LA VERITA' TRA I RAMI DI ULIVO

Le origini del cristianesimo, sacre scritture, storia della Chiesa cattolica, l'Inquisizione, i Templari, le Crociate, il Vaticano e la Curia romana, crimini religiosi, verità scomode e nascoste, storia del papato, i Vangeli, Qumran e Nag Hammadi.

TUTTO CIO' CHE VIENE RIPORTATO IN QUESTO BLOG E' SUPPORTATO DA TESTI, ARTICOLI, DOCUMENTI E TESTIMONIANZE SCRITTE.

CHI SONO

Utente: silas2
07.05.2007 Un ragazzo divenuto uomo inseguendo con passione le sottili tracce della Verità, quella scomoda, imbarazzante, fastidiosa e taciuta....quella che non andrebbe mai raccontata!

In una società così appestata e maleodorante, ci sarà pure qualcosa in cui credere...!

Lo spazio commenti è di tutti coloro che visitano questo blog e hanno voglia di un confronto sereno e costruttivo!



Compagni di viaggio:
-R.Eisenman
-A.Demurger
-D.Donnini
-S.Runciman
-E.Pagels
-Giuseppe Flavio
-F.Pinotti
-C.Augias
-H.Kung
-D.Yallop
-K.Deschner
-B.D.Ehrman

BlogLink.it

I MITI SONO CIO' A CUI CREDONO GLI ADULTI,
LE FAVOLE SONO CIO' CHE RACCONTANO AI PROPRI FIGLI,
E LA RELIGIONE E' TUTTE E DUE LE COSE INSIEME.

CEDRIC WHITMAN

Religion Blogs - Blog Top Sites


Da non spenderci tempo:
-B.Frale
-V.Messori
-S.Cerrini
-J.Ratzinger
-C.Ruini
-T.Bertone
-G.Andreotti



Blog Directory

Commenti recenti

Categorie

8 per mille
africa cattolica
akenaton
alvaro del portillo
ante pavelic
antisemitismo
arnaldo da brescia
autori vaticanizzati
banca vaticana
battesimo
bellatores
betlemme
bibbia
bibbia dei settanta
calatrava
cardinale ottaviani
cardinale ruini
cardinal casaroli
cardinal poletti
catari
cavalieri templari
cei
cenacolo
censura vaticana
chiesa e aids
chiesa e fede
chiesa e nazismo
chiesa e sessualità
chiesa romana
cilicio e disciplina
clemente v
colonie dei templari
concili ecumenici
conclave
conquistadores cristiani
corano
costantino
cris
critica teologica inutile
croce di cristo
crociata contro gli albigesi
crociata dei pezzenti
de mello
draganovic
ebioniti
echeverria
editoriale
eleazar ben jair
emanuela orlandi
eresia
escrivà de balaguer
esorcismo
esseni
fai notizia
falsi profeti
fatima
fede religiosa
filippo 4°
francescani
fratelli di gesù
fuga dallopus dei
genocidi cattolici
gerusalemme
gesù cristo
gesù e i fratelli
gesù storico
giacomo il giusto
giuda il sicario
giudeo-cristianesimo
giuseppe flavio
gnosticismo
guerra giudaica
guerra santa
hans kung
hattin
iii crociata
ii crociata
imperatore costantino
ior
i crociata
i misteri
jacques de molay
johanan
la verità tra i rami di ulivo
leonardo da vinci
le crociate
luigi il santo
manoscritto di nimes
marcinkus
maria maddalena
merovingi
missionari
monsignor bagnasco
mons dambrosio
mons ruini
mons vagnozzi
mosè
nazareth
neotemplari
nogaret
omosessualità ecclesiastica
opinioni autorevoli
opinioni personali
opus dei
origini del cristianesimo
oscar romero
ospedalieri
osservatore romano
p2
padre gemelli
padre pio
papa adriano iv
papa benedetto xv
papa bonifacio viii
papa celestino v
papa giovanni xxiii
papa gregorio ix
papa innocenzo iii
papa innocenzo iv
papa luciani
papa paolo vi
papa pio xii
papa wojtyla
pasqua
peccato originale
pedofilia ecclesiastica
pergamena di chinon
persecuzioni cattolica
preti e pretacci
procreazione
qumran
ragione e religione
ratline
ratzinger
resurrezione
riccardo cuor di leone
ricchezze vaticane
rotoli del mar morto
sacre scritture
saladino
santa inquisizione
santiago
san giovanni rotondo
san paolo
schiaffo di anagni
servizi segreti americani
simone lo zelota
simonia
stato pontificio
stepinac
storia dei papi
storia del cristianesimo
tarcisio bertone
templari
teologia della liberazione
teutonici
tiberio alessandro
tito flavio
tito flavio vespasiano
torah
torture
upanishad
urbano ii
ustascia
vangeli canonici
vangelo di giuda
vangelo di marco
vangelo di matteo
vangelo di tommaso
vaticano
verità scomode
vulgata

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • © Tutti i diritti riservati
  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
sabato, 21 marzo 2009

GIUDA SICARIOTA

IL PRIMO DISCEPOLO DI GESU’ CRISTO

 

 2000 anni di menzogne!

 

E’ trascorso già del tempo da quando il National Geografic ha dato alla luce un testo fondamentale per la comprensione delle origini del cristianesimo: “Il Vangelo di Giuda”.

Dopo tale pubblicazione si sono susseguiti alcuni testi di malcelata provenienza vaticana, cercando di confutare quanto di “inconfutabile” veniva riportato su un papiro scritto in copto, ed emerso dal deserto egiziano intorno agli inizi degli anni ‘70 del secolo scorso. Un reperto storico di indiscutibile eccezionalità, sul quale si sono dati da fare studiosi, papirologi, archeologi (di provenienza fortunatamente laica) per oltre 15 anni.

Un testo in cui è ripreso un dialogo tra Gesù ed il suo principale discepolo, Giuda Sicariota.

Dopo un’iniziale tentativo di depistaggio da parte della Curia romana, si è sentito dire, da uno dei tanti portavoci del Vaticano, scelti forse sulla base di ciò che devono raccontare, che il “Vangelo di Giuda” era presente negli archivi segreti del Vaticano già da secoli, e che non aveva niente di eccezionale, perché non raccontava alcuna “novità” e nessuna “verità”.

Ormai è risaputo quali siano le verità propinateci dalla solerte chiesa cattolica romana!

La questione sul “Vangelo di Giuda” è stata volontariamente lasciata cadere da parte del Vaticano, facendo orecchie da mercante alle innumerevoli questioni sollevate da un testo capace di dare un’ulteriore spinta verso il baratro alla stessa chiesa cattolica.

L’unico testo veramente affidabile per comprendere il contenuto del Vangelo sopra indicato, è quello pubblicato dal National Geografic. E nel prossimo aprile, lo stesso Istituto pubblicherà la propria rivista con allegata la versione completamente tradotta ed interpretata del “Vangelo di Giuda”. Fatto sta che dall’approfondimento di tale testo è emerso un frammento chiamato “Giacomo”, probabilmente appartenente a “l’Apocalisse di Giacomo”, ed un altro frammento non meglio definito.

Se si pensa alle false verità narrateci da “Roma”, la prima cosa che risulta evidente è il nome di Giuda. Non è mai esistito un Giuda Iscariota, bensì Giuda Sicariota. Ma la cosa era difficile da mandar giù per l’alta prelatura cattolica.

Usare la parola “sicariota” significava attribuire una certa appartenenza allo stesso Giuda: quella dei sicari (da sica, il pugnale che tali personaggi portavano nascosto sotto la propria tunica, con una forma ricurva). E come ci dice la storia, quella vera, delle origini del cristianesimo, i sicari erano una setta estremista della principale corrente essenza. I primi erano la frangia aggressiva contro l’oppressore romano, mentre gli esseni erano, la maggior parte, per la non violenza.

Questo indica che, comunque, anche se in maniera indiretta, Giuda e Gesù erano legati da un comune credo, anche se le relative procedure e soluzioni erano molto distanti.

Alcuni studiosi di fama internazionale, sempre di provenienza laica, hanno ritenuto che l’incontro tra questi due fondamentali personaggi della storia del cristianesimo, sia avvenuto in modo molto simile a quanto mostrato da Martin Scorzese nel film (tratto dal testo di Kazantzakis) “L’ultima tentazione di Gesù” (con Giuda interpretato da Harvey Keitel e Gesù da Willem Dafoe).

Bisogna sottolineare che tutta la storia del tradimento è stata completamente stravolta dalla chiesa delle origini, dai Padri della chiesa, che non hanno avuto alcun tentennamento nel distruggere la figura storica di un uomo come Giuda, che ha sempre amato il suo maestro, tanto da abbandonare la propria setta, per legarsi ad un uomo che predicava, prevalentemente la non violenza.

E’ stato Gesù stesso che ha implorato il suo fedele “amico” a tradirlo, affinché si compisse quanto voluto dal “Padre”

Gesù disse a Giuda “Sei l’unico che ha veramente compreso chi io sia…..”

 

Bibliografia

-          R. Eisenman: “Giacomo fratello di Gesù”

-          R. Eisenman: “Codice Gesù”

-          National Geografic: “Il Vangelo di Giuda”

-          N. Kazantzakis: “L’ultima tentazione di Gesù” da cui è stato tratto l’omonimo film di Martin Scorzese

-          E. Pagels: “Vangeli gnostici”


mercoledì, 23 luglio 2008

REALTA’ E FINZIONE

 GESU’ IL PRESCELTO

 

 simbolismo giudaico

 

 

L’insegnamento che Gesù ci ha lasciato, durante la sua breve predicazione in Palestina, sembra essersi disperso tra i meandri della storia, spazzato via da interessi tutt’altro che spirituali.

 

In duemila anni di vita, la Chiesa Cattolica romana, è riuscita, praticamente, a sovvertire tutto ciò che realmente apparteneva alla realtà “cristiana”.

 

Il Gesù che ci viene raccontato da chi dovrebbe saperne di più, è qualcosa di fittizio, aleatorio, quasi irreale. Molto di quello che ci viene detto dai membri della Chiesa, Gesù non lo ha mai detto. Parole che “il figlio dell’uomo” non ha mai pronunciato.

 

Gli eventi che accompagnano la predicazione del Messia, non sempre sono corretti, e spesso sono assolutamente artefatti, se non completamente inventati.

 

Un grande aiuto in questo ambito ce lo da un grande studioso come Robert Eisenmann, con alcuni testi di importanza eccezionale sulla vera esistenza di Gesù Cristo. La scoperta di un “uomo divino” molto differente da quello che ci viene propinato dalle autorità ecclesiastiche, è qualcosa che non può entusiasmare chi veramente credere in Gesù, coloro che si ritengono veri cristiani.

 

Il Gesù che emerge da tali studi è prima di tutto un uomo, “il figlio di un uomo”, prescelto dal Dio degli ebrei, come messaggero della “buona novella”, come “salvatore” di un popolo prescelto secoli addietro.

 

Gesù l’ebreo era prima di tutto un uomo del suo tempo, nella Palestina del I secolo, sotto l’occupazione romana.

 

Coloro che sono riusciti a portare alla luce del giorno, nonostante decenni di omertosa negazione (padre De Vaux ne è un esempio lampante!), i Rotoli del Mar Morto (Qumran), la biblioteca di Nag Hammadi, il Vangelo di Giuda e numerosi ulteriori scritti apocrifi e gnostici, hanno permesso di mostrare al mondo intero (popolo cristiano – cattolico) delle verità che, dopo duemila anni di menzogne, risultano piuttosto difficili da digerire.

 

La cosa che lascia interdetti, è che la Chiesa cattolica continua a negare; anzi, in realtà si limita solo a negare, senza degnarsi di dare la benché minima spiegazione ai numerosi dubbi che ormai risultano inevitabili.

 

Perché Gesù non può essersi sposato? E perché non può essersi legato in matrimonio con Maria Maddalena?

Eppure, nell’epoca in cui visse il nostro personaggio, era una grave mancanza per un rabbi non essere sposato.

 

E poi cosa cambierebbe se Gesù fosse stato sposato? La Maddalena è ormai chiaro che non è mai stata una prostituta (al contrario delle parole dell’ambiguo papa Gregorio IX); anzi, proveniva da una famiglia appartenente ad una casta sacerdotale ( il padre era conosciuto come il Giairo, un fariseo moderato!)

 

Perché la Chiesa si ostina a negare che le nozze di Cana siano state, nella realtà storica, le nozze tra Gesù e la Maddalena? Basterebbe osservare alcune tele in mostra al Louvre di Parigi, e approfondire lo studio sulle leggi ebraiche riguardanti il matrimonio.

 

E ancora, perché negare che Gesù non abbia avuto fratelli, quando gli stessi testi biblici, nonostante le varie manipolazioni, affermano tutt’altro?

Nella realtà storica Gesù ha avuto fratelli e sorelle!

 

Se anche Gesù fosse nato per immacolata concezione, quale sarebbe il problema nell’accettare la realtà che Maria ha avuto rapporti con il marito, e che  abbia dato alla luce altri bambini? Giuseppe non è morto giovane: è stato solo fatto sparire dai testi sacri per avvalorare il fatto che Gesù sia stato figlio unico. Inoltre in alcuni passi dei Vangeli (che approfondirò in un articolo dedicato esclusivamente a Giuseppe) tale mistificazione non è riuscita proprio bene, tanto che, dal punto di vista storico, è stata rielaborata la vita dello stesso “padre terreno” di Gesù (e non padre putativo, come ci viene spesso ricordato!)

 

Perché sulla discendenza di Gesù, figli dell’unione tra il Messia e la Maddalena, la Chiesa si limita a negare, e ad aggredire l’eretico attentatore della stabilità cattolica? Abbiamo tutti bisogno di risposte!

 

Perché non può essere preso in considerazione il fatto che Gesù, nel momento in cui venne tirato giù dalla Croce ed avvolto nel sudario, fosse ancora vivo? Un cadavere non perde sangue e liquidi biologici, tanto da segnare in maniera indelebile un panno che gli è stato avvolto attorno all’intero corpo.

 

Perché infangare per duemila anni il personaggio storico di Giuda Sicariota, unico apostolo che, in realtà, aveva compreso chi fosse Gesù Cristo e quale fosse il suo ruolo in terra di Palestina?

 

Molti altri sono i quesiti che meriterebbero una serena risposta da parte della Chiesa romana, ma pur continuando a bussare, non sembra esserci nessuno interessato ad aprire gli occhi di quanti sono alla ricerca della verità.

 

 

Alla Chiesa tutto questo non interessa!

 

Ma io continuo a bussare……

 

 

Bibliografia:

-          Robert Eisenmann: “Giacomo, fratello di Gesù”

-          Robert Eisenmann: “Codice Gesù”

-          Elaine Pagels: “Il Vangelo di Tommaso”

-          National Geografic: “Il Vangelo di Giuda”

-          AA. VV.: “Vangeli Apocrifi”

 


lunedì, 17 settembre 2007

LA VERA FAMIGLIA DEL VERO GESU’

 E LA CHIESA UFFICIALE CHE DICE ?

 

 

 Che dire !!

Quello che si può dire sulla vera famiglia del Cristo è stato in gran parte taciuto dalla Chiesa Romana. Sin dalle origini del cristianesimo i Padri della Chiesa si sono alacremente operati per celare ciò che probabilmente era evidente negli scritti testamentari originali. Nonostante questa continuata opera di mistificazione, non sempre l’evidenza dei fatti è stata celata efficacemente.

L’esegesi biblica, in mani adeguate, è un’arma potentissima, capace anche di far traballare le sedie dove i porporati si sistemano comodamente.

Gesù non era di Nazareth, perché tale città, all’epoca, non esisteva, e la conferma ci viene da vari storici, in primis Giuseppe Flavio. La parola Nazareno è solo una derivazione etimologica dell’omonima città della Galilea (comparsa a partire dal IV secolo d.C.). Non è nemmeno nato a Betlemme durante il censimento romano, perché tale censimento, effettuato da Quirino nel 6 – 7 d.C., trovava Gesù di almeno una decina di anni, ed Erode il Grande sotto terra già da un pezzo. Niente strage degli innocenti e niente fuga in Egitto.

Sorvoliamo sulla fecondazione di Maria da parte dello Spirito Santo. Resta il fatto che la verginità eterna della Madonna è un’invenzione risalente al II secolo d.C.: primo perché la stessa nascita del Messia, scientificamente, non può aver lasciato le “cose” come erano in origine; secondo perché Maria, la madre di Gesù, ha avuto altri tre figli e due figlie da Giuseppe, consumando dei normali rapporti sessuali matrimoniali. La Chiesa può continuare anche a dire che si tratta di cugini, parenti, ma mente consapevole di quello che dice.

Giuseppe, il cosiddetto padre putativo del Cristo o, secondo i punti di vista, il vero padre di sangue, non scompare affatto dai testi canonici. Si tratta solo di un abile camuffamento che ormai ha fatto il suo tempo. Il discendente della stirpe di Davide, viene chiamato con vari nomi, tranne che con quello che, almeno inizialmente, gli apparteneva. Giuseppe, nel Nuovo Testamento, personaggio scomodo per i Padri della Chiesa, perché vero padre dei fratelli del Signore, trova i nomi di Cleofa, Cleopa, Clopas o Alfeo. I nomi di Giacomo, Simone e Giuda, fratelli del Cristo, sono legati sempre tra di loro o con uno dei nomi sopra indicato per il proprio padre carnale.

Gesù veniva realmente chiamato il Nazireo, dalla setta religiosa alla quale apparteneva. E non solo lui: anche i tre fratelli, anche se con intenti differenti. I Nazirei vivevano seguendo la Legge, e molti di questi venivano denominati gli “zelanti della Legge”. Si hanno così Simone lo zelota e Giuda “fratello di Simone”,  il sicario. Solo Giacomo ebbe un ruolo preponderante nella comunità giudaica del tempo: veniva chiamato “il Giusto”, perché con tale nome venivano indicate “le colonne” del popolo ebraico (la prima colonna fu il famoso Noé!). Giacomo è stato recentemente accostato al Maestro di Giustizia della comunità di Qumran. Le analogie tra queste due figure sono tali e tante, che sarà veramente difficile smentire studiosi della statura di R. Eisenman.

Giacomo fu vescovo della Chiesa di Gerusalemme, quella parte di Chiesa in opposizione alla fazione farisaica, dal 40 al 62 d.C. Successore di Gesù nella guida apostolica, sposò il nazireato a vita, il che prevedeva i voti di castità, obbedienza e povertà. Propugnò la conversione del popolo ebraico e non dello straniero o dei gentili (come venivano chiamati allora). La circoncisione, anche se mutata da un’antica tradizione egizia, era un requisito fondamentale per i Nazirei, così come le relative festività e le varie regole.

 

Studi in corso……………

 

Riferimenti bibliografici:

-         R.Eisenman: “Giacomo il fratello di Gesù”

-         Vangeli Apocrifi – Einaudi

-         R. Eisenman: “I misteri di Qumran”

-         E. Pagels: “Vangeli Gnostici”

-         E. Pagels: “Il Vangelo di Tommaso”

-         Il Vangelo di Giuda – National Geografic


mercoledì, 29 agosto 2007

GLI EBIONITI

 LA COMUNITA’ DEL DESERTO

 

 Resti di Qumran

Tante parole sono state scritte su coloro che, vivendo nella città di Qumran, si erano isolati dalla falsità e dal collaborazionismo delle principali caste gerosolimitane: sadducei, ed in particolare, i farisei.

Esisteva un totale disaccordo tra le due opposte fazioni, anche se tra i sadducei, secondo alcune teorie di R. Eisenmann, erano parecchi coloro che si schieravano dalla parte dei sostenitori della “vera” Legge mosaica: gli Ebioniti o Esseni o Nazirei o Comunità del Deserto, seguivano rigorosamente gli insegnamenti della Legge, senza possibilità di compromessi.

Sono molti gli autori che hanno provato ad identificare gli abitanti di Qumran, e di altre città della Palestina del I secolo d.C., come una specie di ordine monastico – ascetico. Una setta isolata dal resto del mondo ebraico, dove gli unici interessi erano rappresentati dalla preghiera e dalla stretta osservanza della rigida Legge mosaica.

I frammenti emersi dalle grotte del Wadi Qumran hanno rivoluzionato la visione, in generale e nel particolare, della storia dell’ebraismo e dello stesso cristianesimo; un po’ d’ordine in quello che è il contesto storico di una Comunità (Yahad) che riveste un’importanza fondamentale per la valutazione  e lo studio del Gesù storico.

Quel buco di quasi trenta anni nella vita di Cristo pesa come un macigno per ogni studioso delle origini del cristianesimo. Il Vaticano sono duemila anni che fa orecchie da mercante!

Che le Sacre Scritture non parlino del popolo degli Ebioniti o Esseni, non significa certo che tale comunità non sia mai esistita, o che non abbia avuto importanza nella storia dei giudeo – cristiani!

E’ essenziale sottolineare, innanzi tutto, che a Qumran non vivevano solo i membri di un ordine “monastico”.

La Comunità del Deserto era costituita da una grande varietà di persone, tra le quali c’era una setta religiosa che seguiva i sacri precetti dell’obbedienza alla Legge, della castità e della povertà. Un gruppo religioso dove c’era il Mebakker, il sovrintendente della comunità, il Gran Maestro di Giustizia, ed un consiglio costituito da 12 membri: come le tribù di Israele, e come gli apostoli!

Ma la cosa più importante, trascurata per troppo tempo dalle fonti ufficiali, in particolare quelle vicine alla “Santa Romana Chiesa”, è che a Qumran non viveva solo una setta religiosa, esclusivamente costituita da uomini. Insieme a questi religiosi vivevano molte altre persone, anch’esse ligie alle regole ebraiche, contrarie al collaborazionismo e alla falsità di farisei e sadducei, e che da sempre osteggiavano l’oppressore romano (i Kittim). Molte di queste persone, pur vivendo nella stessa comunità dei sacerdoti esseni, non avevano gli stessi doveri spirituali, come per esempio la castità. Sebbene i Padri della chiesa affermassero che Qumran fosse stata abitata solo da sacerdoti uomini, i ritrovamenti di numerose tombe, contenenti i resti, non solo di uomini, ma anche di donne e bambini, conferma le teorie di numerosi studiosi, attestanti quanto fosse variegato l’ambiente della città della Giudea.

Nazirei, esseni, ebioniti, sicari, zeloti, zaddikim, non erano altro che nomi differenti per indicare le stesse persone, la cui unica differenza era quella legata non tanto ai relativi interessi, ma alle modalità di esecuzione. Lo stesso Gran Maestro di Giustizia, secondo molti lo Zaddok, era contro farisei, sadducei, romani ed erodiani: rispetto agli zeloti e ai sicari cambiava il modo di agire.

Se ci si ferma a riflettere sul gruppo degli apostoli che seguiva Gesù durante la sua predicazione, troviamo Giuda Iscariota, che in realtà era un sicario, vicino alla Comunità del Deserto; Simone lo zelota, Giuda Taddeo (secondo alcune teorie particolarmente attendibili) il nazireo, oltre che uno dei fratelli di Gesù, Giacomo il “minore”, che in realtà si chiamava il “Giusto”, e fratello del Cristo, e che divenne il primo vescovo di Gerusalemme, seguendo i precetti del nazireato.

Alcuni testi affermano che anche il resuscitato Lazzaro sia stato uno zelota (anche se resta da valutare).

La componente prettamente religiosa, quella del nazireato a vita, simile ad un vero e proprio ordine monastico, era costituito da uomini vestiti esclusivamente di lino. Una lunga tunica bianca li rivestiva, spesso legata in vita da una fascia, sempre di lino.

E’ certo che l’influenza che ha avuto nel tempo la Comunità del Deserto, nata ben prima di Gesù, almeno un paio di secoli, è stata di così ampia importanza, che risulta difficile comprendere come sia stato possibile occultare la portata di un evento così straordinario.

Lo stesso Gesù scelse 12 apostoli, non solo come le dodici tribù di Israele, ma soprattutto, provenendo da quell’ambiente, come i 12 membri del consiglio Essendo: Gesù era un nazireo e non un nazareno, dato che quest’ultima parola non è altro che una interpolazione della parola Nazaret.

I Templari, quasi un millennio dopo, adottarono il Setekh (la Regola) della Comunità del Deserto: obbedienza, castità e povertà, e come gli esseni, anche i Poveri Cavalieri di Cristo, entrando nel rispettivo Ordine, gli cedevano ogni proprio avere.

Anche i Templari avevano una lunga tunica bianca, legata in vita da una corda, e prima di loro gli stessi Catari, nel sud della Francia, indossavano un abito analogo, con un cappuccio.

Molti dei rituali cristiano – cattolici che oggi giorno vengono eseguiti durante le funzioni religiose, affondano le proprie radici nella tradizione ebraica, in particolare in quella dettata dalla Legge Mosaica.

San Paolo ha fatto di tutto per allontanare quella nuova religione, di cui lui stesso fu il fondatore, insieme ai numerosi Padri della Chiesa, dalle radici ebraiche che Gesù non avrebbe mai abbandonato e che Giacomo, fratello di Gesù “secondo la carne”, ha cercato di trasmettere alle nuove generazioni, in cambio della propria vita.

 

Riferimenti bibliografici:

-         R. Eisenmann: “Giacomo fratello di Gesù”

-         D. Donnini: “Gesù e i manoscritti del Mar Morto”

-         B. Ehrman: “Gesù non lo ha mai detto”

-         M. Silazio: “Masada”

-         E. Pagels: “Vangeli gnostici”


postato da: silas2 alle ore 29/08/2007 22:47 | link | commenti (6)
categorie: rotoli del mar morto, esseni, origini del cristianesimo, ebioniti
sabato, 11 agosto 2007

GESU’ E GLI ESSENI

 LA COMUNITA’ DI QUMRAN


 

 

I Rotoli del Mar Morto 

La città di Qumran, nota tra gli ebrei con il nome di Sekhakah, si affacciava sul Mare di Sale (Yam Hammélek)), a pochi chilometri dalla capitale della Giudea: Gerusalemme, la Città Santa per le tre fedi monoteistiche.

Si tratta di una città di cui non è rimasto quasi niente: solo rovine mal conservate, nonostante l’importanza acquisita dopo il ritrovamento dei relativi Rotoli.

I Testi Sacri cattolici non menzionano la città di Qumran o Sekhakah; viene omesso ogni riferimento ad una località che risultava ubicata troppo vicina a Gerusalemme, per non essere storicamente presa in considerazione.

Le cartine geografiche della Palestina, riferite al I secolo d.C., e riportate sulle versioni ufficiali dei Vangeli della CEI, non segnalano le città di Qumran, Gamala e Masada (vedi articolo del blog del 18 maggio 2007).

Sulle carte geografiche laiche, non sottoposte a censura Vaticana, tutte e tre le città si trovano nel punto dove vennero realmente edificate (Qumran in Giudea; Gamala nel Golan; Masada in Idumea).

Eppure, dopo la scoperta dei Rotoli del Mar Morto, la cittadina di Qumran occupa, nella storia delle origini del cristianesimo, una posizione di particolare rilievo. Solo la gerarchia vaticana si ostina a trascurare e ad omettere quanto emerso dalle numerose caverne attorno alla città della Giudea.

Anzi, gli studi sulle pergamene emerse dal deserto, per troppo tempo sono state, ed in parte lo sono ancora, nelle mani di studiosi strettamente legati ai dettami della Curia Vaticana. Un esempio lampante fu padre De Vaux, adoperatosi in tutte la maniere possibili affinché venisse ostacolata la diffusione di informazioni appartenenti “all’umanità”.

Per il Vaticano, però, le cose incominciano a non essere più facili come un tempo. La grande comunità scientifica internazionale è divenuta un osso duro, anche per l’entourage ecclesiastico.

Adesso abbiamo numerose informazioni su parecchi frammenti e sul Setekh, la Legge della Comunità del Deserto.

Il frammento numero 477 recita: “Se il tuo fratello sbaglia, la prima volta parlagli tu solo, dolcemente ed in segreto. La seconda, se la colpa è grave o recidiva, riprendilo in presenza di testimoni. La terza, in giudizio pubblico, per la dovuta punizione…”

E Matteo, ben oltre 250 anni dopo, scriveva: “Se il tuo fratello ha commesso una mancanza…va e tu, con lui da solo, correggilo…se non t’ascolta, prendi con te una persona o due…e se ricusa ancora di ascoltarvi, dillo alla Chiesa”

Crea un certo clamore emotivo trovare le parole dei Vangeli Canonici in molti dei frammenti trovati nelle vicinanze di Qumran, e scritti circa 200 anni prima della nascita di Gesù…

Sul frammento 302 leggiamo: “…se un uomo possiede uno splendido albero, alto fino al cielo, i cui rami raggiungono i confini della sua terra, ma produce spine…che sia abbattuto”

Di rimando, sempre nel Vangelo di Matteo: “Già la scure è posta alla radice degli alberi. Ogni albero dunque che non da buon frutto, sarà tagliato e gettato nel fuoco”.

Su un altro frammento troviamo: “Signore, tu sei come fondamenta edificate sulla roccia…”

Ed ancora Matteo: “Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà paragonato ad un uomo prudente, che ha fondato la sua casa sulla roccia”

Su un Rotolo, piuttosto malridotto , troviamo: La Yahad (Comunità, ndr) dei Poveri accetta i giorni dell’afflizione, ma sa che sarà salvata…”

Nel Vangelo di Luca leggiamo: “Beati voi, che siete poveri, poiché vostro è il Regno di Dio”

Tale tipo di frammenti di pergamena e di papiro, appartenenti all’immensa biblioteca di Qumran, vennero complessivamente scritti ben prima della nascita di Gesù. I Vangeli di Luca, Matteo e Giovanni, riportano gli stessi concetti, elaborati in maniera differente e spesso male interpretati, rispetto ai famosi Rotoli del Mar Morto. Il Vangelo di Marco, pur essendo il più antico, non è esente da tali somiglianze concettuali, essendo, comunque fonte d’ispirazione per Luca e Matteo.

Tale questione apre una prospettiva importantissima sulla reale vita di Gesù, almeno nel periodo antecedente l’inizio della sua predicazione per la Palestina, quel periodo di cui la Chiesa Cattolica non ha mai voluto parlare.

Dalle caverne di Qumran sta emergendo non solo un enorme numero di frammenti storico – religiosi, ma anche alcune realtà del Gesù storico:

 

Gesù l’Esseno!

 

Riferimenti bibliografici:

-         Giovanni Ibba: “Qumran”

-         Bart D. Ehrman: “Gesù non l’ha mai detto”

-         M. Baigent, R. Leigh: “Il mistero del Mar Morto”

-         H. Bloom: “Gesù e Yahvè”

-         R. Eisenman: “Giacomo, il fratello di Gesù”

-         D. Donnini: “Gesù e i manoscritti del Mar Morto”

-         D. Donnini: “Nuove ipotesi su Gesù”

-         M. Craveri: “I Vangeli apocrifi”

-         L. Morali: “Vangeli gnostici”

-         J. Danielou: “I manoscritti del Mar Morto e le origini del Cristianesimo


postato da: silas2 alle ore 11/08/2007 11:36 | link | commenti (4)
categorie: gesù cristo, esseni, gesù storico, qumran, origini del cristianesimo
martedì, 07 agosto 2007

QUMRAN: CITTA’ DELLA GIUDEA

 LA YAHAD* DEL DESERTO

 

 

 

 

“Per tutte le sue meraviglie nei secoli,

benedici l’Eterno, anima mia,

perché non respingi gli umili, e si volge

al grido dell’orfano, e non lascia

che pianga nelle mani dei violenti.

…Al Tuo gesto,

le Tenebre si son cambiate in Luce…

…e con Te, io sarò come chi entra

in una rocca fortissima, trovando

rifugio fra alte mura, fino al giorno

della mia liberazione…E so che, fino

a quel mio ultimo giorno, Tu

mi darai il Tuo amore.

Perché sei Padre, Tu, per tutti

i tuoi figli e la Tua felicità

d’essere Padre vive in mezzo a noi.

Come la madre veglia il suo bambino,

come l’uomo pietoso stringe al petto l’orfano,

così Tu ami coloro a cui hai dato vita…

Come il fumo si rischiara e si dissolve,

sarà dispersa la perfidia del nemico.

Ed emergerà la giustizia,

eguale al sole che rischiara il mondo…

…Io ti cerco, Signore, e Tu,

rassicurante come una nuova aurora,

splende sopra i cieli…”

 

 

Testo ritrovato a Sekhakah (Qumran), nella Prima Caverna, e redatto ventidue secoli fa da autore sconosciuto, probabilmente membro della Yahad* del Deserto.

 

 

 

 *Yahad: termine ebraico per indicare una Comunità


postato da: silas2 alle ore 07/08/2007 10:37 | link | commenti (2)
categorie: rotoli del mar morto, esseni, qumran
venerdì, 18 maggio 2007

UN OPERA DI DEPISTAGGIO CONSAPEVOLE

QUESTA E' LA VERSIONE UFFICIALE DELLA CEI PER I VANGELI SULLA GEOGRAFIA DELLA PALESTINA DEL I SECOLO.

VERSIONE DELLA CEI !!

Sono molti i dubbi che assalgono un attento esaminatore della cartina: mancano le città, essenziali per la nascita e la storia di Gesù, di Gamala, Qumran e Masada. La loro esistenza all'epoca è attestata storicamente e su basi archeologiche.

Viene riportata la "città" di Nazaret che all'epoca, secondo la maggioranza degli storici e delle relative fonti disponibili, non esisteva. Il suo nome compare solo in testi a partire dal IV secolo d.C.

Viene in pratica negato il termine Nazareno e, in special modo, viene oscurato il legame Esseno-Nazareno, la setta che aveva sede principale nelle città sopra indicate.

Ciò che la Chiesa voleva evitare che si venisse a sapere è particolarmente interessante, e capace di mutare l'immagine del Gesu' fattoci conoscere dall'ortodossia cattolica romana.


postato da: silas2 alle ore 18/05/2007 13:28 | link | commenti
categorie: gesù cristo, esseni, vangeli canonici
giovedì, 17 maggio 2007

LA PALESTINA AI TEMPI DI GESU'

VERSIONE ATTENDIBILE DELLA PALESTINA DEL I SECOLO


Le versioni della CEI differiscono in numerosi dettagli: quelli che più gli fanno comodo per sostenere le proprie teorie.


Non vengono riportate le città della Giudea e della Galilea più disturbanti l'ortodossia ecclesiastica: Qumran, Gamala, Masada.
Erano le città Esseno-Nazarene per eccellenza


postato da: silas2 alle ore 17/05/2007 21:57 | link | commenti (2)
categorie: gesù cristo, esseni, vangeli canonici

UNA SETTA PARTICOLARE

 LA CONCEZIONE “ADOZIONISTA” 

Qumran: papiro 7Q5 

Nel II e III secolo d.C., diversi gruppi cristiani avevano una concezione “adozionista” di Gesù. Ciò significava che la loro dottrina si basava sul fatto essenziale che Dio aveva “adottato” come figlio Gesù, al momento del battesimo.

Uno dei gruppi cristiani più conosciuti, che aderivano ad una dottrina adozionista, fu la setta giudeo-cristiana i cui membri erano noti come “ebioniti”.

Tale nome deriva dal termine ebraico ebyon, che significa “povero”. Gli ebioniti erano i poveri, e tali seguaci di Gesù imitavano, a quanto pare, i primi discepoli, rinunciando ad ogni cosa per la loro fede e diventando volontariamente poveri per amore degli altri.

Gi ebioniti erano considerati, dai cosiddetti proto-ortodossi, un gruppo di eretici. Erano ebrei come Gesù e a distinguerli dagli altri cristiani, per lo più pagani convertiti, era la loro convinzione che per seguire Gesù, fosse necessario essere proprio ebrei. Questo significava il rito della circoncisione; rispettare la legge mosaica, sia da parte degli uomini che delle donne, compresi i precetti sull’alimentazione Kasher; l’osservanza del sabato e di tutte le relative festività ebraiche.

Per gli ebioniti, a differenza degli altri cristiani, Gesù era il messia ebraico. Sostenevano che Gesù non fosse divino, bensì un essere umano, uguale per natura al resto degli uomini.

Ritenevano anche che la sua nascita fosse dovuta all’unione sessuale di Giuseppe e Maria (è storicamente accertato che Gesù ebbe quattro fratelli e due sorelle “secondo la carne”), partorito come qualsiasi altro bambino (Maria quindi non era vergine).

Soltanto per la sua grande rettitudine, Dio lo aveva “adottato” come figlio, nel momento del suo battesimo, con le parole venute dal cielo a sancire tale legame.

Da tale momento Gesù si impegnò nella sua missione, ciò che Dio aveva previsto per lui: soffrire e morire sulla croce e, in seguito, resuscitare dai morti.

Per gli ebioniti Gesù, quindi, non era preesistente, non era nato da una vergine, non era divino, nel senso ortodosso conferito a tale termine, e quindi non era Dio fattosi uomo.

Era un uomo eccezionale, prescelto da Dio!

Il gruppo giudeo-cristiano degli ebioniti, sebbene sia stato trascurato troppo a lungo dai membri dell’ortodossia cattolica, rappresentano un punto di passaggio fondamentale per comprendere lo sviluppo del vero cristianesimo, quello creato da Saulo di Tarso.

Innanzi tutto gli ebioniti, in realtà, erano quei fedeli giudei meglio noti con il nome di esseni, legati strettamente a quanto emerso dalla scoperta dei rotoli di Qumran.

La setta essenza veniva chiamata in maniera differente, a seconda di colui che la menzionava, ma, nella realtà, tra esseni ed ebioniti, non c’era alcuna differenza.

Facevano voto di obbedienza, castità e povertà, e per la maggior parte di loro, fuggiti dalla falsità e dal collaborazionismo presente a Gerusalemme, in particolare da parte dei membri del tempio, la dimora era localizzabile a Qumran, anche se ci sono testimonianze storiche ed archeologiche della loro presenza in località come la città di Gamala, da alcuni studiosi ritenuta la città di Gesù.

La questione che ancora necessità di un ulteriore approfondimento, anche se già appurato dal punto di vista storico ed archeologico, è il legame esistente tra il Gesù ebraico, gli esseni, i catari e l’ordine religioso fondato da S. Francesco D’Assisi (sono noti i suoi viaggi nel sud della Francia, nel periodo di maggior sviluppo della fede catara o degli Albigesi).

Sta di fatto che il legame di Gesù con la setta degli esseni è storicamente accertata!

Ma molto c’è ancora da scoprire!


postato da: silas2 alle ore 17/05/2007 21:19 | link | commenti
categorie: gesù cristo, esseni


Heracleum blog & web tools Registra il tuo sito nei motori di ricerca
Registrazione nei Motori di Ricerca - Inserisci  Sito