione di Maria da parte dello Spirito Santo. Resta il fatto che la verginità eterna della Madonna è un’invenzione risalente al II secolo d.C.: primo perché la stessa nascita del Messia, scientificamente, non può aver lasciato le “cose” come erano in origine; secondo perché Maria, la madre di Gesù, ha avuto altri tre figli e due figlie da Giuseppe, consumando dei normali rapporti sessuali matrimoniali. La Chiesa può continuare anche a dire che si tratta di cugini, parenti, ma mente consapevole di quello che dice.

Giuseppe, il cosiddetto padre putativo del Cristo o, secondo i punti di vista, il vero padre di sangue, non scompare affatto dai testi canonici. Si tratta solo di un abile camuffamento che ormai ha fatto il suo tempo. Il discendente della stirpe di Davide, viene chiamato con vari nomi, tranne che con quello che, almeno inizialmente, gli apparteneva. Giuseppe, nel Nuovo Testamento, personaggio scomodo per i Padri della Chiesa, perché vero padre dei fratelli del Signore, trova i nomi di Cleofa, Cleopa, Clopas o Alfeo. I nomi di Giacomo, Simone e Giuda, fratelli del Cristo, sono legati sempre tra di loro o con uno dei nomi sopra indicato per il proprio padre carnale.

Gesù veniva realmente chiamato il Nazireo, dalla setta religiosa alla quale apparteneva. E non solo lui: anche i tre fratelli, anche se con intenti differenti. I Nazirei vivevano seguendo la Legge, e molti di questi venivano denominati gli “zelanti della Legge”. Si hanno così Simone lo zelota e Giuda “fratello di Simone”,  il sicario. Solo Giacomo ebbe un ruolo preponderante nella comunità giudaica del tempo: veniva chiamato “il Giusto”, perché con tale nome venivano indicate “le colonne” del popolo ebraico (la prima colonna fu il famoso Noé!). Giacomo è stato recentemente accostato al Maestro di Giustizia della comunità di Qumran. Le analogie tra queste due figure sono tali e tante, che sarà veramente difficile smentire studiosi della statura di R. Eisenman.

Giacomo fu vescovo della Chiesa di Gerusalemme, quella parte di Chiesa in opposizione alla fazione farisaica, dal 40 al 62 d.C. Successore di Gesù nella guida apostolica, sposò il nazireato a vita, il che prevedeva i voti di castità, obbedienza e povertà. Propugnò la conversione del popolo ebraico e non dello straniero o dei gentili (come venivano chiamati allora). La circoncisione, anche se mutata da un’antica tradizione egizia, era un requisito fondamentale per i Nazirei, così come le relative festività e le varie regole.

 

Studi in corso……………

 

Riferimenti bibliografici:

-         R.Eisenman: “Giacomo il fratello di Gesù”

-         Vangeli Apocrifi – Einaudi

-         R. Eisenman: “I misteri di Qumran”

-         E. Pagels: “Vangeli Gnostici”

-         E. Pagels: “Il Vangelo di Tommaso”

-         Il Vangelo di Giuda – National Geografic


mercoledì, 29 agosto 2007

GLI EBIONITI

 LA COMUNITA’ DEL DESERTO

 

 Resti di Qumran

Tante parole sono state scritte su coloro che, vivendo nella città di Qumran, si erano isolati dalla falsità e dal collaborazionismo delle principali caste gerosolimitane: sadducei, ed in particolare, i farisei.

Esisteva un totale disaccordo tra le due opposte fazioni, anche se tra i sadducei, secondo alcune teorie di R. Eisenmann, erano parecchi coloro che si schieravano dalla parte dei sostenitori della “vera” Legge mosaica: gli Ebioniti o Esseni o Nazirei o Comunità del Deserto, seguivano rigorosamente gli insegnamenti della Legge, senza possibilità di compromessi.

Sono molti gli autori che hanno provato ad identificare gli abitanti di Qumran, e di altre città della Palestina del I secolo d.C., come una specie di ordine monastico – ascetico. Una setta isolata dal resto del mondo ebraico, dove gli unici interessi erano rappresentati dalla preghiera e dalla stretta osservanza della rigida Legge mosaica.

I frammenti emersi dalle grotte del Wadi Qumran hanno rivoluzionato la visione, in generale e nel particolare, della storia dell’ebraismo e dello stesso cristianesimo; un po’ d’ordine in quello che è il contesto storico di una Comunità (Yahad) che riveste un’importanza fondamentale per la valutazione  e lo studio del Gesù storico.

Quel buco di quasi trenta anni nella vita di Cristo pesa come un macigno per ogni studioso delle origini del cristianesimo. Il Vaticano sono duemila anni che fa orecchie da mercante!

Che le Sacre Scritture non parlino del popolo degli Ebioniti o Esseni, non significa certo che tale comunità non sia mai esistita, o che non abbia avuto importanza nella storia dei giudeo – cristiani!

E’ essenziale sottolineare, innanzi tutto, che a Qumran non vivevano solo i membri di un ordine “monastico”.

La Comunità del Deserto era costituita da una grande varietà di persone, tra le quali c’era una setta religiosa che seguiva i sacri precetti dell’obbedienza alla Legge, della castità e della povertà. Un gruppo religioso dove c’era il Mebakker, il sovrintendente della comunità, il Gran Maestro di Giustizia, ed un consiglio costituito da 12 membri: come le tribù di Israele, e come gli apostoli!

Ma la cosa più importante, trascurata per troppo tempo dalle fonti ufficiali, in particolare quelle vicine alla “Santa Romana Chiesa”, è che a Qumran non viveva solo una setta religiosa, esclusivamente costituita da uomini. Insieme a questi religiosi vivevano molte altre persone, anch’esse ligie alle regole ebraiche, contrarie al collaborazionismo e alla falsità di farisei e sadducei, e che da sempre osteggiavano l’oppressore romano (i Kittim). Molte di queste persone, pur vivendo nella stessa comunità dei sacerdoti esseni, non avevano gli stessi doveri spirituali, come per esempio la castità. Sebbene i Padri della chiesa affermassero che Qumran fosse stata abitata solo da sacerdoti uomini, i ritrovamenti di numerose tombe, contenenti i resti, non solo di uomini, ma anche di donne e bambini, conferma le teorie di numerosi studiosi, attestanti quanto fosse variegato l’ambiente della città della Giudea.

Nazirei, esseni, ebioniti, sicari, zeloti, zaddikim, non erano altro che nomi differenti per indicare le stesse persone, la cui unica differenza era quella legata non tanto ai relativi interessi, ma alle modalità di esecuzione. Lo stesso Gran Maestro di Giustizia, secondo molti lo Zaddok, era contro farisei, sadducei, romani ed erodiani: rispetto agli zeloti e ai sicari cambiava il modo di agire.

Se ci si ferma a riflettere sul gruppo degli apostoli che seguiva Gesù durante la sua predicazione, troviamo Giuda Iscariota, che in realtà era un sicario, vicino alla Comunità del Deserto; Simone lo zelota, Giuda Taddeo (secondo alcune teorie particolarmente attendibili) il nazireo, oltre che uno dei fratelli di Gesù, Giacomo il “minore”, che in realtà si chiamava il “Giusto”, e fratello del Cristo, e che divenne il primo vescovo di Gerusalemme, seguendo i precetti del nazireato.

Alcuni testi affermano che anche il resuscitato Lazzaro sia stato uno zelota (anche se resta da valutare).

La componente prettamente religiosa, quella del nazireato a vita, simile ad un vero e proprio ordine monastico, era costituito da uomini vestiti esclusivamente di lino. Una lunga tunica bianca li rivestiva, spesso legata in vita da una fascia, sempre di lino.

E’ certo che l’influenza che ha avuto nel tempo la Comunità del Deserto, nata ben prima di Gesù, almeno un paio di secoli, è stata di così ampia importanza, che risulta difficile comprendere come sia stato possibile occultare la portata di un evento così straordinario.

Lo stesso Gesù scelse 12 apostoli, non solo come le dodici tribù di Israele, ma soprattutto, provenendo da quell’ambiente, come i 12 membri del consiglio Essendo: Gesù era un nazireo e non un nazareno, dato che quest’ultima parola non è altro che una interpolazione della parola Nazaret.

I Templari, quasi un millennio dopo, adottarono il Setekh (la Regola) della Comunità del Deserto: obbedienza, castità e povertà, e come gli esseni, anche i Poveri Cavalieri di Cristo, entrando nel rispettivo Ordine, gli cedevano ogni proprio avere.

Anche i Templari avevano una lunga tunica bianca, legata in vita da una corda, e prima di loro gli stessi Catari, nel sud della Francia, indossavano un abito analogo, con un cappuccio.

Molti dei rituali cristiano – cattolici che oggi giorno vengono eseguiti durante le funzioni religiose, affondano le proprie radici nella tradizione ebraica, in particolare in quella dettata dalla Legge Mosaica.

San Paolo ha fatto di tutto per allontanare quella nuova religione, di cui lui stesso fu il fondatore, insieme ai numerosi Padri della Chiesa, dalle radici ebraiche che Gesù non avrebbe mai abbandonato e che Giacomo, fratello di Gesù “secondo la carne”, ha cercato di trasmettere alle nuove generazioni, in cambio della propria vita.

 

Riferimenti bibliografici:

-         R. Eisenmann: “Giacomo fratello di Gesù”

-         D. Donnini: “Gesù e i manoscritti del Mar Morto”

-         B. Ehrman: “Gesù non lo ha mai detto”

-         M. Silazio: “Masada”

-         E. Pagels: “Vangeli gnostici”


postato da: silas2 alle ore 29/08/2007 22:47 | link | commenti (6)
categorie: rotoli del mar morto, esseni, origini del cristianesimo, ebioniti


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