Le origini del cristianesimo, sacre scritture, storia della Chiesa cattolica, l'Inquisizione, i Templari, le Crociate, il Vaticano e la Curia romana, crimini religiosi, verità scomode e nascoste, storia del papato, i Vangeli, Qumran e Nag Hammadi.
TUTTO CIO' CHE VIENE RIPORTATO IN QUESTO BLOG E' SUPPORTATO DA TESTI, ARTICOLI, DOCUMENTI E TESTIMONIANZE SCRITTE.
L'INTOLLERANZA SIMBOLO DI FALSA FEDE

Si parla spesso dell'estremismo islamico, della violenza di coloro che in nome di una presunta fede indiscussa, si rendono capaci delle più efferate nefandezze.
Guardiamo oltre il mediterraneo e puntiamo il dito accusatore su dei popoli incapaci di vivere e convivere in pace, che alla prima occasione sono pronti ad immolarsi al proprio Dio, commettendo stragi di innocenti, solo perchè vivono la religione in maniera differente.
E in Italia cosa accade? Da noi sembrerebbe essere tutto apposto! Non ci risultano "palesi" violenze religiose!
Eppure c'è un intero mondo sommerso, nascosto, quasi segreto, dove si vivono tutti i conflitti religiosi, i contenziosi di una religione che si dichiara "universale" (cattolica), e che non riesce ad andare, seriamente, oltre "la provincia".
L'estremismo c'è, ed è attivo anche all'interno delle più piccole ramificazioni della religione cattolica. E quando si parla di estremismo, in ogni sua minima manifestazione, non c'è fede!
La fede è qualcosa di talmente personale che non richiede alcuna volontà di affermare la propria opinione, di imporrre le proprie credenze, di aggredire il prossimo, di minacciarlo, umiliarlo e offenderlo. Nella vera fede non esiste nessuna volontà di prevaricazione, di mostrarsi superiore, in possesso di una presunta conoscenza da diffondere al prossimo.
Questo è invece l'atteggiamento di coloro che hanno paura, temono la veridicità del proprio credo e la vacuità delle proprie idee, fragili come castelli sulla spiaggia. E cosa c'è di meglio che aggredire gli altri per evitare di mettersi in discussione, con il rischio di rendersi conto di aver vissuto in una bolla di sapone?
Tali "estremisti cattolici" sembrano sicuri di se, ma vivono nella continua incertezza, spaventati da ogni confronto che possa affrontare le basi del proprio credo. Il clero è la prima manifestazione di una tale presunta conoscenza indiscussa di questioni religiosi, inconsapevoli di rendersi ridicoli quando minacciano i "miscredenti" con l'immagine collettiva delle fiamme dell'inferno.
I Testimoni di Geova vanno in giro in coppia nella loro pedissequa opera di proselitismo e conversione, rileggendo in maniera rivisitata e corretta quelle che, solo all'inizio della propria storia, potevano venir considerate "scritture sacre".
Tra i cattolici è invece pressoché impossibile trattare argomenti che la Chiesa, senza sentire la necessità di dare la ben che minima spiegazione, ha stabilito come dogmi indiscutibili.
Provate ad affrontare la questione della nascita "unigenita" di Cristo, della verginità di Maria, "madre di Dio", della scomparsa dai sacri testi di Giuseppe, padre "putativo" di Gesù, della vita "poco ortodossa" di Maria Maddalena, di chi fosse Giuda "Iscariota", della figura di Ponzio Pilato, della prima persona che ha svelato la resurrezione di Cristo!
Provate a chiedere a qualche uomo di chiesa chi erano i "desposinoi", dove visse Maria Maddalena dopo la fuga dalle terre di Palestina, a chi siano state dedicate le Chiese che portano il nome di "Notre Dame de .......", chi era Giacomo il giusto, chi è stato il primo vescovo di Roma, che cosa è stato realizzato durante il Concilio di Nicea del 325 d.C., che cosa sia, nella realtà, la "famosa" Donazione di Costantimo, e la Sacra Sindone.
Dalla Chiesa, dal clero, dagli estremisti cattolici, dai bigotti e da tutte quelle persone che vivono con i paraocchi, non avremo mai alcuna risposta in merito, se non quelle solite e poche frasi precostituite e realizzatesi con tutte quelle false verità propinateci per oltre 2 millenni di storia.
D'altra parte la storia la scrivono i vincitori; nessun merito è reso allo sconfitto.
Silas
TUTTI POSSONO CAMBIARE

Sono molti gli episodi che hanno portato un uomo, eletto pontefice, a cambiare il proprio atteggiamento.
Completamente orientato verso gli interessi della propria terra natia, Giovanni Paolo II, negli anni a cavallo tra il 1981 ed il 1985, ebbe la dimostrazione che c'erano parecchie cose che non andavano all'interno delle stanze vaticane.
L'attentato subito in Piazza San Pietro, in mezzo ai propri fedeli, fu solo uno dei tanti eventi che sconvolsero l'Italia, in un decennio (gli anni '80) che vide il nostro paese sull'orlo del collasso totale.
Lo scandalo della P2, con il Venerabile Licio Gelli a capo dell'organizzazione, fu un duro colpo per molti alti prelati e politici di rilievi. Il terrore che il proprio nome venisse svelato, serpeggiava in tutti i palazzi del potere italiano e vaticano.
L'omicidio di Mino Pecorelli, capo redattore di OP, per il quale Giulio Andreotti è stato assolto come mandante.
Il sequestro di Emanuela Orlandi, e lo stretto legame tra Marcinkus e Renatino, il boss della Banda della Magliana.
La morte di Roberto Calvi ed il crack del Banco Ambrosiano, che coinvolgeva lo IOR, l'Istituto per le Opere Religiose, la banca privata del Papa.
Il colloquio segreto tra Giovanni Paolo II e Alì Agça in una cella di Rebibbia.
L'omicidio del giudice Ambrosoli (1979), il cui mandante fu Michele Sindona.
Tutti questi, e molti altri eventi di un decennio di terrore, che si è protratto anche nel decennio successivo (omicidio del colonnello delle guardie svizzere Alois Esterman, della moglie e di un'altra guardia svizzera!), hanno portato il pontefice, come è apparso agli occhi di tutti i fedeli, ad occuparsi della propria missione ecumenica.
Wojtyla, come in molti sono soliti ribadire, non si è più ripreso completamente dall'attentato, anche se sono in pochi a voler riconoscere che quello da cui il Papa polacco non si è mai ripreso, è da quella interminabile serie di crimini compiuti con la compiecenza dello stesso Vaticano e di personaggi ad esso strettamente legati.
Karol Wojtyla è sembrato disinteressarsi completamente di fatti economico - politici, dedicandosi anima e cuore ad avvicinare la gente, quella comune, quella vera, alla chiesa. E' riuscito a farsi amare dai giovani, dai ragazzi, cosa che a ben pochi pontefici era riuscita (se si eccettua Papa Giovanni XXIII, che grazie a Ratzinger è ancora in attesa di beatificazione dopo 42 anni dalla sua morte).
Giovanni Paolo II è stato l'artefice del crollo del "muro di Berlino", dello sfaldamento del potere sovietico e delle varie dittature terroristiche dell'est Europa. I suoi viaggi pastorali avevano veramente l'unico scopo di portare la buona novella ai popoli in attesa di conoscere il Papa polacco. E se non era per Wojtyla, Padre Pio non sarebbe mai stato santificato, osteggiato da sempre dallo stesso Ratzinger, che in molti frangenti è sembrato il vero e proprio pontefice (colui che si occupava degli aspetti politici - amministrativo - economici del Vaticano).
E' facile capire come siano in molti ad aver amato e ad amare un pontefice che ha commesso molti e gravi errori, ma che ha saputo redimersi e portare fino in fondo la propria missione religiosa.
E' negli occhi di tutti l'aspetto sofferente di un Papa consapevole di dover arrivare, per forza di cose, fino in fondo.
Silas
LA VERITA' TRA I RAMI DI ULIVO
(un'opinione)

Anche il web, come molti altri spazi della nostra società, sono frequentati da persone che si dichiarano ferventi fedeli della chiesa cattolica. Peccato che come qualcuno tenta di esprimere la propria opinione viene inopinatamente aggredito, tacciati di blasfemia e meritevoli di bruciare nelle fiamme eterne dell'inferno ecclesiastico.
Questo atteggiamento ha veramente poco a che fare con la "vera fede", e tali individui non fanno altro che confermare quanto male è ormai insito nei più nascosti meandri di Santa romana chiesa.
Non è tutta gramigna ciò che risulta legato alla chiesa romana. Ci sono anche delle "spighe di grano maturo", con le quali è possibile parlare serenamente e confrontarsi anche su temi, per così dire scottanti, almeno per la chiesa cattolica.
Santa romana chiesa non sa quale sia il valore del perdono, ergendosi a giudice inappellabile anche di questioni che non la riguardano direttamente. Come Stato estero, il cui capo è lo stesso pontefice, dovrebbe cercare di rimanere estranea a questioni politiche, economiche, amministrative e di vita quotidiana, che non riguardino direttamente il proprio territorio, circoscritto dalle ben note Mura Leonine.
Con grande dispiacere ripenso a quanto è accaduto al Sig. Welby e alla sua famiglia, nei confronti dei quali si è scagliata l'intera chiesa (Mons.Bagnasco in particolare). Nessun funerale cristiano, e le invettive sdegnate di tutti quei falsi rappresentanti della Curia romana. Poi si viene a sapere che uno dei più importanti e feroci killer e capi della Banda della Magliana, Renatino, al secolo Enrico De Pedis, era stato sepolto, con tutti gli onori del caso, nella Chiesa di Sant'Apollinare, insieme a vescovi, cardinali e uomini di particolare merito, e grazie al tacito benestare del cardinal Poletti.
Sua Eminenza merita veramente i complimenti!
La chiesa dà addosso agli omosessuali, dimostrando ribrezzo e ripugnanza nei confronti di persone che, rispetto agli eterosessuali, hanno solo una diversa opinione in merito alle persone con cui condividere il proprio talamo. Eppure, è proprio in seno alla chiesa cattolica che si nascondono numerosissimi, sacerdoti che si sono macchiati di crimini di abuso sessuale, sia nei confronti di ragazzi che di ragazze. La pedofilia ecclesiastica è qualcosa che è solo capace di far accapponare la pelle, e la chiesa prima di prendere qualsiasi posizione, dovrebbe chiedersi se così facendo si renderebbe ridicola e sempre più malvista:
La parabola della "pagliuzza nell'occhio del fratello" sembra non esser nota agli alti prelati di "Santa romana chiesa".
Pure la "Congregazione per la dottrina della fede" merita due parole. Anche perchè tale nome indica quella famelica organizzazione che un tempo aveva il coraggio di chiamarsi per quello che era: "La Santa Inquisizione" o "Il Sant'Uffizio".
E pensare che la caccia alle streghe sembrava terminata svariati secoli fa! Invece Ratzinger, prima di divenire Papa, è stato per 20 anni a capo di questa moderna forma di Inquisizione, menando fendenti a destra e sinistra, inveendo contro chiunque non si uniformasse al dogmatismo ecclesiastico, creando un clima di terrore tra gli stessi prelati.
La storia continua!
Silas
…..continua

Lo stesso Padre Pio prima di morire pronunciò, in merito a se stesso, parole che sono state assolutamente profetiche:”di Padre Pio se ne parlerà più da morto che da vivo!”. E così è stato, oltre ogni possibile immaginazione!
Questo frate, uomo dalle origini semplici e povere, ha fatto tanto per tutti coloro che avevano bisogno di un aiuto, senza guardare in faccia nessuno, ricco o povero che fosse, istruito o ignorante, uomo o donna, vecchio o bambino. C’era sempre una parola di conforto per chiunque si rivolgesse a lui con animo semplice e contrito.
In realtà, parlando con svariate persone che hanno avuto la fortuna di conoscere il frate di Pietrelcina, Padre Pio non era certo noto per avere un carattere facile. Era un frate, ma anche un uomo con una specifica inclinazione. Si dice che fosse un burbero e che spesso si arrabbiasse con coloro che gli si presentavano solo per curiosità, o per cercare di mettersi l’animo in pace, senza neanche aver provato a capire fino in fondo il male che potevano aver procurato. Era capace di leggere l’anima di coloro che gli si rivolgevano
Furono molte le persone delle spettacolo che non vennero nemmeno ricevute dal frate. Altre addirittura vennero cacciate dalla Chiesa, dove Padre Pio trascorreva interamente le proprie giornate, dividendosi tra la celebrazione della messa ed il confessionale, anche quando, gravemente ammalato, a stento riusciva a tenersi in piedi.
Un certo Karol Wojtyla si presentò allo stesso frate, per chiedere la sua intercessione per la guarigione di una cara amica di famiglia che viveva in Polonia. Ovviamente, dovettero passare alcuni decenni prima che il sacerdote polacco divenisse Papa Giovanni Paolo II. Padre Pio, ad uno dei frati del proprio convento riferì:”questo sacerdote non possiamo certo non riceverlo. Diventerà un personaggio molto importante per la nostra chiesa”.
E’ stato capace di darà al sud della nostra penisola uno dei migliori ospedali pubblici, grazie al buon cuore di molti fedeli e alle loro spontanee donazioni (e pensare che
Casa Sollievo della Sofferenza è una struttura sanitaria di primo ordine in Italia, anche se molto dello spirito caritatevole e di accoglienza “del sofferente” si è andato spegnendo con il trascorrere del tempo.
La stessa cosa è accaduta al paese del foggiano, dove ancora rimane qualcosa del frate di Pietrelcina, ma dove hanno prosperato tutti gli aspetti commerciali legati ad uomo che non è divenuto Santo nel 2002, ma che è nato tale. San Giovanni Rotondo è un coacervo di alberghi, hotel, ristoranti, bar, bed & breakfast e di tutta un’innumerevole serie di locali che vendono ogni tipo di souvenir religioso. La faccia di Padre Pio è impressa dappertutto: su magliette, portachiavi, penne, medaglie, segnalibri, piatti e posate, stampe a colori ed in bianco e nero di ogni formato (dal francobollo al megaposter, come se si trattasse di una rock star!).
Provate a camminare per le strade di San Giovanni Rotondo in un periodo dell’anno in cui non ci sono pellegrini o, comunque,ce ne sono pochi, magari nel tardo pomeriggio, quando anche l’attività ospedaliera è limitata all’interno delle proprie mura: sembra un paese abbandonato, dove i pochi abitanti esistenti si nascondono abilmente!
Beh, almeno adesso, il tutto è sotto il diretto controllo di Roma! E dove la più alta carica ecclesiastica del luogo non è altro che un politicante, sofferente di amnesia in merito a quella che dovrebbe essere la sua vera funzione.
E quindi, Santo o Impostore?
Credo che ognuno abbia la propria idea, si sia fatto, con il tempo, una specifica opinione di chi fosse Padre Pio da Pietrelcina.
Spero soltanto che, tutti coloro che non hanno conosciuto il frate, come chi sta scrivendo, cerchino di farsi un idea della straordinaria storia di quest’uomo di fede, leggendo testi di autori laici e non assolutamente legati al Vaticano, visitino San Giovanni Rotondo e, se possibile, diano un occhiata a “Casa Sollievo della Sofferenza”
In questo articolo non ho voluto appositamente parlare della nuova chiesa……………….!

“Gesù non ha mai detto di voler fondare una religione, una chiesa, che portassero il suo nome; mai ha detto di dover morire per sanare con il sangue il peccato di Adamo ed Eva, per ristabilire cioè l’alleanza tra Dio e gli uomini; non ha mai detto di essere nato da una vergine che lo aveva concepito per intervento di un dio; mai ha detto di essere unica ed indistinta sostanza con suo Padre, Dio in persona, e con una vaga entità immateriale denominata Spirito. Gesù non ha mai dato al battesimo un particolare valore; non ha istituito alcuna gerarchia ecclesiastica finchè fu in vita; mai ha parlato di precetti, norme, cariche, vestimenti, ordini di successione, liturgie, formule; mai ha pensato di creare una sterminata falange di santi”
"Ma allora com’è nato il cristianesimo?"
Bibliografia
- Corrado Augias – Remo Cacitti:”Inchiesta sul cristianesimo”
FEDE E PAURA
Sin dalla notte dei tempi l’essere umano si è dovuto confrontare con gli elementi naturali. Una vita breve e costellata di pericoli rappresentava la norma per l’uomo primitivo, dove a brevi momenti di gioia e soddisfazione, si alternavano grandi sofferenze. Ed il confronto con la natura, rappresentata dagli altri esseri viventi e dagli eventi naturali, era, ovviamente, a sfavore delle prime popolazioni umane.
L’uomo si confrontava con periodi di abbondanza e di carestia, con belve feroci, con temporali ed uragani, con terremoti ed eruzioni vulcaniche, senza riuscire a dare una spiegazione a ciò che vedeva accadergli attorno. Non era in grado di dare un senso a ciò che caratterizzava la propria esistenza!
Era inevitabile che l’uomo, nel tentativo di capire, assegnasse la responsabilità dello svolgersi degli eventi naturali, a qualcosa o a qualcuno di superiore, qualcosa o qualcuno invisibile ad occhi umani, ma capace di determinare e controllare ogni cosa, qualcosa o qualcuno che ben presto divenne il creatore, l’artefice di tutto, ed il dispensatore di ogni bene ed ogni male.
La nascita di una divinità, di un Dio, fu l’inevitabile conseguenza del desiderio di poter fare qualcosa per modificare gli eventi naturali. La nascita di una divinità fu la diretta conseguenza della paura, del timore, dello sconcerto rispetto a tutto ciò che era sconosciuto o incomprensibile per una mente umana, che si affacciava appena ai margini della razionalità.
Considerare un feroce temporale come la conseguenza dell’ira di una divinità, era molto più semplice che rimanere nel terrore dell’ignoto. In tal modo nacquero i riti per calmare il proprio Dio o, in certi casi, per propiziare la benevolenza della divinità.
Considerare che dietro un periodo di carestia, dove membri della propria tribù andavano inevitabilmente incontro alla morte, c’era un Dio arrabbiato e collerico, risultava più semplice da sopportare, anche se difficilmente spiegabile.
La stessa morte non veniva vista come qualcosa di drammatico, sebbene il dolore fosse comunque presente. La morte era qualcosa che faceva parte della natura, e come tale, un evento inevitabile. Era il nuovo Dio che sceglieva chi condurre nei “Campi Elisi”, luogo identificabile con l’attuale paradiso, e che, almeno agli albori, non possedeva alcun connotato terrifico.
Se la paura ed il terrore hanno portato alla nascita della religione, con la creazione di divinità inizialmente rabbiose e colleriche, poi “ragionevoli” e misericordiose con il trascorrere del tempo, ci hanno pensato le grandi religioni monoteistiche a riportare la religione stessa al terrore e alla paura.
Ma agli albori della storia, se la paura è stata la spinta fondamentale alla nascita di una religione, questa non sarebbe mai dovuta tornare ad essere lo stimolo principale per aderire ad una fede. La paura del peccato, della disobbedienza ai precetti religiosi, delle regole esplicite ed implicite, della dannazione eterna, del demonio e di tutto ciò che una determinata religione considera contraria ai propri insegnamenti, non è di alcun aiuto a rendere salda una pseudo – fede che si regge sul sottile filo della cieca obbedienza.
La fede è l’amore per la verità, quella ultima e reale, ma di tutto ciò nella religione cattolica c’è poco spazio.
Bibliografia:
Tratto da un articolo di WILLIAM EDELEN, teologo e sacerdote congrezionalista autore di numerosi saggi e di quattro libri, tra i quali “Toward the Mistery”.

L’insegnamento che Gesù ci ha lasciato, durante la sua breve predicazione in Palestina, sembra essersi disperso tra i meandri della storia, spazzato via da interessi tutt’altro che spirituali.
In duemila anni di vita,
Il Gesù che ci viene raccontato da chi dovrebbe saperne di più, è qualcosa di fittizio, aleatorio, quasi irreale. Molto di quello che ci viene detto dai membri della Chiesa, Gesù non lo ha mai detto. Parole che “il figlio dell’uomo” non ha mai pronunciato.
Gli eventi che accompagnano la predicazione del Messia, non sempre sono corretti, e spesso sono assolutamente artefatti, se non completamente inventati.
Un grande aiuto in questo ambito ce lo da un grande studioso come Robert Eisenmann, con alcuni testi di importanza eccezionale sulla vera esistenza di Gesù Cristo. La scoperta di un “uomo divino” molto differente da quello che ci viene propinato dalle autorità ecclesiastiche, è qualcosa che non può entusiasmare chi veramente credere in Gesù, coloro che si ritengono veri cristiani.
Il Gesù che emerge da tali studi è prima di tutto un uomo, “il figlio di un uomo”, prescelto dal Dio degli ebrei, come messaggero della “buona novella”, come “salvatore” di un popolo prescelto secoli addietro.
Gesù l’ebreo era prima di tutto un uomo del suo tempo, nella Palestina del I secolo, sotto l’occupazione romana.
Coloro che sono riusciti a portare alla luce del giorno, nonostante decenni di omertosa negazione (padre De Vaux ne è un esempio lampante!), i Rotoli del Mar Morto (Qumran), la biblioteca di Nag Hammadi, il Vangelo di Giuda e numerosi ulteriori scritti apocrifi e gnostici, hanno permesso di mostrare al mondo intero (popolo cristiano – cattolico) delle verità che, dopo duemila anni di menzogne, risultano piuttosto difficili da digerire.
La cosa che lascia interdetti, è che
Perché Gesù non può essersi sposato? E perché non può essersi legato in matrimonio con Maria Maddalena?
Eppure, nell’epoca in cui visse il nostro personaggio, era una grave mancanza per un rabbi non essere sposato.
E poi cosa cambierebbe se Gesù fosse stato sposato?
Perché
E ancora, perché negare che Gesù non abbia avuto fratelli, quando gli stessi testi biblici, nonostante le varie manipolazioni, affermano tutt’altro?
Nella realtà storica Gesù ha avuto fratelli e sorelle!
Se anche Gesù fosse nato per immacolata concezione, quale sarebbe il problema nell’accettare la realtà che Maria ha avuto rapporti con il marito, e che abbia dato alla luce altri bambini? Giuseppe non è morto giovane: è stato solo fatto sparire dai testi sacri per avvalorare il fatto che Gesù sia stato figlio unico. Inoltre in alcuni passi dei Vangeli (che approfondirò in un articolo dedicato esclusivamente a Giuseppe) tale mistificazione non è riuscita proprio bene, tanto che, dal punto di vista storico, è stata rielaborata la vita dello stesso “padre terreno” di Gesù (e non padre putativo, come ci viene spesso ricordato!)
Perché sulla discendenza di Gesù, figli dell’unione tra il Messia e
Perché non può essere preso in considerazione il fatto che Gesù, nel momento in cui venne tirato giù dalla Croce ed avvolto nel sudario, fosse ancora vivo? Un cadavere non perde sangue e liquidi biologici, tanto da segnare in maniera indelebile un panno che gli è stato avvolto attorno all’intero corpo.
Perché infangare per duemila anni il personaggio storico di Giuda Sicariota, unico apostolo che, in realtà, aveva compreso chi fosse Gesù Cristo e quale fosse il suo ruolo in terra di Palestina?
Molti altri sono i quesiti che meriterebbero una serena risposta da parte della Chiesa romana, ma pur continuando a bussare, non sembra esserci nessuno interessato ad aprire gli occhi di quanti sono alla ricerca della verità.
Alla Chiesa tutto questo non interessa!
Ma io continuo a bussare……
Bibliografia:
- Robert Eisenmann: “Giacomo, fratello di Gesù”
- Robert Eisenmann: “Codice Gesù”
- Elaine Pagels: “Il Vangelo di Tommaso”
- National Geografic: “Il Vangelo di Giuda”
- AA. VV.: “Vangeli Apocrifi”
CRISTIANESIMO O GIUDAISMO !
(Dove si trovano le nostre radici?)
Gesù “padre” del Cristianesimo?
Non c’è cosa più falsa che un fedele possa dire in merito alla propria religione. Si tratterebbe di una grande inesattezza, provocata da oltre due millenni di falsa informazione creata ad hoc da quella enorme istituzione chiamata chiesa cattolica.
L’opera di depistaggio effettuata a partire dalla scomparsa di Gesù, la dobbiamo essenzialmente ad alcuni personaggi che non conobbero mai quello che erano soliti definire come “il proprio Maestro”. Persone che sapevano di Gesù solo per interposta persona, per quello che si narrava di lui, per sentito dire.
Molti furono i diffamatori, molti coloro che amarono veramente Gesù il Cristo, ma altrettanti coloro che usarono tale figura storico – religiosa per propri fini, spesso persino poco chiari.
Uno dei più grandi studiosi delle origini del Cristianesimo, Robert Eisenman, ha scritto una delle pagine più importanti della vera storia della vita del nostro Messia, partendo dal raccontare, su solide basi storiche, dalla famiglia stessa di Gesù. Un modo apparentemente senza un particolare senso, per portare luce sulla reale vita di Gesù; eppure, in maniera semplice e facilmente comprensibile, Eisenman, ci racconta quale importanza abbiano avuto i fratelli del Messia nella nascita del Cristianesimo. In particolare Giacomo il buono, fratello minore di Gesù, e primo sostenitore di quel riformismo giudaico che caratterizzò i pochi anni di predicazione del nostro Signore.
Tra Giacomo e Saulo di Tarso non corse mai buon sangue. Questo perché il redento “di Damasco” (non certo la città siriana), dopo un inizio secondo le indicazioni del primo vescovo di Gerusalemme, si dissociò completamente dagli insegnamenti di Giacomo e del defunto e risorto Gesù.
Giacomo il Buono fu prima di tutto apostolo, poi capo della vera Chiesa voluta da Gesù, secondo quelli che erano stati i veri insegnamenti del Messia, e non secondo le fantastiche elucubrazioni di Saulo di Tarso e, successivamente, anche dello stesso Pietro, e dei vari personaggi, che nei primi secoli del nuovo corso storico, vissero a Roma, la città che rese famoso uno dei fondatori del Cristianesimo, l’Imperatore Costantino.
Gesù, per come ci è stato fatto conoscere, sembra quasi non essere un giudeo. E la responsabilità della sua crocifissione, per troppo tempo è stata fatta cadere sulle spalle del popolo ebreo, senza voler guardare nella giusta
Quanti e quali genocidi sono stati compiuti in nome di una presunta colpevolezza ebraica!
Gli ebrei non sono certo esenti da colpe, ma la crocifissione di Cristo è opera del popolo romano. E la stessa figura di Giuda, per 2000 anni lasciata a marcire nel fango dell’ipocrisia, ha un ben altro valore nella vita di Gesù e non nella sua morte.
Chissà cosa penserebbe Gesù stesso se tornasse sulla terra e potesse vedere che ne è stato dei suoi insegnamenti? Chissà quale reazione avrebbe nel vedere cosa è stato creato in suo nome?
Bibliografia:
- Vangeli Apocrifi – Einaudi
- R. Eisenman: “I misteri di Qumran”
- E. Pagels: “Vangeli Gnostici”
- E. Pagels: “Il Vangelo di Tommaso”
- Il Vangelo di Giuda – National Geografic