LA VERITA' TRA I RAMI DI ULIVO

Le origini del cristianesimo, sacre scritture, storia della Chiesa cattolica, l'Inquisizione, i Templari, le Crociate, il Vaticano e la Curia romana, crimini religiosi, verità scomode e nascoste, storia del papato, i Vangeli, Qumran e Nag Hammadi.

TUTTO CIO' CHE VIENE RIPORTATO IN QUESTO BLOG E' SUPPORTATO DA TESTI, ARTICOLI, DOCUMENTI E TESTIMONIANZE SCRITTE.

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Utente: silas2
07.05.2007 Un ragazzo divenuto uomo inseguendo con passione le sottili tracce della Verità, quella scomoda, imbarazzante, fastidiosa e taciuta....quella che non andrebbe mai raccontata!

In una società così appestata e maleodorante, ci sarà pure qualcosa in cui credere...!

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domenica, 07 giugno 2009

ATTENTATO AL PAPA !

KAROL WOJTYLA NEL MIRINO DI CHI............?

I due colpi

Mercoledi 13 Maggio 1981, un presunto killer dei "Lupi grigi", Alì Agça, legato al fronte di liberazione turca, spara due colpi di pistola verso Giovanni Paolo II, in Piazza San Pietro.
Il Papa viene trasferito in urgenza al Policlinico Gemelli, dove viene sottoposto ad intervento chirurgico. Se il proiettile che lo ha ferito gravemente all'addome non fosse stato deviato da un dito dello stesso pontefice, il colpo sarebbe risultato mortale.

Da questo drammatico episodio il pontificato di Giovanni Paolo II subì un drastico viraggio. Lo stesso Papa disse che "se era ancora vivo lo doveva alla Madonna, per la Sua intercessione".

Molte cose restano avvolte ancora nel mistero. Il Vaticano non hai mai voluto rendersi partecipe alle indagini della magistratura italiana. Karol Wojtyla si trovava stretto in una morsa micidiale, e le informazioni che gli mancavano o che aveva voluto trascurare, gli giunsero, anche se di questo non potremo mai esserne certi, dal suo stesso attentatore. Rimane nei ricordi di molti, l'immagine del colloquio privato tra il Papa ed Alì Agça, presso il carcere di Rebibbia a Roma. Cosa si dissero non lo sapremo mai, ma la vita del pontefice cambiò radicalmente da quel giorno!

Sono state dette e scritte un'infinità di parole, ma la maggior parte di queste avevano l'unico scopo di depistare le indagini della magistratura italiana. Si è parlato del Fronte Turkesh, di "Bulgaria connection", di tutti i possibili ed inimmaginabili servizi segreti, di un folle, spinto da deliri di onnipotenza, senza alcun legame con "poteri forti".

Ma quelli, sebbene siano in molti a far finta di non ricordarsi, sono gli anni dello scandalo della P2, dell'arresto di Roberto Calvi, del crack del Banco Ambrosiano, di Licio Gelli, gran maestro della loggia Propaganda 2, alla quale aderivano eminenti personaggi del politica e della religione, del boom della Banda della Magliana e del tristemente famoso Renatino, del rapimento di Emanuela Orlandi. E sebbene molti continuino a dire che l'attentato al Papa è stato una macchinazione dei servizi segreti dell'est, lo stesso ex lupo grigio, Alì Agça, affermò "di avere dei complici in Vaticano" senza accennare ad alcun nome.

Quello era anche il periodo di Marcinkus e dei giochi sporchi dello IOR, nei confronti dei quali Wojtyla divenne sempre più consapevole. Sebbene gli scandali dello IOR erano divenuti di dominio pubblico, il Papa aveva un debito nei confronti di Marcinkus, per l'aiuto economico fornitogli per la liberazione della sua Polonia.

In quegli stessi anni (1982 - 1983), l' Opus Dei ottenne quello che desiderava più di ogni altra cosa: divenire una prelatura personale del pontefice, in modo tale da non dover render merito delle proprie azioni se non esclusivamente allo stesso Papa. Escrivà De Balaguer ci aveva provato con Papa Giovanni XXIII e con Papa Paolo VI, senza ottenere il ben che minimo risultato. Fu il prelato Alvaro del Portillo ad ottenere tale riconoscimento da Giovanni Paolo II. Il Papa polacco dovette procedere in tal senso....questione di "doveri" imprescindibili.

Il rapimento della giovane Emanuela Orlandi, dette il colpo definitivo a quelle che erano le vecchie credenze di un pontefice, divenuto Vicario di Cristo, per raggiungere degli obiettivi più politico- economici che ecumenici.

Ma le cose erano destinate a cambiare rapidamente........

 

continua....


venerdì, 05 giugno 2009

"UN INCREDIBILE SANTO SPAGNOLO!"

JOSE'MARIA ESCRIVA DE BALAGUER

"San Josemarìa"!

Le informazioni che si possono reperire in circolazione, in merito al sacerdote spagnolo di Barbastro, sono quanto mai contraddittorie. Se da una parte si dice tutto il male possibile di colui che è stato il fondatore dell'Opus Dei, da un'altra si sente dire che fu un religioso capace di dedicarsi ai poveri e agli ammalati, compiendo numerose guarigioni "definite" a dir poco miracolose.

Su questo spazio ho riportato in più occasioni quelle che sono testimonianze reali e documentate. Racconti di persone che hanno avuto la "sfortuna" di far parte, per un periodo della propria esistenza, dell'organizzazione di Balaguer, e che sono stati capaci di uscirne, anche se in condizioni disastrose.

In molti paesi, e non solo europei, sono state create delle organizzazioni a sostegno di tutti coloro che, incappati nella ragnatela opusiana, cercano disperatamente di uscirne. Tali siti possono essere trovati tra i link di questo stesso blog. Le testimonianze sono a dir poco raccapriccianti, anche se, a dimostrazione dell'attendibilità di tali parole, molto simili tra di loro.

Balaguer era un uomo di estrema destra che, durante la guerra civile spagnola, fornì il massimo appoggio al governo dittatoriale di Franco. Molti degli elementi principali di quel "governo" erano legati all'Opera.

Lo stesso Balaguer mostrò in più di un occasione di provare una certa stima per le idee politiche di Mussolini e di Hitler.

La sua creatura, datata 1929 (anche se alcuni tendono ad assegnargli il 1928, anche se poco cambia nel contenuto), è tuttora viva e, a dire il vero, è più forte che mai.

La cosa incredibile è che, se si da un'occhiata sul web (e tra i siti di disinformazione si trova anche wikipedia), non si parla del legame tra Opera e Fascismo (Francisco Franco) e, ancora meno, si fa il minimo cenno al fatto che, nel 1982, Papa Giovanni Paolo II conferisce il titolo di prelatura personale ad un'organizzazione da molti definita come una vera e propria setta. In precedenza l'unico Ordine ad aver ricevuto tale particolare vantaggio, è stato quello dei Cavalieri Templari.

C'è anche da dire, e la cosa ha lasciato non poche persone frastornate, che il 6 ottobre del 2002, Balaguer è divenuto "Santo" (lo stesso anno di Padre Pio, sebbene quest'ultimo lo sia diventato con 5 accuse della congregazione per la dottrina della fede, ancora pendenti, e nessuno si è mai degnato di provvedere ad eliminare tanto ingiusto disonore!).

Giovanni Paolo II è riuscito a sorprendere i fedeli in molti modi differenti: alcuni di incredibile portata religiosa ed ecumenica, altri assolutamente deprecabile ed indegni per un pontificato durato un quarto di secolo.

Se si vuole veramente conoscere la figura di Balaguer, ci sono sul mercato cartaceo due testi che non possono non venir letti: il primo è "Il Cammino" dello stesso Balaguer, mentre il secondo è "Opus Dei segreta" di Ferruccio Pinotti

Buona lettura

Silas


giovedì, 19 febbraio 2009

OPUS DEI

LA  VERITA’ VI RENDERA’ SCHIAVI

Il Fondatore

 

Quando ci si ritrova a parlare e a scrivere dell’Opera di José Maria Escrivà de Balaguér, si ha quasi l’impressione di dire o udire delle storielle, fantasie di menti calunniatrici. Eppure quello che ho sempre riportato sul mio blog è solo il frutto di testimonianze reali e veritiere, confrontabile, senza difficoltà, con la bibliografia che sono solito indicare alla fine del testo.

Escrivà de Balaguér era un uomo, prima di essere sacerdote, piuttosto particolare e problematico. Dall’apparenza non è possibile giudicare o, comunque, farsi un’idea precisa di una persona, perché, sebbene apparisse un uomo pressoché normale, di problemi irrisolti doveva averne parecchi.

“L’opera di Dio”, creata nel 1928 da questo individuo, non aveva, e non ha, niente di divino. L’Opus Dei, oltre ad essere considerata dalla maggior parte degli addetti ai lavori, una setta segreta, difficilmente riconoscibile, sia nei membri che ne fanno parte, sia in molte delle loro sedi “istituzionali”, risulta essere un’organizzazione particolarmente politicizzata, sottilmente partecipe ad ogni forma di vita sociale.

Per farsi un idea, durante il periodo del governo franchista in Spagna, la maggior parte degli elementi che dirigevano il paese erano membri dell’Opera. Fedeli alle ideologie di Franco e vicini ai movimenti politici di destra, dopo il crollo del fascismo e del nazismo, l’Opus Dei ha perso molta della forza che riteneva di aver acquisito da tale appartenenza.

E’ interessante leggere il testo scritto dallo stesso Escrivà de Balaguér, “Il Cammino”. L’apoteosi della follia che niente ha a che vedere con la religione cristiana. Un inno alla fustigazione, all’umiliazione, alla denigrazione, all’annientamento dell’uomo come singola persona, alla disintegrazione della propria autostima. Il tormento della carne è un lato impressionante, anche se, in fin dei conti, il meno peggiore rispetto all’annullamento psichico a cui vanno inevitabilmente incontro certe persone che cadono nelle maglie dell’Opera.

Il cilicio e la fustigazione sembrano bazzecole rispetto al tasso di suicidi registrato tra membri ed ex appartenenti all’Opus Dei (anche se Escrivà de Balaguèr, per la fustigazione, utilizzava una particolare frusta a più corde, con in fondo legate o delle biglie di ferro o delle lamette, tanto che, persone a lui vicine hanno scritto di aver visto muri imbrattati di sangue – Alberto Moncada).

In Spagna, a Pamplona, esiste un ospedale notoriamente di appartenenza opusiana. Sono molte le testimonianze scritte su ciò che accade al quinto piano di quella struttura, il reparto psichiatrico, che oltre ad accogliere pazienti con veri disturbi mentali, contiene molti membri dell’Opera che hanno realizzato cosa sia realmente l’organizzazione in cui sono rimasti intrappolati.

Ci vuole coraggio a chiamare tale organizzazione “Opera di Dio”

 

Bibliografia

F.Pinotti : “Opus Dei Segreta      

P.Hertel: “I segreti dell’Opus Dei. Documenti e retroscena”

J.Ynfante: “La prodigiosa aventura del Opus Dei: genesis y desarrollo de la Santa Mafia

J.Allen: “Opus Dei – La vera storia: i segreti della forza più controversa nella Chiesa cattolica”

 K.Steigleder: “L’Opus Dei vista dall’interno”

 


lunedì, 06 ottobre 2008

RELIGIONE IN TELEVISIONE

FALSITA’ ANCHE IN TERZA SERATA

 

 Ulteriore testimonianza

 

 

 

Di solito non guardo la televisione. Preferisco di gran lunga un buon libro, un posto dove poter dar libero sfogo alla mia fantasia, senza i freni “psicotici” del tubo catodico.

Qualche sera fa, però, e chissà per quale motivo, sul piccolo schermo si parlava “apertamente” di una delle organizzazioni più potenti e più nascoste della chiesa cattolica: l’Opus Dei.

Dall’ormai storico anno palindromo 2002, che ha visto la santificazione di Escrivà De Balaguer, con l’Opera che diveniva una prelatura personale del pontefice, l’organizzazione nata in Spagna nel 1929, ne ha fatta parecchia di strada, senza far troppo rumore.

Un tentativo era stato fatto, per la prelatura personale pontificia, con il Papa buono, il grande Roncalli, e con l’ambiguo Paolo VI, ricevendo però sempre degli espliciti dinieghi.

I detrattori dell’Opus si riferiscono a questa organizzazione come ad una setta, dove la segretezza rappresenta uno dei precetti fondamentali. E’ difficile, se non proprio impossibile, identificare un opusiano, se non è lui stesso ad identificarsi come tale.

Sui canali della televisione di stato, qualche giorno fa, come dicevo, è stato mandato in onda un programma (era quasi in “quarta” serata, un programma per insonni!), dove i personaggi intervistati parlavano dell’Opera come se si trattasse dell’organizzazione più umanitaria presente sulla faccia della terra. Anche l’attuale prelato, Echeverria, dialogava serenamente sulla bontà della struttura religiosa da lui stesso condotta.

Uno degli obiettivi principali era quello di screditare una certa “Veronique” autrice del libro “In fuga dall’Opus Dei”, e che dopo tanti anni era riuscita ad emergere dall’oscurità in cui si era cacciata entrando a far parte dell’Opera (“fischiando”, come si dice in gergo opusiano).

Ovviamente è stata una cosa piuttosto facile far apparire “Veronique” come una squilibrata, e l’Opera come un’istituzione caritatevole e misericordiosa.

Ed ovviamente non è stato interpellato nessuno che portasse testimonianza contraria alla creatura di Balaguer. Sono stati letti dei passi del libro del fondatore, “Il Cammino”, attraverso il quale le frasi e le parole dette, non avevano nulla a che vedere con ciò che ormai centinaia, se non migliaia di persone dichiarano essere la realtà dell’Opus Dei.

Basterebbe leggere il testo del noto Ferruccio Pinotti – “Opus Dei segreta” – dove le testimonianze di coloro che sono usciti dall’Opera sono convalidate da un’abbondante bibliografia e da una documentazione reperibile da chiunque voglia saperne di più.

Il cilicio e la fustigazione sono briciole quasi insignificanti di quanto accade normalmente negli ambienti dell’Opera.

Con un pontefice molto legato all’organizzazione dai natali spagnoli, non poteva essere altrimenti, e la tv di stato deve adeguarsi a quelle che sono le esigenze dello Stato Vaticano, anche se si tratta di uno Stato a parte (quando gli fa comodo).

L’ingerenza della Curia romana nella vita degli italiani sta raggiungendo limiti finora insospettati e la forza dell’Opera sta divenendo inaudita.




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